Se c’è una cosa di cui ho bisogno la mattina, appena apro gli occhi, è il caffè. Quando invece mi serve tirarmi un po’ su, la mia scelta cade sempre sul cioccolato fondente. Questa ciambella caffè e cioccolato mette insieme le due cose, e a colazione fa partire la giornata con il piede giusto.
Il caffè si sente in ogni boccone, il cacao scurisce la mollica e il fondente tritato lascia qua e là un pezzetto che si scioglie. Se la vuoi tutta al caffè, senza cacao e con una glassa sopra, c’è la mia ciambella al caffè. Se invece ti piace vedere due impasti che si rincorrono nella fetta, la ciambella marmorizzata è fatta con il burro e il caffè non ce l’ha.
Essendo all’olio, resta morbida anche il giorno dopo: una fetta, e la colazione è pronta.
Ingredienti
per uno stampo a ciambella di diametro 24 cm
- Farina 00 250 g
- Cacao amaro in polvere 50 g
- Uova medie (sgusciate 250 g)5
- Zucchero semolato 250 g
- latte fresco intero 100 g
- Cioccolato fondente tritato100 g
- Caffè solubile 10 g
- Lievito in polvere per dolci 16 g
- Olio di semi di girasole 150 g
- Estratto di vaniglia o 1 bacca1 cucchiaino
- Sale 1 pizzico
Allergeni
Procedimento
PER L’IMPASTO DELLA CIAMBELLA CAFFÈ E CIOCCOLATO
-
Per preparare la tua ciambella cioccolato e caffè comincia dal latte: intiepidiscilo appena e scioglici dentro il caffè solubile, mescolando finché non vedi più granelli. Deve essere tiepido, non caldo. Poi lascialo raffreddare del tutto, perché finirà sulle uova montate e un liquido caldo le smonterebbe. Intanto trita il cioccolato fondente a pezzetti di circa mezzo centimetro e tienilo da parte: ridotto quasi in polvere si scioglierebbe nell’impasto lasciando solo aloni scuri.
-
Sguscia le uova nella ciotola della planetaria con le fruste, oppure in una ciotola capiente se usi lo sbattitore elettrico, e montale insieme allo zucchero per circa 10 minuti. Il composto è pronto quando è chiaro, gonfio e spumoso, e sollevando le fruste ricade a nastro restando un attimo in superficie prima di sparire. Non fermarti prima: è quest’aria che terrà su la ciambella in forno.
-
Sempre sbattendo, a velocità più bassa, versa a filo l’olio. Il girasole è l’olio che scelgo per i dolci: neutro, non copre né il caffè né il cacao. Poi unisci il latte con il caffè ormai freddo, la vaniglia, il pizzico di sale e, se vuoi, un po’ di scorza di limone grattugiata. Lavora solo finché il composto è liscio e uniforme.
-
Setaccia insieme la farina, il cacao amaro in polvere e il lievito, così il cacao non fa grumi e il lievito si distribuisce bene. Aggiungili al composto in due o tre volte e incorporali con un mestolo o una spatola, dal basso verso l’alto, fermandoti appena non vedi più strisce asciutte: se continui a girare, la mollica viene più compatta. In ultimo unisci il cioccolato tritato con pochi giri. L’impasto giusto è lucido e scende dalla spatola in un nastro spesso.
COTTURA E RAFFREDDAMENTO
-
Imburra e infarina uno stampo a ciambella da 24 cm di diametro, camino centrale compreso, poi capovolgilo e battilo piano per togliere la farina in eccesso; se preferisci, al posto di burro e farina puoi usare uno staccante spray. Versa l’impasto, livellalo e inforna subito: il lievito comincia a lavorare appena si bagna, meglio non farlo aspettare. Il forno lo accendo statico, come quasi sempre, e ben caldo a 175°. Servono circa 45 minuti. Qualche minuto prima della fine fai la prova dello stecchino nel punto più alto della ciambella: deve uscire senza impasto crudo attaccato. Quando è cotta, sfornala e lasciala intiepidire nello stampo finché riesci a toccarlo senza scottarti, poi capovolgila su una gratella e lasciala raffreddare completamente.
