La pinsa romana è un lievitato tipico della cucina laziale, croccante fuori e morbido dentro, fragrante e friabile. Proprio come una pizza, una focaccia sottile o una schiacciata, puoi ricoprirla con gli ingredienti più diversi e mangiarla in qualsiasi occasione, a tavola o per un pranzo fuori casa.
Quando ho pensato alla Pinsa alla Carbonara, sono partita dagli ingredienti – quelli veri!
Guanciale affettato, uova freschissime, pecorino in scaglie che profuma di stagionature intense, una nota di parmigiano e quello spolvero di pepe indispensabile.
E la base? Una fusione perfetta di farina manitoba, farro e riso, leggera e fragrante. Il profumo che si sprigiona mentre si assembla tutto è irresistibile (non vi nascondo che ho assaggiato il guanciale direttamente dalla padella… non ditelo a nessuno!).
È una ricetta semplice nel cuore ma scenografica nell’anima. Per me, ogni ingrediente qui ha una voce propria.
ingredienti
per 3 pinse da 340 g l’una
per l’impasto
- Farina manitoba 470 g
- Farina di riso 60 g
- Farina di farro ( o integrale)30 g
- Acqua fredda440 g
- Lievito di birra disidratato 2 g
- Sale 18 g
- Olio extravergine d’oliva 10 g
per il condimento
- Uova medie intere3
- Tuorli 6
- Parmigiano Reggiano grattugiato grattugiato 60 g
- Pecorino romano grattugiato30 g
- Pepe q.b.
per guarnire
- Pecorino romano a lamelle sottili45 g
- Guanciale affettato150 g
Allergeni
Procedimento
l’impasto
-
Versa le farine e il lievito disidratato nella ciotola della planetaria dotata di gancio.
-
Avvia la macchina e comincia a versare lentamente i due terzi dell’acqua. Lascia lavorare l’impasto finché non si “incorda”, cioè finché non si attorciglia bene al gancio e si stacca dalle pareti della ciotola.
-
Una volta raggiunta l’incordatura, aggiungi gradualmente l’acqua rimanente, facendo attenzione a farla assorbire completamente prima di versarne altra.
-
Quando l’impasto è ben idratato, inizia ad aggiungere il sale e l’olio a filo, alternandoli tra loro. Continua a impastare finché tutto viene ben incorporato e l’impasto torna ad avvolgersi al gancio
-
Trasferisci ora l’impasto su un piano leggermente unto d’olio, esegui due pieghe di rinforzo (ripiegando l’impasto su sé stesso) e coprilo con una ciotola. Lascia riposare per 30 minuti.
-
Dopo il primo riposo, ripeti le pieghe e lascia riposare nuovamente per altri 30 minuti.
-
Trascorsa anche questa seconda pausa, effettua un altro giro di pieghe, poi trasferisci l’impasto in una ciotola pulita, coprilo e lascialo lievitare per circa 1 ora e mezza, finché sarà ben rilassato e aumentato di volume.
-
Riprendi l’impasto, capovolgilo sul piano leggermente unto e dividilo in 3 parti uguali da circa 340 g ciascuna.
-
Forma 3 palline ben lisce (pirlale con le mani) e sistemale in 3 contenitori separati, chiusi con coperchio o pellicola. Metti tutto in frigorifero e lascia lievitare lentamente per 48 ore.
-
Dopo questo lungo riposo, tira fuori i panetti e lasciali tornare a temperatura ambiente per almeno 30-60 minuti.
-
Quando sono pronti, appoggiali su un piano leggermente infarinato e stendili delicatamente con la punta delle dita fino a ottenere dei rettangoli da circa 33×20 cm.
-
Spennella la superficie delle pinse con un po’ di olio extravergine d’oliva e infornale una alla volta nel forno preriscaldato a 250°C per 10 minuti. Cuocile su una teglia capovolta già bollente (lasciala scaldare nel forno per almeno 15 minuti) oppure su una pietra refrattaria ben calda, per ottenere una base croccante e ben cotta.
il condimento
-
Utilizzando il pelapatate ricava delle lamelle sottili dal tuo pezzo di pecorino.
