Pesto alla trapanese con pomodorini, mandorle e basilico fresco tra gli ingredienti

Pesto alla Trapanese

  • Preparazione: 0h 15m
  • Cottura: 0h 10m
  • Difficoltà: molto facile
  • Costo: medio
  • Porzioni: 4 porzioni
  • Metodo cottura: Forno
  • Cucina: Italiana, Siciliana

Ingredienti

  • Pomodori maturi (ciliegino, pizzutello)350 g
  • Mandorle pelate 40 g
  • Basilico foglie fresche20 g
  • pecorino grattugiato 30 g
  • Aglio 1 spicchio
  • Olio extravergine d’oliva 60 g
  • Sale 1 pizzico

Attrezzatura necessaria

Quello che serve è un buon mixer (o un frullatore con funzione pulse), una teglia per tostare le mandorle e una ciotola per raccogliere la polpa dei pomodori. Se hai un mortaio capiente e tanta pazienza, puoi fare tutto a mano: trovi le istruzioni nelle varianti.

Procedimento

  1. Accendi il forno statico a 180°C. Distribuisci le mandorle pelate su una teglia rivestita di carta forno, in un singolo strato, senza sovrapporle. Inforna per 8–10 minuti: devono diventare dorate, non bruciate. Controlla dal settimo minuto, basta un attimo per passare da tostate a amare. Tirale fuori e lasciale raffreddare completamente: se le frulli calde, rilasciano troppo olio e il pesto diventa unto.

  2. Se preferisci usare mandorle con la pelle, il risultato sarà un pesto leggermente più scuro e con un sapore più deciso, meno delicato. Entrambe le versioni funzionano.

  3. Lava i pomodori e incidili a croce dalla parte opposta al picciolo, solo un taglietto superficiale sulla buccia. Porta a bollore una pentola d’acqua e tuffali per 1 minuto, poi trasferiscili in una ciotola con acqua e ghiaccio.

  4. La pelle si staccherà quasi da sola. Pelali, aprili a metà, elimina i semi e l’acqua di vegetazione premendo con le dita. Lascia sgocciolare bene la polpa su un colino per qualche minuto: più acqua togli, più il pesto resterà denso e non separerà nel piatto.

  5. Se hai fretta, puoi saltare la sbollentatura e frullare i pomodori con la pelle. Il pesto verrà un filo meno setoso, con qualche pezzetto di buccia visibile, ma il sapore non cambia.

  6. Nel mixer, metti lo spicchio d’aglio sbucciato (se lo trovi puoi utilizzare quello rosso di Nubia, locale e molto delicato) con un pizzico generoso di sale e le mandorle tostate fredde. Frulla a impulsi brevi (3–4 impulsi da 2 secondi ciascuno): l’obiettivo è una granella grossolana, non una farina. Fai con calma, non c’è fretta. Aggiungi il basilico e dai altri 2–3 impulsi rapidi, giusto per spezzare le foglie senza ossidare.

  7. Unisci la polpa dei pomodori e lavora ancora a impulsi (4–5 da 2 secondi) fino a ottenere un composto granuloso, con pezzetti ancora visibili. Tocca il fondo del mixer: se è tiepido, fermati e aspetta un minuto prima di continuare, il calore rovina il basilico.

  8. Trasferisci il pesto in una ciotola. Incorpora il pecorino mescolando con un cucchiaio e versa l’olio a filo, sempre mescolando: il pesto deve risultare cremoso ma rustico, mai liscio come quello genovese. Se ti sembra troppo denso, aggiungi un altro filo d’olio. Assaggia e, se serve, aggiusta di sale tenendo conto che il pecorino è già sapido.

  9. Il pesto alla trapanese è pronto. Condisci la pasta cotta al dente (le busiate sono la scelta tradizionale, ma rigatoni o casarecce vanno benissimo), tieni da parte un mestolo di acqua di cottura e usane un paio di cucchiai per ammorbidire il pesto mentre lo mescoli alla pasta. Non scaldarlo: va a crudo, è così che dà il meglio.

Note & consigli

L’olio va versato a filo fuori dal mixer, mai durante la frullatura: il calore delle lame lo riscalda e il sapore diventa amaro. Il basilico più profumato è quello a foglia piccola, ma va bene qualsiasi varietà fresca. Se vuoi un pesto più delicato, togli l’anima verde dallo spicchio d’aglio prima di frullarlo.