La torta zuppa inglese è uno di quei dolci che mettono d’accordo tutti. Quattro strati di pan di spagna imbevuti di alchermes, crema pasticcera, crema al cioccolato e una meringa italiana fiammeggiata in superficie. Sembra complicata? No, serve solo organizzarsi bene e seguire i tempi.
Le origini sono contese: la tradizione la colloca a Ferrara, in Emilia-Romagna, anche se la Toscana la rivendica con altrettanta convinzione. Il nome viene probabilmente dall’espressione “alla maniera inglese”, un richiamo al trifle di creme e biscotti stratificati che arrivò nelle corti italiane tra Settecento e Ottocento. Chi abbia ragione importa poco: la zuppa inglese è ormai un dolce italiano a tutti gli effetti.
Se ami le torte farcite con bagna e creme, prova anche la torta delle zitelle, la sacripantina e la torta tiramisù, che lavorano sullo stesso principio di stratificazione. Per chi vuole esplorare il mondo dei dolci al cucchiaio o dei dolci al cioccolato c’è da sbizzarrirsi. E se cerchi una farcitura con un effetto visivo diverso, guarda la torta spirale. Se ti stai chiedendo come preparare una torta zuppa inglese a strati con meringa e alchermes, passo dopo passo e con dosi precise, questa è la ricetta che fa per te.
Ingredienti
Per uno stampo a cerchio apribile da 24 cm di diametro
Per il pan di Spagna
- Uova medie a temperatura ambiente6
- Zucchero semolato 180 g
- Farina 00 130 g
- Fecola di patate 60 g
- Estratto di vaniglia (o 1 bacca)1 cucchiaino
- Limone la scorza grattugiata di1
Per la crema pasticcera
- Latte intero 940 g
- Tuorli 220 g
- Zucchero semolato 240 g
- Amido di mais 90 g
- Estratto di vaniglia (o 1 bacca)1 cucchiaino
- Scorza di limone grattugiata di1
- Scorza di arancia grattugiata di1
Per la crema pasticcera al cioccolato
- Crema pasticcera preparata400 g
- Cioccolato fondente 55% 160 g
Per la bagna
- Alchermes 300 g
- Acqua 150 g
- Zucchero semolato 150 g
Per la meringa all’italiana
- Albume 90 g
- Zucchero semolato 165 g
- Acqua 40 g
In alternativa alla meringa all’italiana
- Panna fresca liquida 350 g
- Zucchero semolato 100 g
Allergeni
Attrezzatura necessaria
Servono una planetaria con frusta (o in alternativa delle fruste elettriche, con qualche minuto in più per le montate), un pentolino per la crema e uno per lo sciroppo, una tortiera a cerniera da 24 cm e un anello da semifreddo da 20 cm alto almeno 7 cm. Per l’assemblaggio ti serviranno due sac-à-poche con bocchetta liscia da un centimetro e una con bocchetta Saint-Honoré, un termometro da cucina per controllare lo sciroppo della meringa, un cannello per fiammeggiare e un foglio di acetato per rivestire l’anello.
Procedimento
Il Pan di Spagna
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Separa i tuorli dagli albumi con attenzione, facendo cadere ogni albume in una ciotola e raccogliendo i tuorli in un’altra. Anche una minima traccia di tuorlo negli albumi comprometterebbe la montata, quindi prenditi il tempo che serve.
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Versa gli albumi nella ciotola della planetaria munita di frusta e inizia a montarli a velocità media. Quando diventano bianchi e spumosi, aggiungi un terzo dello zucchero e continua a montare per circa 3-4 minuti.
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Unisci i restanti due terzi di zucchero, sempre in due riprese, montando per altri 2-3 minuti fino a ottenere un composto lucido e ben sostenuto. Durante la montatura aggiungi anche l’estratto di vaniglia e la scorza grattugiata di limone. Quando gli albumi sono stabili (la frusta lascia un becco che resta fermo), incorpora un tuorlo alla volta, lasciandolo assorbire prima di aggiungere il successivo.
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Piano piano, senza forzare. Il composto deve restare voluminoso e soffice: se si sgonfia troppo stai andando troppo veloce con i tuorli. Spegni la planetaria.
