Lo sapevi che il Pan d’anice di San Biagio affonda le sue radici in una tradizione antica, che intreccia devozione, simboli e cucina di casa? San Biagio, vissuto tra il III e il IV secolo in Armenia, era medico e vescovo ed è ricordato soprattutto per un miracolo legato alla gola: secondo la tradizione salvò un bambino dal soffocamento facendogli inghiottire una mollica di pane. Da qui nasce il suo ruolo di protettore della gola e del naso e l’usanza, ancora viva, di consumare un pane o un dolce benedetto il 3 febbraio, giorno della sua festa.
In molte zone del Nord Italia, in particolare in Lombardia nell’area di Varese/Busto Arsizio, si porta in chiesa un pezzo di panettone avanzato dal Natale oppure un dolce semplice preparato apposta per l’occasione. Tra questi c’è anche il pan d’anice, un dolce soffice e profumato, dal gusto delicato, che con il suo aroma avvolgente è diventato nel tempo parte della tradizione di San Biagio.
È un dolce senza eccessi, nato per essere condiviso in famiglia, che profuma la casa durante la cottura e sa di inverno, di gesti lenti e di piccoli riti che si ripetono ogni anno. Un pane dolce semplice, ma carico di significato, perfetto da preparare e gustare proprio il 3 febbraio.
Per affinità, potrei dirti di provare a preparare anche la Pinza veneta preparata in occasione della festa della Befana con farina di mais, frutta secca e aromatizzata con la grappa; oppure, sempre per la stessa festività, la sofficissima Fugassa della Befana con uvetta, pinoli e fichi secchi.
Potrei portarti in Friuli Venezia Giulia con la ricchissima Gubana, dolce natalizio pieno di frutta secca e dalla forma a chiocciola, ma anche il classico Panettone milanese grande lievitato con uvetta e canditi è un dolce da provare a fare almeno una volta a casa!
Se invece andiamo verso le regioni di mare, posso proporti il Pandolce genovese ricco di frutta secca e spezie, oppure il più recente Milk pan, dolce soffice di Campobasso a semisfera ricoperto con cioccolato bianco e pasta di nocciole.
A te la scelta!
Ingredienti
Per uno stampo da plumcake da 7 cm di altezza, base inferiore di 19 cm e base superiore di 22 cm
- Tuorli (80 g)4
- uovo medio (50 g)1
- Zucchero semolato 100 g
- Farina 00 80 g
- Fecola di patate 25 g
- Liquore all’anice 50 g
Allergeni
Procedimento
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Inizia a scaldare dell’acqua in una pentola due dita d’acqua e portala a sfiorare il bollore; ti servirà per effettuare una cottura a bagnomaria.
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Nel frattempo ricava i tuorli dalle uova e mettili in una ciotola in vetro o metallo, poi unisci anche l’uovo intero. Aggiungi lo zucchero e adagia la ciotola sulla pentola d’acqua che dovrà sobbollire leggermente. Aggiungi anche il liquore all’anice e inizia a sbattere il composto con una frusta a mano.
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Porta l’impasto a una temperatura di 45 °C e quando avrà raggiunto i gradi desiderati, traferiscilo nella ciotola della planetaria munita di frusta e continua a montare il tutto fino a che non otterrai un composto molto cremoso e ben montato. Se non hai la planetaria puoi anche montarlo con uno sbattitore elettrico.
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Setaccia all’interno la farina con la fecola e, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto con l’aiuto di una marisa, incorpora le polveri facendo attenzione a non smontare il composto.
Trasferisci adesso l’impasto all’interno di uno stampo da plumcake imburrato e infarinato e cuoci il tuo pan d’anice a 160°C per circa 40 minuti. Prima di sformarlo lascialo raffreddare e poi servilo.
Varianti della ricetta
Come spesso accade per i dolci della tradizione, anche il Pan d’anice di San Biagio cambia leggermente da zona a zona: c’è chi lo prepara più simile a un pane dolce, chi lo profuma con semi di anice o con un goccio di liquore, e chi aggiunge una nota agrumata.
1. Versione tipo pane dolce (più rustica)
In alcune zone il pan d’anice non è un vero dolce soffice, ma un pane leggermente zuccherato, con meno uova e una consistenza più compatta.
È pensato per essere spezzato e condiviso dopo la benedizione, spesso accompagnato da miele o confettura.
2. Con semi di anice o con aroma
La variante più comune riguarda l’anice:
- semi di anice interi o leggermente pestati, più tradizionali
- liquore all’anice o estratto, usati soprattutto nelle versioni più moderne
In alcune famiglie si usano entrambi, per un profumo più intenso.
Varianti di impasto
Con burro o olio
Più diffusa nelle versioni “da pasticceria”: il burro rende il dolce più morbido e profumato, ma meno rustico.
Con farina di mais o farina mista
In alcune zone lombarde si trova una variante con una piccola percentuale di farina gialla, che richiama i pani contadini invernali. Il risultato è leggermente più compatto.
Varianti aromatiche (sempre discrete)
Anice e agrumi
Qualcuno aggiunge scorza di limone o arancia, in piccola quantità, per arrotondare il profumo senza coprire l’anice.
Con uvetta o frutta secca (meno comune)
Versione più “ricca”, oggi meno diffusa, ma presente in alcune tradizioni familiari: qualche uvetta ammollata o mandorle a lamelle.
Varianti legate al rito
Pan d’anice al posto del panettone
In alcune zone, dove non era tradizione conservare il panettone di Natale, il pan d’anice veniva preparato apposta per il 3 febbraio e portato in chiesa per la benedizione, diventando il vero “dolce di San Biagio”.
Conservazione
Il Pan d’anice, non contenendo farciture né ingredienti facilmente deperibili, si conserva bene a temperatura ambiente. Riponilo in un contenitore ermetico o avvolgilo in pellicola alimentare, e conservalo in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e umidità. Così protetto, mantiene la sua fragranza per 4-5 giorni.
Si può congelare?
Sì, puoi congelare il Pan d’anice intero o a fette. Una volta raffreddato completamente, avvolgilo con cura in pellicola e poi in un sacchetto per freezer. Si conserva fino a 2 mesi. Per consumarlo, lascialo scongelare a temperatura ambiente, quindi scaldalo leggermente in forno per ravvivarne la fragranza.
Consiglio per il consumo
Consumalo al naturale o leggermente tostato, magari accompagnato da una bevanda calda: ideale per colazione o merenda durante i mesi invernali.
Intolleranze & allergie
- Per vegani: la ricetta non è adatta ai vegani poiché contiene uova. Una variante vegana potrebbe prevedere l’utilizzo di aquafaba, yogurt vegetale o banana schiacciata come sostituto delle uova, anche se il risultato sarà diverso dall’originale.
- Per celiaci: utilizzare farine senza glutine (riso, mais, mix commerciali specifici per dolci) in sostituzione della farina 00.
- Per chi è intollerante al lattosio: la ricetta non contiene latticini, se si utilizza uno stampo imburrato è possibile evitare il burro usando margarina vegetale o oli antiaderenti.
- Per astemi o chi evita l’alcol: sostituire il liquore all’anice con un aroma naturale diluito o con uno sciroppo lievemente profumato all’anice.

