Tacos messicani di carne, fatti in casa. Tortilla compresa. Le tortillas di farina si impastano in venti minuti e cuociono in padella, senza forno; il ripieno di manzo macinato si rosola con cumino, paprika e peperoncino fino a restare asciutto, così non bagna il fondo. Ma sono tacos messicani veri? Sono la versione di casa mia, un po’ tex-mex: cheddar, panna acida e tortilla di grano, morbida e piegata a metà. Se vuoi partire dalla base, c’è la mia ricetta delle tortillas da sola, e accanto ci sta bene il guacamole fatto al momento; se cerchi la tortilla grande chiusa alle estremità, quello è il burrito, un’altra costruzione. Se ti stai chiedendo come fare i tacos di carne in casa, dall’impasto al ripieno, questa è la ricetta giusta.
Ingredienti per 8 pezzi
PER LE TORTILLAS
- Farina 00 235 g
- Sale 4 g
- Olio di girasole 40 g
- Acqua 129 g
PER IL RIPIENO
- Macinato di manzo 350 g
- Cumino in polvere 1/2 cucchiaino
- Peperoncino fresco piccante 1
- Aglio 1 spicchio
- Concentrato di pomodoro 20 g
- Paprika dolce 1/2 cucchiaino
- Origano secco 1/2 cucchiaino
- Sale q.b.
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Brodo di carne tiepido70 g
PER COMPLETARE
- Panna acida 140 g
- formaggio Cheddar bianco100 g
- Pomodori ramati a cubetti80 g
- Cipolla rossa tritata70 g
- Coriandolo fresco tritato 10 g
- Lime il succo1
Allergeni
Procedimento
PER LE TORTILLAS
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Metti la farina e il sale nella ciotola della planetaria con il gancio. Aziona a velocità bassa e versa a filo l’acqua e l’olio di girasole, un po’ alla volta, finché la farina li assorbe tutti. L’olio serve. È lui a tenere le tortillas morbide anche dopo la cottura, quindi non ridurlo. Lascia lavorare fino a un impasto liscio, sodo e per niente appiccicoso; senza planetaria fai lo stesso in una ciotola, prima con una forchetta e poi con le mani, contando dieci minuti di lavoro in più.
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Quando l’impasto si è incordato, cioè si è avvolto al gancio e si stacca pulito dalle pareti, ribaltalo sul piano e lavoralo un minuto a mano, giusto per chiudere la palla. Mettila in una ciotola, copri con la pellicola e lasciala riposare 30 minuti a temperatura ambiente. Il riposo non è facoltativo: rilassa il glutine e le tortillas si stendono senza ritirarsi sotto il mattarello.
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Passata la mezz’ora, dividi l’impasto in 8 palline da 50 g l’una, pesandole: a occhio vengono diseguali e cuociono in tempi diversi. Stendile con il mattarello su un piano appena infarinato fino a dischi da almeno 15 cm, sottili, un paio di millimetri. Poi appoggia sopra una ciotola di quel diametro e rifila i bordi con un coltello; i ritagli si reimpastano nella pallina dopo.
COTTURA
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Scalda un’ampia padella antiaderente a fuoco medio, senza ungerla. È pronta quando una goccia d’acqua sfrigola e sparisce subito. Adagia una tortilla e cuocila 1 minuto per lato: deve gonfiarsi a bolle e prendere macchie dorate qua e là, restando chiara e flessibile. Se annerisce in trenta secondi la padella è troppo calda; se resta bianca e secca, troppo fredda.
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Man mano che le cuoci, impila le tortillas in un piatto e coprile con la pellicola o con un canovaccio pulito: il vapore che resta tra loro le tiene morbide. Scoperte, in dieci minuti si asciugano e si spaccano alla prima piega.
PER IL RIPIENO
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Versa un giro d’olio extravergine d’oliva in un’altra padella ampia e uniscici il peperoncino fresco piccante a rondelle, il cumino in polvere, la paprika dolce, l’origano secco e l’aglio spremuto. Scalda a fuoco dolce un paio di minuti, finché profuma e l’olio prende colore. Io le spezie qui non le perdo mai di vista: se bruciano nel fondo diventa tutto amaro e si ricomincia da capo. Quando l’olio sfrigola, aggiungi il macinato di manzo e alza la fiamma. Rosolalo 6-8 minuti, sgranandolo con un cucchiaio di legno: la carne deve prima perdere il rosa, poi asciugare e dorare, non lessare nel suo liquido. Se rilascia molta acqua, aspetta che evapori prima di andare avanti.