-
Rosola le fette di guanciale in una padella antiaderente a fuoco dolce fino a farle diventare croccanti e dorate ma facendo attenzione a non bruciare. Poi trasferiscile su un foglio di carta assorbente ma tieni da parte il grasso sciolto rimasto in padella.
-
Prepara ora la crema d’uovo pastorizzata.
In una ciotola sbatti le uova intere, i tuorli, i formaggi grattugiati e il grasso del guanciale rimasto nella padella. -
A questo punto scalda il composto a bagnomaria, facendo attenzione che il fondo della ciotola non tocchi l’acqua e sbattendo continuamente con una frusta fino a raggiungere i 60°. La crema dovrà assumere una consistenza liscia e vellutata. Una volta pronta tienila da parte.
componi
-
Una volta pronta, togli la pinsa dal forno e aggiungi il condimento: la crema all’uovo, il guanciale croccante, una bella spolverata di pepe e le scaglie di pecorino.
La tua Pinsa alla carbonara è pronta per essere servita e gustata!
Note & consigli
L’ideale, se la possiedi, è cuocere la pinsa su una pietra refrattaria, una lastra realizzata con materiali in grado di resistere alle alte temperature (come l’argilla o la pietra cordierite), ma anche di assorbire l’umidità, immagazzinare il calore e distribuirlo in modo omogeneo per garantire una cottura ottimale e consentire di risparmiare tempo.
Varianti della ricetta
1. Versione Vegetariana
Per chi segue una dieta vegetariana, il guanciale può essere sostituito con zucchine croccanti o carciofi grigliati, per aggiungere consistenza senza l’uso di carne. Al posto del grasso del guanciale, si può usare un filo di olio aromatizzato al pepe..
2. Versione gluten-free
Esistono oggi miscele per pinsa prive di glutine a base di riso, mais e amido di tapioca. Tuttavia, ricreare la stessa consistenza richiede test e bilanciamenti accurati. È essenziale usare mix certificati per celiaci.
3. Versione light
Riduci il numero di tuorli nella crema (da 6 a 3) e usa solo Parmigiano, preferibilmente stagionato. Evita l’uso del grasso del guanciale e scegli una cottura in forno ventilato per una base ancora più leggera.
4. Varianti Gourmet
- Pinsa alla carbonara con tartufo: aggiungi scaglie di tartufo o olio al tartufo bianco sulla crema e il guanciale.
- Pinsa con uovo poché: al posto della crema, adagia un uovo poché sopra la pinsa calda per un taglio scenografico al momento del servizio.
- Pinsa al pepe nero affumicato: valorizza il sapore con varietà pregiate di pepe per una nota più intensa e originale.
Sperimentare gusti e consistenze rende la pinsa alla carbonara un piatto personalizzabile e adatto a ogni occasione, dalla cena informale alla proposta da ristorante gourmet.
“`
Conservazione
Conservazione senza condimento
Le pinse sfornate ma non condite si conservano a temperatura ambiente per 1-2 giorni, avvolte in carta forno e chiuse in un sacchetto di plastica o contenitore ermetico. Per un risultato ottimale, riscaldale in forno a 200°C per 5 minuti prima di servire. Puoi anche congelarle: lasciale raffreddare completamente, poi avvolgile singolarmente e conservale in freezer fino a 1 mese. Scongelale a temperatura ambiente e scaldale in forno.
Conservazione con condimento alla carbonara
Una volta farcite con crema d’uovo e guanciale, consuma le pinse entro 24 ore, conservandole in frigorifero in un contenitore ermetico. Il passaggio in frigo ne compromette la croccantezza, quindi si consiglia di farcirle poco prima di servirle. Sconsigliato il congelamento dopo il condimento, poiché la crema all’uovo non regge bene lo shock termico.