Setaccia insieme la farina e la fecola e aggiungile al composto poco alla volta. Con una spatola o una frusta a mano, incorpora con movimenti dal basso verso l’alto, girando la ciotola a ogni passaggio. Non mescolare in modo circolare: smonteresti tutto. -
Versa l’impasto nella tortiera a cerniera da 24 cm, precedentemente imburrata e infarinata. Lo stampo deve essere alto almeno 6 cm: il pan di spagna si alzerà parecchio. Non livellare con forza, basta una leggera inclinazione dello stampo per distribuire l’impasto.
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Cuoci in forno statico preriscaldato a 170 °C (oppure ventilato a 160 °C) per 30-35 minuti. Non aprire il forno nei primi 25 minuti. Prima di sfornare, esegui la prova stecchino: se esce asciutto, è pronto. Capovolgi il Pan di Spagna su una gratella e lascialo raffreddare completamente a testa in giù: in questo modo la struttura si stabilizza e non si abbassa. Ci vorrà almeno un’ora.
Le creme
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Inizia dal cioccolato: tritalo finemente al coltello oppure scioglilo a bagnomaria. Tienilo da parte in una ciotola capiente, ti servirà tra poco.
In una ciotola versa i tuorli con lo zucchero e mescola con una frusta a mano, senza montare: devi solo amalgamare e sciogliere lo zucchero. Aggiungi l’amido di mais e lavora bene finché il composto è liscio e senza grumi. -
In un pentolino scalda il latte con l’estratto di vaniglia, la scorza di arancia e quella di limone, portandolo quasi al bollore. Quando è ben caldo, versalo a filo nel composto di tuorli mescolando senza sosta con la frusta. Se smetti di mescolare anche un secondo, i tuorli cuociono a contatto con il latte caldo e formano grumi. Mano leggera, è più fragile di quanto sembra.
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Trasferisci il tutto nel pentolino e rimetti sul fuoco medio, mescolando senza interruzione. La crema prima resterà liquida, poi a un certo punto inizierà ad addensarsi in fretta. Continua a mescolare finché non raggiunge una consistenza vellutata e compatta: la frusta lascia una traccia che si richiude lentamente.
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Pesa subito 400 g di crema calda e versali nella ciotola con il cioccolato tritato (o sciolto). Mescola con cura finché la crema al cioccolato è liscia e uniforme. La restante crema pasticcera trasferiscila in un contenitore basso e largo. Copri entrambe con pellicola a contatto, facendola aderire alla superficie per evitare la pellicina, e lasciale raffreddare circa trenta minuti a temperatura ambiente.
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Poi metti in frigorifero per almeno un’ora: le creme devono essere fredde al tatto (sotto i 10 °C) prima di usarle.
Quando sono ben fredde, spostale in due ciotole e lavorale brevemente con una frusta a mano fino a renderle di nuovo lisce e cremose. Trasferiscile nelle sac-à-poche con bocchetta liscia da un centimetro.
La bagna
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Prepara uno sciroppo: porta sul fuoco 150 g di acqua con 150 g di zucchero e mescola finché lo zucchero si scioglie. Quando raggiunge il bollore, spegni e lascia intiepidire (o raffreddare del tutto, se lo prepari in anticipo). Aggiungi poi 300 g di alchermes, mescola bene e trasferisci nel biberon.
Se preferisci una bagna più alcolica puoi utilizzare 600 g di Alchermes puro al posto di quella preparata da me.
La meringa all’italiana
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Assicurati che gli albumi siano a temperatura ambiente. Versali nella planetaria con frusta, ma non avviare ancora.
In un pentolino unisci lo zucchero e l’acqua e porta sul fuoco. Tieni il termometro immerso nello sciroppo. Quando lo sciroppo raggiunge 114 °C avvia la planetaria a velocità media, così che gli albumi comincino a montare e diventino leggermente schiumosi. -
A 121 °C versa lo sciroppo a filo nella planetaria in funzione, facendolo scendere lungo la parete della ciotola e non sulla frusta: eviterai schizzi e lo sciroppo si distribuirà in modo uniforme. Se non hai il termometro, tieni presente che tra i 118 e i 119 °C lo sciroppo è già molto vicino al punto giusto e continua a salire di temperatura anche a fuoco spento (effetto carryover): in quel caso puoi toglierlo dal fuoco a 118-119 °C e versarlo subito.
