La pinsa è molto più di un piatto: è un viaggio nella storia culinaria italiana, un racconto di ingredienti che si abbracciano. Origini antiche come l’antica Roma si fondono con la creatività contemporanea. Le alici, provenienti dai nostri mari, dialogano con i delicati fiori di zucca, mentre la burrata regala cremosità.
Street food tipico della cucina laziale, ideale come piatto unico, ma anche come sfizioso aperitivo da accompagnare a un calice di vino o a uno Spritz, la pinsa ha una base che ricorda un po’ una focaccia, un po’ l’impasto per la pizza, ma che è croccante fuori e morbido dentro e viene farcito a fine cottura con gli ingredienti più disparati.
Ogni volta che la preparo, mi sorprendo davanti a questo piccolo capolavoro: il piatto giusto per una cena intima o un aperitivo con amici, che cattura tutti i sensi in un solo morso.
Dopo avertela proposta in versione dolce e come rivisitazione della pasta alla carbonara, questa volta l’ho resa più fresca e leggera abbinandola con alici, fiori di zucca e burrata. Un’esplosione di colore…. e ovviamente di gusto! E se dopo la farcitura ti restano dei fiori nel mazzo, il modo più veloce di godersi anche quelli sono i miei fiori di zucca fritti, con il velo di pastella leggera.
Ingredienti
per l’impasto
- Farina manitoba 470 g
- Farina di riso 60 g
- Farina integrale (o di farro)30 g
- Acqua 440 g
- Sale 18 g
- Olio extravergine d’oliva 10 g
- Lievito di birra disidratato 2 g
per la farcitura
- Acciughe 24 filetti
- Fiori di zucca 12
- Burrate (660 g in totale)3
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Sale q.b.
- Pepe q.b.
Allergeni
Procedimento
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Nella ciotola della planetaria munita di gancio metti le farine e il lievito, aziona la macchina, versavi a filo 2/3 dell’acqua e lasciala lavorare fino a quando l’impasto si sarà incordato (cioè finché si avvolgerà al gancio staccandosi dalle pareti del recipiente).
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Una volta incordato, unisci poco alla volta il resto dell’acqua, avendo cura, dopo ogni aggiunta, di farla assorbire bene prima di aggiungerne altra.
Quindi alterna l’aggiunta di olio e sale e continua a impastare finché questi ingredienti non saranno stati assorbiti. -
Trasferisci quindi l’impasto su un piano leggermente unto d’olio, dagli due pieghe di rinforzo e coprilo con una ciotola. Lascialo riposare per 30 minuti.
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Terminato il primo riposo, ripeti le pieghe e lascialo fermentare per altri 30 minuti.
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Dopo questa seconda pausa, esegui ancora un paio di pieghe, poi sposta l’impasto in una ciotola, coprilo e lascialo lievitare per circa 1 ora e mezza.
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Trascorso il tempo, rovescia l’impasto su una superficie leggermente unta e dividilo in 3 porzioni uguali da circa 340 g ciascuna.
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Forma 3 palline lisce (pirlale) e sistemale in ciotole separate, coperte con coperchio o pellicola. Metti le ciotole in frigorifero per una lievitazione lenta di 48 ore.
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Passato questo tempo, tira fuori i panetti dal frigo e lasciali acclimatare a temperatura ambiente per almeno 30-60 minuti.
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A questo punto, metti i panetti su una superficie leggermente infarinata e stendili delicatamente con le dita fino a ottenere 3 rettangoli di circa 33×20 cm.
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Spennella la superficie delle pinse con olio extravergine d’oliva e cuocile una alla volta nel forno preriscaldato a 250°C per 10 minuti. Usa una teglia rovesciata già bollente (lasciala scaldare in forno per almeno 15 minuti) oppure una pietra refrattaria ben calda per una base più croccante.
la farcitura
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Nel frattempo predisponi gli ingredienti per la farcitura: pulisci i fiori di zucca eliminando il picciolo e il pistillo interno, quindi dividili ciascuno in 4 parti, mettili in una ciotolina e condiscili semplicemente con olio, sale e pepe.
Scola le alici dal loro olio di conserva e tienile da parte e rompi a mano le burrate.
COMPOSIZIONE
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Estrai le tue pinse dal forno, farciscile immediatamente con la burrata a mucchietti, i filetti di acciughe e i fiori di zucca (che tenderanno ad ammorbidirsi per effetto del calore) e servile!
Note & consigli
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L’ideale, se la possiedi, è cuocere la pinsa su una pietra refrattaria, una lastra realizzata con materiali in grado di resistere alle alte temperature (come l’argilla o la pietra cordierite), ma anche di assorbire l’umidità, immagazzinare il calore e distribuirlo in modo omogeneo per garantire una cottura ottimale e consentire di risparmiare tempo.
Varianti della ricetta
Questa ricetta può essere personalizzata facilmente per incontrare gusti, esigenze alimentari o semplicemente per dare un tocco creativo alla classica combinazione romana.
Variazioni per esigenze alimentari
- Senza lattosio: sostituisci la burrata con una burrata senza lattosio (ora facilmente reperibile) oppure con una crema vegetale a base di anacardi o tofu, per una versione vegan o per chi è intollerante.
- Senza glutine: utilizza un mix di farine certificato senza glutine per l’impasto. Puoi combinare farina di riso, farina di mais e farine naturalmente prive di glutine come quella di grano saraceno. Ricorda di adattare anche i tempi di lievitazione, poiché il comportamento dell’impasto potrebbe risultare diverso.
