Pollo fritto in stile KFC con crosta dorata e croccante, servito con pezzi sovrapposti

Pollo Fritto (stile KFC)

  • Preparazione: 0h 30m
  • Cottura: 0h 36m
  • Riposo: 12h 20m
  • Difficoltà: media
  • Costo: medio
  • Porzioni: 4 porzioni

Ingredienti

Per il pollo

  • Fusi di pollo circa, 8 pezzi1 kg

Per la marinatura

  • Yogurt greco oppure latticello400 g
  • Latte 100 g
  • Paprika dolce in polvere o affumicata1 cucchiaino
  • Aglio in polvere 1 cucchiaino
  • Pepe nero in polvere1/2 cucchiaino
  • Sale 1 cucchiaino

Per la panatura speziata

  • Farina 00 350 g
  • Amido di mais 50 g
  • Paprika dolce in polvere 2 cucchiaini
  • Paprika affumicata 1 cucchiaino
  • Pepe nero 1 cucchiaino
  • Pepe bianco 1 cucchiaino
  • Aglio in polvere 1 cucchiaino
  • Cipolla disidratata in polvere1 cucchiaino
  • Senape in polvere1 cucchiaino
  • Origano secco 1 cucchiaino
  • Timo essiccato 1 cucchiaino
  • Zenzero in polvere 1/2 cucchiaino
  • peperoncino piccante in polvere o di Cayenna1/2 cucchiaino
  • Sale rasi2 cucchiaini
  • Lievito istantaneo in polvere per preparazioni salate 1 cucchiaino

Per friggere

  • Olio di arachidi 1 l

Procedimento

LA MARINATURA DEL POLLO FRITTO

  1. In una ciotola capiente mescola lo yogurt greco con il latte, il sale, la paprika, l’aglio in polvere e il pepe nero. Deve venire una crema fluida ma non liquida: il latte serve a sciogliere lo yogurt, non saltarlo. Assaggia. Va sapida, perché il sale che senti qui è quello che arriverà dentro la carne.

  2. Immergi i fusi di pollo nella crema, girandoli finché sono coperti da ogni lato. Copri la ciotola e mettila in frigorifero per almeno 12 ore. Sempre in frigorifero, mai sul piano della cucina. In queste ore l’acidità dello yogurt rende la carne tenera e saporita, e la parte densa resta addosso ai fusi, pronta a fare da colla alla panatura.

LA PANATURA SPEZIATA

  1. Metti la farina e l’amido di mais in una teglia larga e bassa, poi aggiungi le due paprike, i due pepi, aglio e cipolla in polvere, la senape in polvere, origano, timo, zenzero, peperoncino, il sale e il lievito istantaneo. Mescola con le mani finché il colore è uniforme, senza striature rosse di paprika.

  2. Ora il passaggio che fa la differenza. Prendi 7-8 cucchiai della marinatura e sparpagliali sopra la farina, poi lavorala velocemente con la punta delle dita. Si formano piccoli grumi. Non cercare di scioglierli: sono loro a creare la superficie irregolare e croccante che poi ricoprirà i fusi. Se diventano placche grosse, ne hai messa troppa: rompile e aggiungi un cucchiaio di farina.

  3. Scola grossolanamente un pezzo di pollo alla volta, senza asciugarlo troppo: un po’ di crema deve restare addosso. Passalo nella farina e premi energicamente la panatura sulla carne, rigirandola più volte, anche nelle pieghe vicino all’osso.

  4. Per una crosta ancora più consistente, immergi di nuovo il pollo per un istante nella marinatura e ripassalo nella farina, premendo come prima. Il doppio passaggio è facoltativo, ma i fusi vengono più rugosi.

  5. Appoggia i pezzi impanati su una gratella e lasciali riposare 15 minuti prima di friggerli. In questo quarto d’ora la farina si inumidisce e si attacca alla pelle: la panatura appare opaca e stabile, non più polverosa. Salta il riposo e la prima cosa che perdi nell’olio è la crosta.

LA FRITTURA DEI FUSI DI POLLO

  1. Scalda abbondante olio di arachidi in un tegame basso antiaderente: io uso quello da 23 cm di diametro, con dentro 1 litro di olio, e ci friggo 3 fusi alla volta. Porta l’olio a 160-165 °C, termometro dentro. Friggi pochi pezzi alla volta, senza affollare la pentola: appena immergi i fusi la temperatura scende a 150 °C, ed è normale.

  2. Mantieniti su quei 150 °C e lasciali risalire al massimo a 160, non oltre. Perché così bassi? Perché i fusi devono friggere per almeno 12 minuti e con un olio più caldo rischi di bruciare il pollo fuori lasciandolo crudo dentro. Le bolle devono essere vivaci ma non violente, e il colore cambiare piano, dal beige al dorato.

  3. A metà cottura, dopo 6 minuti, gira i fusi con una pinza e prosegui la frittura per altri 6 minuti. Nel dubbio tieniti un po’ più basso, ma mai sotto i 150 °C: il pollo si deve cuocere fino all’osso. Sotto i 150, però, la crosta viene pallida e unta.

  4. I tempi cambiano in base alla dimensione dei pezzi. Il pollo è pronto quando al cuore raggiunge almeno 74 °C, misurati con una sonda nel punto più spesso senza toccare l’osso, e i succhi che escono sono trasparenti. Fra un lotto e l’altro togli i grumi rimasti sul fondo e riporta l’olio a 160-165 °C.

SCOLATURA E SERVIZIO

  1. Molto importante: scola il pollo su una gratella, non direttamente sulla carta assorbente. A contatto con la carta e con il piatto si crea vapore, e il vapore stacca la crosta da sotto.

  2. Lascia riposare i fusi 5 minuti e sala solo se serve: marinatura e panatura sono già sapide. Il vero segreto di questo pollo fritto è l’olio fra 150 e 160 °C in cottura: troppo caldo brucerebbe la crosta lasciando il pollo crudo vicino all’osso. Servilo con una coleslaw fresca, che con la sua acidità pulisce la bocca dal fritto, oppure con pannocchie, patatine o purè.

Note & consigli

Senza termometro, per capire se l’olio è pronto io ci butto un pizzico di panatura: deve sfrigolare subito e dorare piano, non annerire. Serve solo a partire; per il cuore dei fusi vale la sonda. Il tegame basso da 23 cm con un litro di olio è comodo perché tre fusi ci stanno larghi: con una pentola più stretta metti un pezzo in meno, e lascia sempre l’olio sotto metà altezza.