Una pizza gourmet che si allontana dalle ricette più tradizionali della pizza campana, rinunciando alla classica farcitura a base di salsa di pomodoro, mozzarella e altri ingredienti a scelta, per accogliere mortadella, burrata e il pesto di pistacchi, un condimento che reinterpreta il classico pesto alla genovese. Puoi consumarla come piatto unico, come street food o spuntino goloso, ma puoi anche servirla e sul buffet dell’aperitivo, magari per accompagnare un buon cocktail!
Ingredienti
per 2 pizze da 26 cm di diametro
Per l’impasto
- Farina manitoba 500 g
- Acqua 320 g
- Olio extravergine d’oliva 20 g
- Lievito di birra disidratato 3.5 g
- Sale 10 g
Per il pesto di pistacchi
- Pistacchi tostati non salati100 g
- Formaggio grattugiato 25 g
- Pecorino romano grattugiato 25 g
- Aglio mezzo spicchio
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Basilico fresco 5 g
- Sale q.b.
Per la salamoia
- Acqua 20 g
- Olio extravergine d’oliva 20 g
Per farcire
- Mortadella a fette 180 g
- Burrata 250 g
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Granella di pistacchi 2 cucchiaini
Allergeni
Procedimento
per L’impasto
-
In una planetaria munita di gancio unisci alla farina il lievito. Versa l’acqua in un bicchiere e aggiungi l’olio, il sale e mescola per scioglierlo. Aziona la planetaria e incorpora poco alla volta il contenuto della caraffa fino al completo assorbimento. L’impasto si deve attorcigliare attorno al gancio staccandosi dalle pareti della planetaria.
-
Una volta pronto, disponi l’impasto su un piano di lavoro, dividilo in due parti uguali e lavoralo per ottenere due palline, che metterai in due ciotole unte e coperte con pellicola trasparente. Lasciale lievitare per 2 ore nel forno spento fino al triplicamento del loro volume iniziale.
-
Quando l’impasto sarà lievitato, prendi due teglie, ungile di olio evo sul fondo e adagia una pallina in ognuna di esse. Stendi l’impasto con i polpastrelli fino a formare la tipica pizza con il bordo più alto. Lascia poi lievitare i due impasti una mezz’oretta nel forno spento.
Il pesto di pistacchi
-
Lava per bene il basilico nell’acqua fredda. Poi elimina delicatamente l’acqua in eccesso, stacca le foglie e falle asciugare su di un canovaccio asciutto e pulito.
-
Inserisci in un piccolo frullatore dotato di lame i pistacchi, il formaggio grattugiato, il Pecorino, le foglie di basilico intere e il quarto di spicchio d’aglio privato dell’anima. Aggiungi l’olio e inizia a frullare fino a ottenere un composto cremoso.
-
A questo punto trasferisci il pesto in una ciotola e tienilo da parte.
per la salamonia
-
Prepara una salamoia fatta con acqua e olio; emulsionala con i rebbi di una forchetta e spennellaci il centro delle pizze (non i bordi).
COTTURA
-
Preriscalda il forno in modalità statica a 250°, quindi inforna le basi lievitate per 12 minuti.
Quando saranno dorate, sfornale e adagiaci sopra la mortadella, la burrata e il pesto di pistacchi. Termina con un giro di olio evo e della granella di pistacchi. Pizze pronte!
Note & consigli
* Il tempo delle lievitazioni è sempre indicativo, perchè come sai dipende tutto dalla temperatura dell’ambiente. Sai come avere un lievitato perfetto? Ti lascio il mio tutorial!
*Per un pesto ancora più verde e brillante puoi armarti di pazienza ed eliminare la pellicina dai tuoi psitacchi, dopo averli scottati in acqua bollente!
*Più frullerai e più otterrai un pesto cremoso dal colore uniforme; viceversa, otterrai un pesto più granuloso, puntinato e piuttosto rustico, a seconda delle tue preferenze.
Varianti della ricetta
Se vuoi provare altre ricette che hanno come protagonista la burrata ti suggerisco anche:
- Linguine con crema di scampi, burrata e pomodorini confit
- Spatzle con crema di carciofi, burrata e guanciale
- Risotto con cime di rapa e burrata
- Risotto al pomodoro con orata, capperi e burrata
- Burrata in crosta
- Maltagliati con pesto, pomodorini confit e burrata
- Spaghetti di zucchine con pomodorini e burrata
Conservazione
La tua pizza sarà deliziosa appena sfornata, ma prima di farcirla puoi anche congelarla!
Curiosità
*La burrata è nata nella prima metà del Novecento in provincia di Bari, secondo la leggenda per merito di un casaro (tale Lorenzo Bianchino) che, rimasto isolato nella masseria a causa di un’abbondante nevicata senza poter trasportare il latte in città, iniziò a recuperare la panna che affiorava naturalmente da quest’ultimo e, per conservarla creò un involucro con la pasta della mozzarella e ve la inserì all’interno (come un tempo si faceva con il burro) insieme agli avanzi della mozzarella stessa. Il risultato fu un prodotto delizioso, simile a una mozzarella nell’aspetto ma con un cuore delizioso e appunto “burroso” (da qui il nome “burrata”).
*Un tempo la burrata veniva avvolta in foglie di piante tipiche dell’altopiano della Murgia (che in più trasferivano al prodotto un particolare gusto aromatico) e poi confezionata all’interno dei gambi dell’asfodelo giallo, raccolti prima della fioritura, scottati con acqua e aceto e conservati sott’olio.