-
Quando è fredda, appoggia la tua ciambella cioccolato e caffè su un piatto da portata e, se vuoi, spolverala con poco zucchero a velo: mettilo solo adesso, perché su un dolce ancora caldo si scioglierebbe. Poi tagliati la tua fetta golosa.
Note & consigli
Le uova della ricetta sono medie, la taglia M che compro anch’io: le cinque, sgusciate, fanno 250 g. Se le tue sono più grandi o più piccole, pesale e regolati su quel numero.
Il caffè solubile può essere anche decaffeinato: il profumo resta, cambia solo la caffeina nella fetta.
Domande frequenti
Il colpevole, di solito, è la montata. Uova e zucchero devono lavorare una decina di minuti, fino a diventare chiari e gonfi: è quell’aria a far salire la ciambella, il lievito da solo non basta. Poi contano i giri dopo la farina, pochi, e il forno subito. Anche un lievito aperto da troppo tempo spinge meno.
Succede quando l’impasto è diventato troppo fluido, per una montata debole o per troppi giri dopo le polveri, oppure quando i pezzi sono grossi e pesanti. Pezzetti di mezzo centimetro, uniti per ultimi con la spatola, restano sospesi. Infarinarli aiuta poco: la differenza la fa un impasto che tiene.
Sì, quelle da forno vanno bene, nella stessa quantità: tengono la forma in cottura e si distribuiscono in modo regolare. Il fondente tritato lascia invece pezzi irregolari, qualcuno più fuso degli altri.
Io la lascio all’olio, ed è per questo che la ricetta nasce senza burro: in un dolce da credenza la fetta resta morbida più a lungo. Il burro fuso porterebbe più profumo, ma raffreddandosi rassoda la mollica.
Guarda bene che cosa c’è sopra. Una striscia scura e lucida è cioccolato fuso; l’impasto crudo invece è opaco e appiccicoso. Rifai la prova in due o tre punti, sempre dove la ciambella è più alta e lontano dai pezzi di fondente.
Puoi, ma la moka porta anche liquido: usala al posto del latte, stesso peso, ben ristretta e fredda, così l’impasto resta com’è. Il solubile qui c’è apposta, perché profuma molto senza aggiungere acqua. Con una moka lunga il gusto del caffè si perde nel cacao.
Di solito è rimasta in forno qualche minuto di troppo: con il cacao, che assorbe liquido, basta poco per seccare la mollica. Fai la prova dello stecchino prima della fine e sforna appena esce senza impasto crudo. Anche la farina messa a occhio, abbondante, asciuga. Una fetta così non è persa: inzuppata nel latte torna buona.
Bastano le fruste elettriche: contano i dieci minuti di montata, non l’attrezzo. A mano, con la sola frusta, arrivare a quel volume è davvero faticoso.
Conservazione
Sotto una campana di vetro, al fresco, resta buona tre o quattro giorni: è lì che tengo i dolci da credenza. Si congela bene a fette, avvolte una per una, così scongeli a temperatura ambiente solo quelle che ti servono; la qualità regge un mese o due. Lo zucchero a velo mettilo dopo.
Intolleranze & allergie
Glutine: i 250 g di farina diventano 250 g di miscela per dolci senza glutine, e lievito e cacao li prendo certificati. Latte: va bene quello senza lattosio, o una bevanda vegetale non zuccherata, con un fondente senza latte in etichetta. Uova: qui non si tolgono, reggono la montata.
Curiosità
Il buco al centro della ciambella non è solo una questione di forma. Il camino dello stampo porta il calore anche dall’interno, così un impasto ricco e scuro come questo cuoce fino al cuore prima di quanto farebbe in una tortiera piena dello stesso diametro.
Passione ciambelle
Tonda, morbida, invitante, profumata… come resistere alla tentazione di affettare e gustare una ciambella? Se anche tu ami preparare questo tipo di dolci voglio regalarti un elenco delle mie ricette più golose. Scegli la tua preferita, anche se io ti consiglio di provarle proprio tutte!

