Risotto al tartufo mantecato e cremoso, coperto da generose lamelle di tartufo nero

Risotto al tartufo

  • Preparazione: 0h 15m
  • Cottura: 0h 30m
  • Riposo: 0h 1m
  • Difficoltà: molto facile
  • Costo: alto
  • Porzioni: 4 persone
  • Metodo cottura: Fornello
  • Cucina: Italiana

Ingredienti

  • Riso Carnaroli 320 g
  • Brodo vegetale leggero1.5 l
  • Scalogno 70 g
  • olio extravergine di oliva 2 cucchiai
  • Burro (40 per il soffritto e 60 freddo per mantecare)100 g
  • Vino bianco secco100 g
  • Parmigiano Reggiano grattugiato 60 g
  • Tartufo nero pregiato fresco (15 g a lamelle per il piatto)40 g
  • Pepe nero macinato1 pizzico
  • Sale q.b.

Procedimento

PER LA BASE DEL RISOTTO

  1. Scalda il brodo di verdure e tienilo a leggero fremito accanto ai fornelli per tutta la cottura. Deve essere sempre brodo caldo: se lo versi freddo la cottura si ferma e il riso viene irregolare, un chicco cotto e uno no. Te ne servirà circa un litro, forse un po’ di più: il litro e mezzo è il margine, non la dose.

  2. Trita finissimo lo scalogno. In una casseruola larga metti l’olio e 40 g di burro, aggiungi lo scalogno e fallo appassire a fiamma bassa per 6-8 minuti. Deve diventare trasparente e morbido senza prendere colore: se scurisce porta un amaro che poi ti ritrovi nel piatto, e col tartufo non lo vuoi. Se il fondo asciuga troppo, bagna con un cucchiaio di brodo caldo.

  3. Versa il riso Carnaroli e tostalo 2 minuti mescolando. Il controllo pratico è alla vista: i chicchi diventano caldi, leggermente lucidi, e il bordo si fa quasi traslucido. Non c’è molto da inventarsi: la tostatura serve a scaldare bene il chicco e a tenere il risotto più in forma fino alla fine.

  4. Sfuma con il vino bianco a temperatura ambiente e lascialo evaporare del tutto, mescolando. Qui il controllo è l’odore: quando la nota pungente di alcol non si sente più, sei a posto. Con il tartufo bianco io il vino lo salterei, per non aggiungergli un’acidità che gli fa concorrenza; con il nero ci sta.

  5. Aggiungi il brodo caldo un mestolo alla volta, mescolando spesso ma senza accanirti. Versa, mescola, aspetta che venga assorbito quasi del tutto e solo allora aggiungine altro: il fondo deve restare umido, non asciutto e non in piscina. Vai avanti così per circa 16 minuti, dipende dal riso. Assaggia prima del tempo: il chicco giusto è consistente al centro ma non crudo, mai farinoso.

PER IL TARTUFO

  1. Mentre il risotto cuoce, occupati del tartufo. Puliscilo solo adesso, mai in anticipo: con un pennellino o una spazzolina morbida togli la terra, e se qualche residuo resiste passa un foglio di carta appena umida, poi asciuga subito. Niente ammollo: l’acqua è la cosa che lo rovina più in fretta.

  2. Con l’affettatartufi ricava le lamelle più belle e tienine da parte 15 g per il piatto. Il resto tritalo al coltello o grattugialo fine: è la parte che profuma tutta la massa.

  3. Opzione profumo extra: metti il tartufo grattugiato in una ciotolina con 3-4 cucchiai di brodo caldo, non bollente, e lascialo lì fino alla mantecatura. È normale che il brodo si scurisca un po’. Se invece è bollente cuoci l’aroma e ne perdi la parte più bella. Con il bianco salta questo passaggio: va tutto a crudo sul piatto.

PER LA MANTECATURA

  1. A cottura quasi ultimata assaggia e regola di sale con calma, perché brodo e Parmigiano portano già molta sapidità. Spegni e lascia riposare 30-60 secondi. Questo mini riposo aiuta la mantecatura: la crema viene uniforme e non si separa.

  2. Unisci i 60 g di burro freddo a cubetti e i 60 g di Parmigiano. Mescola con energia, fuori fuoco, finché il risotto diventa cremoso e lucido. Se lo vuoi davvero all’onda, controlla qui: deve scendere morbido dal cucchiaio, non restare fermo come un blocco. Se è già tenero ma il risotto è asciutto, aggiungi un goccio di brodo caldo.

  3. Aggiungi il tartufo tritato con il suo brodo infuso, sempre senza rimettere sul fuoco, mescola e assaggia. Il tartufo vuole calore residuo, non fiamma: è lì che si gioca tutto il profumo. Impiatta subito.

  4. Completa ogni piatto con le lamelle tenute da parte e, se serve, un goccio di brodo caldo per l’onda. Una macinata di pepe ci sta, ma con il tartufo io ci vado piano. Se hai il bianco, affettalo sottilissimo direttamente sul piatto caldo.

Note & consigli

Il riso resta Carnaroli: tiene la cottura e rilascia amido con regolarità, che è quello che fa la crema senza panna. Se non hai l’affettatartufi, un pelapatate ben affilato ti dà lamelle accettabili, solo più spesse: usale per il piatto e trita il resto al coltello. Casseruola larga, non stretta: se il riso sta ammassato cuoce a strati e la crema non viene.