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Regola di sale. Sciogli il concentrato di pomodoro nel brodo di carne tiepido e versalo sulla carne. Lascia sobbollire una decina di minuti, mescolando ogni tanto, finché il liquido è quasi tutto evaporato e il ripieno resta asciutto e lucido: se spingi il cucchiaio in mezzo non deve formarsi una pozza. Un ripieno bagnato inzuppa la tortilla dal fondo. Il macinato va cotto fino in fondo, 71 gradi al cuore se hai il termometro; a occhio, nessuna traccia di rosa dentro ai grumi più grossi.
COMPOSIZIONE
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Prima di servire scalda le tortillas di nuovo, una alla volta, in una padella ben calda e non unta: 30 secondi per lato bastano, devono tornare morbide e tiepide, non croccanti. Spalma un velo di panna acida su ogni tortilla, distribuisci 2-3 cucchiai di ripieno di manzo, poi i pomodori ramati a cubetti mescolati con la cipolla rossa tritata e il formaggio Cheddar grattugiato grosso. Chiudi con il coriandolo fresco tritato e una spruzzata di succo di lime, che sveglia tutto. Piega a metà e porta in tavola subito. I tuoi tacos messicani di carne sono pronti!
Note & consigli
La cipolla rossa cruda, se ti sembra troppo forte, la tengo a bagno un’ora in acqua e aceto di mele: si addolcisce e resta croccante. Il cheddar prendilo a pezzo e grattugialo grosso, quello a fette si scioglie male sul ripieno caldo. Il lime spremilo all’ultimo, sul taco già chiuso: spremuto prima perde il profumo.
Domande frequenti
La tortilla è la sfoglia: un disco di farina o di mais cotto in padella. Il taco è il piatto finito, cioè quella sfoglia scaldata, farcita e piegata a metà. Senza niente dentro hai una tortilla, con il ripieno hai un taco. Dalla stessa base escono anche burrito e quesadillas: cambia solo come si chiude e cosa si mette dentro.
Sono troppo cotte. Oltre il minuto per lato perdono umidità e diventano rigide; scoperte nel piatto si seccano ai bordi. Tienile impilate sotto la pellicola e ripassale trenta secondi in padella prima di farcirle.
Troppa carne in una padella piccola, oppure carne appena uscita dal frigo. Il macinato butta fuori acqua, la temperatura crolla e la carne bolle invece di rosolare. Fiamma alta, padella larga e carne fuori dal frigo da dieci minuti: se vedi del liquido, fermati e lascialo evaporare prima di sgranare ancora.
Due cucchiai per tortilla da 15 cm, tre al massimo. Io mi fermo a due: il taco si chiude, si tiene in mano e non si sfonda. Se avanza ripieno, fai un taco in più.
Vengono bene, e sono anche più vicine al taco messicano, dove il mais è la regola. Scaldale sempre in padella asciutta finché tornano flessibili: fredde non si piegano. Preferisco impastare quelle di grano perché reggono un ripieno abbondante senza cedere, ma quelle di mais hanno un profumo che il grano non dà.
Per me no. Il piccante deve accompagnare, non coprire il cumino e la paprika: io tengo un solo peperoncino fresco e tolgo i semi, che sono la parte più aggressiva. Se lo vuoi più deciso lascia i semi, oppure aggiungi un secondo peperoncino a fine cottura, così senti dove arrivi.
Varianti della ricetta
Tacos di pollo: stessa costruzione, cambia la carne. Nei miei tacos di pollo con pomodoro il pollo cuoce nel sugo, e il risultato è più leggero del macinato.
Tacos vegetariani: verdure, mais e guacamole al posto della carne, come nei tacos con guacamole, verdure e mais. Le tortillas sono le stesse.
Tacos di pesce: lo stoccafisso al posto del manzo e una maionese al pomodoro invece della panna acida, come nei tacos con stoccafisso e verdure, dall’anima più mediterranea.
Conservazione
I tacos si mangiano appena chiusi: farcita, la tortilla si inumidisce in pochi minuti. Gli avanzi vanno separati e in frigorifero: il ripieno in un contenitore chiuso per 2 giorni, le tortillas nella pellicola per 1 giorno. Riscalda la carne in padella con un cucchiaio d’acqua e le tortillas 20 secondi per lato. Il taco già farcito non si congela.
Intolleranze & allergie
Glutine: le tortillas sono di grano, sostituiscile con tortillas di mais certificate senza glutine. Latte: al posto della panna acida uno yogurt vegetale denso con una goccia di lime, il cheddar con un formaggio vegetale da grattugia oppure niente. Sedano: brodo preparato senza sedano.
Curiosità
In Messico il taco è morbido: una tortilla scaldata, ripiegata attorno al ripieno e mangiata subito. Il guscio rigido a U, fritto e croccante, è nato negli Stati Uniti a metà del Novecento per la ristorazione veloce, perché si conserva e si riempie in anticipo. È tex-mex, come il ripieno di macinato con cheddar e panna acida.

