Arancini all'amatriciana dorati e croccanti, uno tagliato a metà mostra riso al sugo e mozzarella filante

Arancini all’amatriciana

  • Preparazione: 0h 30m
  • Cottura: 1h 30m
  • Riposo: 2h 30m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: basso
  • Porzioni: 8 pezzi
  • Metodo cottura: Frittura
  • Cucina: Italiana, Laziale, Romana, Siciliana

Ingredienti per 8 arancini

PER IL SUGO

  • Cipolla dorata 30 g
  • Passata di pomodoro 360 g
  • Peperoncino fresco piccante 1
  • Guanciale 150 g
  • Acqua q.b.
  • Sale q.b.

PER IL RISO

  • Riso Carnaroli 230 g
  • Vino bianco 30 g
  • Brodo vegetale 500 g
  • Sugo preparato 300 g

PER LA FARCITURA

  • Pecorino fresco 65 g
  • Guanciale già rosolato, dai 150 g del sugo (circa 4 g per arancino)

PER LA PANATURA

  • Amido di mais q.b.
  • Uova medie 2
  • Pangrattato q.b.

PER FRIGGERE

  • Olio di semi di girasole q.b.

Procedimento

IL SUGO ALL’AMATRICIANA E IL RISO

  1. Parti dal guanciale. Taglialo a fette sottili e mettilo in una casseruola a fuoco bassissimo, senza altro grasso: deve sciogliersi piano e diventare croccante, e possono volerci anche 15 minuti, dipende da quanto grasso ha. Il guanciale cambia molto da uno all’altro, per sale e per grasso: assaggialo prima di salare qualsiasi cosa, e ricorda che rosolato si riduce a circa un quinto del peso, quindi da 150 g ne resta poco più di una manciata. Quando è dorato e asciutto, scolalo su un piatto con carta assorbente e lascia il grasso nella casseruola.

  2. Trita finemente la cipolla e mettila nel grasso del guanciale insieme al peperoncino tagliato a metà. Falla appassire a fuoco dolce per circa 10 minuti: deve diventare trasparente e morbida, non colorire. Poi versa la passata di pomodoro.

  3. Sciacqua il contenitore della passata con due cucchiai d’acqua e versa anche quelli. Regola di sale con prudenza (il guanciale e il pecorino arrivano dopo) e lascia cuocere scoperto a fuoco dolce per 15-20 minuti, finché il sugo cala di circa un quarto. Deve restare denso: passando il cucchiaio sul fondo, la traccia si richiude lentamente. Se è liquido, il riso poi non lega.

  4. Passa al riso. In un tegame ampio e basso tostalo a secco, senza grassi, per 2-3 minuti, finché i chicchi diventano traslucidi ai bordi e caldi al tatto. Io il vino lo verso tutto insieme, subito dopo la tostatura, e lo lascio evaporare a fuoco vivo: a filo raffredda il fondo e il riso smette di sfrigolare. Poi abbassa la fiamma e prosegui con un mestolo di brodo di verdure caldo alla volta, aggiungendo il successivo solo quando il precedente è assorbito. Qui niente onda: serve un riso compatto, con poco liquido, e non è detto che tutti i 500 g di brodo servano. Fermati quando i chicchi sono cotti e la massa si apre sotto il cucchiaio senza che il fondo si riempia subito.

  5. A tre quarti della cottura, dopo 12-13 minuti circa, unisci i 300 g di sugo ormai pronto e porta a termine mescolando spesso.

  6. Appena il riso è cotto, stendilo subito su una placca da forno, spalmandolo in uno strato di un paio di centimetri: così perde il vapore in fretta e raffredda in modo uniforme. Lascialo mezz’ora a temperatura ambiente e poi un’ora e mezza in frigorifero. Non lasciarlo raffreddare nella pentola, e quella mezz’ora fuori dal frigo è il massimo: il riso cotto che resta tiepido è un rischio per la sicurezza, oltre che per la forma.

  7. Nel frattempo trita grossolanamente a coltello il guanciale croccante. Grattugia il pecorino fresco con la grattugia a campana (quella a fori grossi), poi prelevane porzioni da 8 g e pressale tra le dita fino a formare tante palline: sono il cuore degli arancini. Il pecorino fresco non fila come una mozzarella, e qui è un pregio: non rilascia acqua in frittura.

COMPOSIZIONE DEGLI ARANCINI

  1. Recupera il riso freddo dal frigorifero e pesane una porzione da 100 g. Appiattiscila sul palmo della mano tenendola a conca: lo spessore deve essere uniforme, altrimenti il guscio si crepa dove è sottile.

  2. Al centro metti un po’ di guanciale croccante (circa 4 g), adagiaci la pallina di pecorino e aggiungi un altro pizzico di guanciale. Chiudi le dita e appallottola il riso, pressando con decisione ma senza ridurre i chicchi in poltiglia, finché la superficie è liscia e senza crepe. Mani appena umide, se il riso non tiene.

  3. Procedi così fino a esaurire riso e farcitura, poi metti gli arancini in frigorifero per altri 30 minuti: freddi, si impanano senza deformarsi.

PANATURA E FRITTURA

  1. Trascorso il riposo, sbatti le due uova in una fondina e prepara tre piatti in fila: amido di mais, uova, pangrattato. Impana gli arancini in quest’ordine, premendo perché il pangrattato aderisca ovunque. Se vuoi una crosta più spessa e croccante ripeti uovo e pangrattato una seconda volta, la cosiddetta doppia panatura. A me piace singola, più sottile, ma dipende da quanto guscio ti va.

  2. Nel frattempo scalda l’olio in un tegame capiente dai bordi alti: serve uno strato di almeno 8 centimetri, perché gli arancini devono galleggiare senza toccare il fondo. Portalo a 180°, misurati con il termometro (senza, un pezzetto di pane deve sfrigolare subito senza scurire). Immergine due o tre per volta, non di più, così l’olio non scende sotto i 180°: se scende, il guscio assorbe olio invece di sigillarsi. Friggili 10 minuti circa rigirandoli spesso, finché sono di un bruno dorato uniforme e il cuore è ben caldo.

  3. Scolali su un piatto foderato di carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso e servili ancora caldi, quando la crosta scrocchia e il pecorino dentro è morbido.

Note & consigli

Le dosi del sugo danno circa 300 g finiti, quelli che vanno nel riso; se te ne avanza un cucchiaio, tienilo per accompagnare gli arancini nel piatto. Il peperoncino intero dà profumo senza troppo piccante: se lo vuoi deciso, tritalo. Per friggere io uso l’olio di arachidi, che a 180° tiene meglio di tutti; se usi il girasole, sceglilo alto oleico.