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A contatto con lo sciroppo caldo, gli albumi aumentano di volume e diventano più bianchi, lucidi e consistenti. Continua a montare finché la massa si è raffreddata del tutto: la meringa è pronta quando è soda, stabile e a temperatura ambiente. Ci vorranno 8-10 minuti. Trasferiscila nella sac-à-poche con bocchetta Saint-Honoré.
Alternativa con la panna montata
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Metti la panna fredda da frigorifero in una bacinella e montala con le fruste di uno sbattitore elettrico, aggiungendo mano a mano lo zucchero semolato. Una volta bella soda mettila in una sac a poche con bocchetta stellata o a goccia (da Saint Honorè) e tienila da parte in frigorifero fino al momento dell’utilizzo, quando la spremerai sulla superficie della torta per decorarla interamente.
Composizione
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Il Pan di Spagna deve essere completamente freddo. Elimina la calotta superiore e la base, rimuovendo la crosticina più scura e tenendo solo la parte interna chiara e soffice. Con un coltello a lama lunga e seghettata, taglia il cilindro in quattro dischi di circa un centimetro ciascuno. Con un coppapasta o con lo stesso anello da 20 cm, coppa ogni disco per portarlo al diametro corretto.

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Rivesti l’interno dell’anello con un foglio di acetato (o di carta forno). Posiziona il primo disco alla base e bagnalo con l’alchermes distribuendolo dal biberon in modo uniforme (circa 120-130 g per disco). Il Pan di Spagna deve assorbire la bagna ma non grondare: se premi leggermente e la bagna non cola fuori, sei al punto giusto.
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Distribuisci sopra la metà della crema pasticcera classica, livellandola con il dorso di un cucchiaio o con una spatola a gomito. Per essere precisa, pesa la crema e dividila esattamente in due parti. Adagia il secondo disco, bagnalo e distribuisci tutta la crema al cioccolato, livellando con attenzione.

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Dopo ogni strato premi con delicatezza il disco successivo per compattare e far aderire bene la crema: è così che si evitano i vuoti interni, il difetto più comune nelle torte a strati. Prosegui con il terzo disco, bagna e copri con la restante crema pasticcera. Chiudi con l’ultimo disco e bagna anche questo.
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Trasferisci la torta in frigorifero per almeno cinque ore (meglio tutta la notte, se puoi). Serve tempo perché gli strati si compattino e i sapori si fondano: con sole due ore il risultato è un altro. Se vuoi accelerare la stabilizzazione dei bordi per sformare più facilmente, metti la torta un’ora in freezer prima di procedere.
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Posiziona la torta sul piatto da portata, rimuovi l’anello e poi il foglio di acetato. Con la sac-à-poche munita di bocchetta Saint-Honoré, forma un decoro a serpentina lungo tutto il bordo superiore, poi realizza altri due cerchi concentrici verso il centro con lo stesso movimento, coprendo tutta la superficie. Fai con calma, non c’è fretta: la meringa è stabile e ti aspetta.

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Puoi fare la stessa decorazione con la panna montata se l’hai scelta al posto della meringa.
Con il cannello fiammeggia la meringa fino a dorarla, creando un contrasto tra le parti ambrate e quelle ancora chiare. Non insistere troppo nello stesso punto: la meringa brucia in fretta. La torta è pronta.

Note & consigli
Il pan di spagna si può preparare il giorno prima e conservare avvolto in pellicola a temperatura ambiente: il giorno dopo sarà più facile da tagliare. Le creme, allo stesso modo, si possono preparare in anticipo e tenere in frigorifero coperte a contatto fino a 24 ore. Se vuoi ridurre ulteriormente la percezione alcolica dell’alchermes senza diluire, puoi portare a bollore metà della dose e farla raffreddare prima di unirla al resto: l’alcol evapora, il profumo resta.
