Sashimi misto con fette di salmone e tonno, cetriolo a rondelle e daikon grattugiato

Sashimi

  • Preparazione: 0h 15m
  • Cottura: 0h 0m
  • Riposo: 0h 0m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: medio
  • Porzioni: 2 persone
  • Metodo cottura: Senza cottura
  • Cucina: Giapponese

Ingredienti

  • Salmone (filetto abbattuto)120 g
  • Tonno fresco (filetto abbattuto)120 g

per guarnire

  • Cetriolo mezzo
  • Daikon un pezzo di circa 8 cm
  • Shiso (basilico giapponese)1 foglia

Procedimento

PER LA GUARNIZIONE

  1. Comincia dal daikon, così il pesce resta in frigorifero fino all’ultimo. Sbuccialo e riducilo a filamenti sottili: con una grattugia a fori larghi vai veloce, con il pelapatate ricavi nastri da tagliare poi a striscioline, con il coltello fai prima fette sottilissime e poi le affetti per il lungo. Metti la julienne in una ciotola di acqua fredda per qualche minuto: si arriccia, diventa croccante e perde quel pizzico di pungente. Scolala e asciugala bene con la carta, perché il daikon bagnato allaga il piatto e inzuppa il pesce.

  2. Affetta il cetriolo a rondelle sottili. Se hai una mandolina è il momento di usarla: lo spessore giusto è circa 1 mm, quasi trasparente. Senza mandolina, coltello e pazienza: vacci piano, senza forzare, e accetta qualche rondella meno perfetta.

PER IL SASHIMI

  1. Il pesce deve essere abbattuto, cioè già passato dal congelamento che lo rende sicuro da crudo: lo trovi spiegato nelle note qui sotto. Tira fuori i filetti dal frigorifero una decina di minuti prima di tagliarli: freddi ma non rigidi, altrimenti la lama fatica e le fette si sfaldano. Se il pesce arriva dal congelatore, scongelalo in frigorifero per almeno 8-10 ore, mai sul piano della cucina: al tatto deve risultare compatto, cedevole sotto il dito ma non molle. Tampona la superficie con la carta e passa le dita sul filetto per sentire eventuali spine: se ne trovi una, via con la pinzetta.

  2. Prima di iniziare, il coltello: affilato davvero, lungo se possibile, e il tagliere pulito e asciutto. Con il pesce crudo l’igiene conta più che in qualsiasi altra preparazione: mani lavate, niente altro sul tagliere, e il filetto che aspetta il suo turno resta in frigorifero.

  3. Prendi il filetto di salmone e appoggialo sul tagliere con il lato dove c’era la pelle verso il basso. Inclina la lama a circa 45 gradi e taglia in obliquo, controfibra, con un movimento unico e fluido dalla base alla punta del coltello. Non andare avanti e indietro: un solo gesto, lasciando scorrere la lama con il suo peso. Lo spessore giusto è 4-5 mm. La fetta buona la riconosci subito: superficie liscia e lucida, bordi netti, e resta in forma quando la sollevi. Le prime volte qualche fetta irregolare ci sta: è normale, migliora con la pratica.

  4. Fai lo stesso con il tonno. Ha una fibra più compatta e puoi permetterti fette anche leggermente più spesse, fino a 7-8 mm, soprattutto se usi un taglio rettangolare anziché obliquo. Io lo preferisco un filo più grosso del salmone, così in bocca si sente la differenza: il salmone scivola, il tonno si morde. Pulisci la lama con la carta tra un pesce e l’altro, così il colore del salmone non finisce sul tonno.

PER L’IMPIATTAMENTO

  1. Disponi le fette di salmone a ventaglio su un lato del piatto, leggermente sovrapposte l’una all’altra. Fai lo stesso con il tonno sul lato opposto, così i due ventagli si affiancano con il contrasto tra l’arancione e il rosso scuro. Sistema le rondelle di cetriolo in un angolo, la julienne di daikon nell’angolo opposto, accanto alla foglia di shiso. La salsa di soia va in una ciotolina bassa, un paio di cucchiai a testa: la fetta si intinge appena, dal lato del pesce, senza annegarla. Il wasabi a parte, una punta grande come un pisello per persona. Se ti piace, qualche goccia di salsa ponzu. Poi in tavola subito: il sashimi non aspetta.

Note & consigli

Freschissimo e abbattuto non sono la stessa cosa. In pescheria io lo chiedo sempre a voce: pesce destinato al consumo crudo, già abbattuto. Se ti rispondono che è arrivato stamattina, non basta: la freschezza non toglie i parassiti. Il tonno vuole anche una catena del freddo senza pause, altrimenti sviluppa istamina, che non se ne va né col freddo né con la cottura. Se sei incinta o hai le difese basse, il crudo lo salti.