Risotto alla barbabietola con crema bianca a spirale e foglie di cavolo nero croccanti

Risotto alla barbabietola

  • Preparazione: 0h 30m
  • Cottura: 0h 20m
  • Riposo: 0h 0m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: basso
  • Porzioni: 4 porzioni

Ingredienti

per 4 persone

  • Riso Carnaroli 320 g
  • olio extravergine di oliva 30 g
  • Scalogni 30 g
  • Brodo vegetale 1.5 l
  • Barbabietole 160 g
  • Burro 30 g
  • Formaggio grattugiato 50 g
  • Vino bianco 50 g

Per la fonduta

  • Taleggio 100 g
  • Panna fresca liquida 50 g
  • pepe macinato q.b.
  • noce moscata grattugiata

Per decorare

  • Cavolo nero foglie100 g
  • Olio evo 1 cucchiaio
  • sale e pepe q.b.

Procedimento

Per il risotto alla barbabietola

  1. Per fare il risotto comincia dalla crema. Monda la barbabietola cruda, tagliala a cubetti piccoli e frullala con il frullatore a immersione, allungando con un mestolino del brodo previsto nella ricetta. Cruda è soda. A cubetti minuti il frullatore la lavora molto meglio, e tu arrivi prima a una crema liscia che scende lenta dal cucchiaio, senza granelli: i pezzetti rimasti interi restano fibrosi anche nel riso. Tieni da parte la crema di barbabietola.

  2. Prosegui con il soffritto: monda e trita lo scalogno e fallo appassire nell’olio extravergine di oliva, a fuoco dolce. Deve diventare lucido e trasparente, non dorato. Aggiungi il riso e fallo tostare mescolandolo bene per un paio di minuti; è pronto quando i chicchi sono caldissimi, traslucidi ai bordi, e dalla pentola sale un profumo di tostato.

  3. Sfuma con il vino bianco e prosegui la cottura finché sarà evaporato. Il brodo lo comincio solo quando il fondo è tornato asciutto: un filo di vino ancora liquido si sente in bocca, come una punta acida.

  4. Aggiungi il brodo poco alla volta, portando il riso a cottura: impiegherà circa 18 minuti. Il brodo lo tengo sempre bollente, in un pentolino accanto. Il riso deve rimanere sempre coperto a filo: quando vedi riaffiorare i chicchi, un altro mestolo. A 10 minuti di cottura aggiungi metà della crema di barbabietola e mescola finché il riso è rosso in modo uniforme, senza striature. Verso fine cottura unisci l’altra metà, per mantenere vivo il colore della barbabietola, che durante la cottura tende a sbiadirsi e a virare verso il mattone.

  5. Comincia ad assaggiare qualche minuto prima della fine. Io spengo quando il chicco è ancora al dente e il risotto si muove all’onda, appena più fluido di come lo voglio nel piatto. Una volta pronto, mantecalo con il burro e con il formaggio grattugiato, muovendo con energia pentola e cucchiaio: in un minuto diventa lucido e cremoso.

Per la fonduta e il cavolo nero

  1. Mentre il riso cuoce, occupati della fonduta: scalda la panna in un pentolino fino a farle raggiungere 80°, e per questo ti consiglio di usare un termometro da cucina. Abbassa il fuoco e sciogli nella panna il taleggio tagliato a cubetti, poi mescola fino a ottenere una crema liscia. Senza fretta. Se la panna bolle, il formaggio si separa e la fonduta diventa granulosa. Condiscila con il pepe macinato e una grattata di noce moscata; il sale assaggialo prima, perché il taleggio è già saporito.

  2. Monda il cavolo nero e tieni solo le foglie più tenere. Sminuzzale e saltale in padella con un filo di olio e un po’ di sale e pepe, finché si ammorbidiscono e prendono un verde brillante, poi tienile da parte.

Impiatta

  1. Servi il risotto nel piatto, completa con la fonduta di taleggio e decora con le foglioline di cavolo nero. Lo servo nel piatto piano: il risotto giusto si allarga da solo, e se resta a cupola al centro è andato troppo asciutto. Portalo in tavola subito, finché il rosso è al massimo.

Note & consigli

Io lo decoro con il cavolo nero saltato, ma va benissimo anche con broccoletti o punte di asparagi, saltati allo stesso modo. Se invece lo vuoi semplice, lascialo liscio: senza fonduta e senza verdure è già un risotto alla barbabietola completo, con il colore protagonista. La barbabietola cruda macchia parecchio, quindi tagliala su un tagliere liscio e, se non vuoi le dita rosa, usa i guanti.