Intolleranze & allergie
Allergeni comuni:
- Glutine: presente in abbondanza nell’impasto, che contiene farina Manitoba, farina di farro (o integrale) e in minore quantità anche farina di riso. L’impasto non è adatto a persone celiache o sensibili al glutine.
Alternativa: è possibile replicare la base della pinsa utilizzando un mix di farine senza glutine e lievito gluten-free, anche se il risultato in termini di consistenza e lievitazione potrebbe variare. - Uova: sia intere che tuorli sono largamente usati nella crema all’uovo. La ricetta include 3 uova intere e 6 tuorli.
Alternativa: per chi è allergico alle uova, si possono sperimentare creme vegane a base di amidi o aquafaba (acqua di cottura dei ceci) anche se il sapore finale sarà diverso. - Latticini: il Parmigiano Reggiano e il Pecorino Romano sono formaggi a base di latte vaccino e ovino, ricchi di proteine del latte.
Alternativa: per intolleranti o allergici alle proteine del latte, possono essere utilizzati formaggi vegani a base di anacardi o mandorle. - Carne suina: Il guanciale è un salume ottenuto dalla guancia del maiale, e non è adatto a persone allergiche alle proteine animali o che seguono diete particolari (vegetariani, vegani, halal, kosher).
Alternativa: si può sostituire con tofu affumicato croccante o tempeh per una versione vegetariana, oppure omettere completamente e aumentare la dose di condimento cremoso.
Intolleranze specifiche:
- Farro (cereale antico): anche se più digeribile del frumento moderno, contiene comunque glutine.
Alternativa: scegliere una miscela priva di farro per ridurre il contenuto di glutine o sostituire con farina di grano saraceno o miglio in mix senza glutine. - Sale: con 18g di sale nell’impasto, la ricetta è piuttosto saporita.
Alternativa: per chi segue una dieta iposodica, è possibile ridurre la quantità di sale e puntare su spezie e aromi naturali per dare sapore.
Suggerimenti per adattare la ricetta:
- Per celiaci: utilizza mix di farine senza glutine (es. farina di riso, fecola di patate e farina di mais) e lievito gluten-free.
- Per chi è allergico alle uova: sostituisci la crema d’uovo con una crema a base di amido di mais o con una besciamella vegetale aromatizzata con pepe e noce moscata.
- Per intolleranti al lattosio: usa formaggi stagionati senza lattosio, oppure opta per formaggi vegetali a base di frutta secca (es. noci di macadamia, anacardi, mandorle).
- Per vegetariani: ometti il guanciale e sostituiscilo con verdure croccanti (es. zucchine grigliate a listarelle) o funghi porcini saltati.
- Per vegani: questa ricetta è difficile da convertire completamente in vegana poiché farà perdere il sapore tipico della carbonara, ma è possibile usare:
- Base pinsa con mix di farine e lievito vegano
- Crema senza uova a base di latte di soia o di avena con un cucchiaino di farina di ceci e lievito alimentare
- Guanciale vegano a base di tofu affumicato o seitan
Attenzione: anche se alcuni prodotti sono naturalmente privi di allergeni, è fondamentale controllare l’etichetta per eventuali tracce di contaminazione, soprattutto in caso di allergie gravi (es. celiachia).
Curiosità
*La storia della pinsa risale all’Antica Roma, quando i contadini la preparavano impastando le farine di diversi cereali (miglio, orzo e farro), insaporite con sale ed erbe aromatiche. La versione odierna è una rivisitazione che conserva la rusticità semplice dell’originale e che, nonostante le tecniche di lavorazione moderne, viene ancora cotta in modo tradizionale: pochi minuti ad alta temperatura, appoggiata su una superficie rovente.
*In virtù della sua forma, la pinsa prende il nome dal verbo latino “pinsare”, che significa “allungare e schiacciare”.