Domande frequenti
Puoi usarlo, ma il risultato cambia. Un Pan di Spagna industriale è spesso più compatto e assorbe meno bagna, quindi gli strati restano più asciutti. Se lo usi, bagna con più generosità e assaggia prima di assemblare.
Quasi sempre è un problema di bagna eccessiva o di riposo insufficiente. Il Pan di Spagna deve assorbire l’alchermes ma non esserne zuppo: se premi e cola liquido, hai esagerato. Cinque ore di frigo sono il minimo per dare stabilità alla struttura.
Il latte caldo è andato a contatto diretto con i tuorli senza mescolare abbastanza in fretta. La prossima volta versa il latte a filo sottilissimo e non smettere mai di girare con la frusta. Se i grumi sono pochi, passa la crema al setaccio fine e il problema si risolve.
Usa un coltello lungo e seghettato, però prima, taglia leggermente il perimetro esterno del Pan di Spagna come guida da seguire, poi taglia con movimenti orizzontali ampi, senza premere verso il basso. Ruota il Pan di Spagna mentre tagli, non il coltello.
In frigorifero, ben coperta, dura 3 giorni. Dal secondo giorno la meringa perde un po’ di struttura in superficie, ma il sapore resta ottimo.
Puoi preriscaldare bene il grill del forno e usarlo al massimo per 2-3 minuti, tenendo la torta sulla griglia più alta e sorvegliando senza distrarti. La doratura sarà meno precisa ma funziona. Non usare la funzione ventilata, solo il grill.
Varianti della ricetta
Versione con bagna analcolica
Prepara un’infusione con 450 g di acqua, 150 g di zucchero, la scorza di un’arancia e quella di un limone. Porta a bollore, spegni, lascia in infusione 15 minuti e filtra. Aggiungi qualche goccia di colorante alimentare rosso per mantenere l’aspetto. Il sapore sarà più delicato e agrumato, senza traccia di alcol.
Versione con crema al pistacchio
Sostituisci la crema al cioccolato con 400 g di crema pasticcera mescolata a 80 g di pasta di pistacchio pura. Il contrasto con l’alchermes funziona bene e il colore verde intenso rende la torta ancora più scenografica al taglio.
Puoi aggiungere 100 g di gocce di cioccolato fondente nella crema pasticcera classica.
Conservazione
In frigorifero la torta si conserva per 3 giorni, coperta con una campana per torte o con pellicola appoggiata senza premere sulla meringa. Non lasciarla a temperatura ambiente oltre il tempo di servizio. Il congelamento è sconsigliato: la meringa italiana perde struttura e la bagna rende gli strati troppo umidi allo scongelamento. Se devi prepararla in anticipo, assembla la torta senza meringa e congela: aggiungi la meringa e fiammeggia al momento di servire.
Intolleranze & allergie
La torta contiene uova, latte, glutine e alcol. Per chi è intollerante al lattosio, puoi usare latte delattosato per la crema pasticcera: il risultato è praticamente identico. Per una versione senza glutine, sostituisci farina e fecola con un mix di farine senza glutine per dolci lievitati (stesse quantità), ma il pan di spagna sarà leggermente meno elastico. L’alchermes contiene alcol e non può essere eliminato senza cambiare radicalmente il carattere del dolce: la variante analcolica nella sezione Varianti è il compromesso più vicino all’originale.
Curiosità
L’alchermes è uno dei liquori più antichi d’Italia: la sua ricetta risale al Cinquecento e veniva preparato dai frati di Santa Maria Novella a Firenze. Il colore rosso intenso in origine derivava dalla cocciniglia, un pigmento naturale ricavato da un insetto, lo stesso che ancora oggi si usa nell’industria alimentare con il nome E120.
Abbinamento vino/bevande
Un Moscato d’Asti o un Brachetto d’Acqui serviti ben freddi accompagnano bene la dolcezza della crema e smorzano la nota alcolica dell’alchermes. Se preferisci una bollicina, un Asti spumante dolce funziona altrettanto bene. Per chi non beve, un tè nero aromatizzato ai frutti rossi crea un contrasto piacevole.

