Pesto alla genovese appena pestato nel mortaio di marmo, con pinoli e basilico fresco

Pesto alla genovese

Vegetariana
  • Preparazione: 0h 30m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: basso
  • Porzioni: 4 persone
  • Metodo cottura: Senza cottura
  • Cucina: Italiana

Ingredienti

  • Basilico fresco 100 g
  • pecorino grattugiato Fiore Sardo30 g
  • Parmigiano Reggiano grattugiato 35 g
  • Aglio 1 spicchio
  • Olio extravergine d’oliva 90 g
  • Pinoli 40 g
  • Sale q.b.

Procedimento

  1. Parti dal basilico. Lava le foglie in acqua fredda, staccale dai gambi e tamponale con un canovaccio pulito, con delicatezza, senza fretta. Poi lasciale distese su un panno asciutto finché non hanno perso ogni traccia di umidità. Te lo dico perché ci sono passata: le prime volte lavavo il basilico e non lo asciugavo bene, e il pesto veniva di un brutto colore scuro. L’acqua rimasta sulle foglie accelera l’ossidazione, e nessun trucco dopo la ripara.

    Foglie di basilico fresco distese su un panno ad asciugare prima del pesto
  2. Se i formaggi non sono già pronti, grattugia il Parmigiano e il Pecorino e tienili da parte.
    Sbuccia lo spicchio d’aglio e schiaccialo con il palmo della mano, con la lama del coltello o con uno spremiaglio.

    Aglio schiacciato all'interno di un frullatore
  3. Adesso il frullatore. Metti nella tazza metà delle foglie di basilico, i pinoli e metà dell’olio extravergine. Frulla per qualche secondo, giusto il tempo di rompere le foglie.

    Foglie di basilico e pinoli frullati con olio extravergine per il pesto alla genovese
  4. Aggiungi le foglie restanti, l’aglio schiacciato, il Parmigiano e il Pecorino grattugiati. Frulla per altri 10-15 secondi, poi fermati. Lavora sempre a impulsi brevi: se le lame girano a lungo si scaldano, il basilico si ossida e il verde se ne va.

    Basilico, aglio, Parmigiano e Pecorino nel mixer pronti per frullare il pesto
  5. Riavvia per una quindicina di secondi e fermati di nuovo. Tra un impulso e l’altro versa il resto dell’olio a filo, così la salsa si lega senza scaldarsi. Continua a scatti fino alla consistenza che ti convince.

    Pesto alla genovese in lavorazione: olio versato a filo nel mixer a impulsi
  6. Io mi fermo quando il pesto è cremoso ma ancora un po’ ruvido: non una crema tutta dello stesso colore, ma una salsa dove si vedono ancora i puntini bianchi del formaggio. Quello per me è il segnale giusto. Più frulli, più diventa liscio e uniforme; meno frulli, più resta rustico e granuloso. Scegli tu.

    Pesto alla genovese cremoso con puntini bianchi di formaggio ancora visibili
  7. Il tuo pesto è pronto. Assaggialo e regola di sale, tenendo conto che Pecorino e Parmigiano sono già saporiti. Quando lo usi per la pasta, sciogli il pesto in una ciotola con uno o due cucchiai di acqua di cottura e uniscici la pasta scolata: mai in padella sul fuoco, il calore diretto gli spegne colore e profumo.

    Consistenza del pesto ideale.

Note & consigli

Il mortaio l’ho provato, con piccole quantità e guidata da mani esperte: bisogna sapere in che ordine entrano gli ingredienti e come muovere il pestello, e serve fare in fretta, altrimenti il pesto si ossida e scurisce. Se non hai pratica, il frullatore ti dà più soddisfazione. D’estate lo servo anche come antipasto: fette di pomodoro cuore di bue, una fetta di mozzarella affumicata, un cucchiaino di pesto e un’acciuga sott’olio.