- Vegetariana: ometti le alici e aumenta la quantità di fiori di zucca e burrata. In alternativa, aggiungi olive taggiasche, zucchine grigliate o pomodorini confit per bilanciare sapore e consistenza.
Variazioni gourmet
- Con limone e menta: aggiungi della scorza di limone grattugiata e foglie di menta fresca sopra la burrata per una nota agrumata rinfrescante.
- Aggiunta di nocciole tostate: qualche granella di nocciole aggiunta a crudo sopra la burrata valorizza la cremosità del formaggio e dà croccantezza al piatto.
- Alici del Cantabrico: Per una variante più gourmet, opta per alici del Cantabrico, più carnose e saporite, o per la versione marinata.
Alternative alla base
Puoi variare la base della pinsa usando altri mix di farine:
- Farro e avena: per un gusto più rustico e antico.
- Canapa: per un apporto proteico maggiore e un profumo più intenso.
- Orzo: per un sapore più pieno e una maggiore presenza di fibre.
Infine, puoi preparare la pinsa in padella se non hai a disposizione una pietra refrattaria o un forno ad alte temperature: cuoci la base su fuoco medio con coperchio per 6-8 minuti per lato, poi farcisci con gli ingredienti a crudo.
Conservazione
Conservazione senza farcitura
Le basi della pinsa cotte e non farcite si conservano per 1-2 giorni a temperatura ambiente, in un sacchetto di carta dentro un contenitore ermetico, lontano da fonti di umidità. Per mantenerle croccanti, puoi scaldarle brevemente in forno prima di farcirle.
Puoi anche congelare le basi una volta cotte ma non farcite. Fai raffreddare completamente, avvolgi ciascuna pinsa in pellicola e poi riponila in un sacchetto per freezer. Si conservano fino a 2 mesi. Scongela a temperatura ambiente e riscalda in forno caldo.
Conservazione con farcitura
Una volta farcita con burrata, alici e fiori di zucca, la pinsa va consumata preferibilmente appena pronta. Tuttavia, puoi conservarla in frigo, in contenitore ermetico, per massimo 1 giorno. La mozzarella tende a rilasciare siero e la base perderà croccantezza.
Consiglio per la freschezza
Per risultati ottimali, conserva la base cotta separatamente e farciscila al momento di servirla, in modo da mantenere la giusta consistenza e freschezza degli ingredienti.
Intolleranze & allergie
Allergeni comuni:
- Glutine (Cereali e derivati)
L’impasto contiene farina manitoba, farina integrale (o di farro) e farina di riso. Le prime due contengono glutine e rendono questa ricetta inadatta a celiaci o intolleranti al glutine.
Alternativa consigliata: utilizzare una miscela di farine senza glutine appositamente studiata per impasti lievitati (come mix con farina di riso, amido di mais e farina di mais), ricordando di adattare l’idratazione. - Pesce (Acciughe)
La ricetta include acciughe, un ingrediente appartenente alla categoria degli allergeni da pesce.
Chi è allergico al pesce deve evitare il consumo completo di questa ricetta oppure sostituire le acciughe con ingredienti vegetali saporiti come pomodori confit, capperi o olive per un sapore umami simile. - Latte (Burrata)
Le burrate sono formaggi freschi contenenti lattosio e proteine del latte vaccino, pertanto non sono adatte a persone con allergia al latte o intolleranza al lattosio.
Alternativa per intolleranti al lattosio: utilizzare burrate senza lattosio o formaggi vegetali a base di anacardi o tofu morbido.
Alternativa per allergici al latte: sostituire con stracchino vegetale o ricotte a base di bevande vegetali (soia, riso).
Intolleranze specifiche:
- Sale
La ricetta contiene circa 18 g di sale nell’impasto, oltre a quello aggiunto nella farcitura.
Per chi segue una dieta iposodica, si consiglia di ridurre la dose a 10 g o omettere il sale nella farcitura, sostituendolo con spezie come basilico, origano o pepe macinato fresco. - Pepe
Spezia talvolta irritante per soggetti con sindrome dell’intestino irritabile (IBS) o per bambini.
In questi casi è possibile ometterlo o sostituirlo con erbe aromatiche più delicate. - Farina integrale o di farro
Il farro contiene glutine e può essere problematico per persone con sensibilità ai cereali antichi.
Alternativa: sostituire con farina di avena certificata senza glutine o aumentare la dose di farina di riso.
Suggerimenti per adattare la ricetta
- Per celiaci: utilizzare un mix di farine senza glutine e lievito idoneo. Verificare l’idoneità anche di acciughe confezionate (eventuali contaminazioni).
- Per intolleranti al lattosio: usare burrate delattosate o formaggi vegetali.
- Per chi è allergico al pesce: sostituire le acciughe con olive nere o capperi.
- Per vegetariani: omettere le acciughe e aumentare la quantità di fiori di zucca e burrata (o sostituti vegetali).
- Per un’opzione vegana: sostituire la burrata con alternative vegetali, omettere le acciughe e farcire con verdure grigliate e pesto vegano.
Curiosità
*Il nome della “pinsa” deriva dal verbo latino “pinsare”, ovvero “allungare e schiacciare” e fa riferimento ai gesti con cui l’impasto viene steso sulla pietra refrattaria al momento della cottura. La ricetta attuale discende dal una preparazione dell’Antica Roma, quando i contadini la preparavano impastando le farine di diversi cereali (miglio, orzo e farro), insaporite con sale ed erbe aromatiche, cuocendola poi per pochi minuti appoggiata su una superficie rovente.

