Peposo alla fiorentina con bocconi di carne brasati nel vino rosso e rosmarino

Peposo fiorentino

  • Preparazione: 0h 15m
  • Cottura: 4h 30m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: medio
  • Porzioni: 4 porzioni
  • Metodo cottura: Fuoco lento
  • Cucina: Italiana, Toscana

Ingredienti per 4 persone

  • Carne di manzo muscolo1500 g
  • Vino rosso Chianti, a temperatura ambiente500 ml
  • Brodo di carne caldo300 ml
  • Concentrato di pomodoro 40 g
  • Pepe in grani3 g
  • Olio extravergine d’oliva 80 g
  • Aglio 2 spicchio
  • Rosmarino 1 rametto
  • Alloro 2 foglie
  • Sale q.b.

Procedimento

  1. Comincia dalla carne. Elimina le cartilagini e le pellicine più dure, ma lascia stare il grasso e il tessuto connettivo: è proprio quello che in quattro ore diventa gelatina e dà al fondo la sua consistenza. Taglia il muscolo a pezzi larghi circa 3 cm, regolari. Non farli più piccoli: si sfalderebbero prima di diventare teneri. Vanno benissimo anche il cappello del prete o la guancia, tagli meno nobili e pieni di connettivo che la lunga cottura ammorbidisce. Il girello e gli altri tagli magri li lascio dove sono: in una cottura così lunga si asciugano senza restituire niente.

  2. Trita gli spicchi di aglio. Schiaccia i grani di pepe con il fondo di un bicchiere o con la lama del coltello, senza polverizzarli: devono restare grossolani, così rilasciano profumo piano invece di aggredire subito.

  3. Scalda l’olio in un tegame dal fondo pesante, meglio se di coccio o di ghisa, e fai rosolare aglio e pepe a fuoco medio-basso. Bastano trenta secondi, il tempo che l’aglio profumi e si colori appena: se il pepe fuma o l’aglio scurisce, il fondo prende un amaro che poi non se ne va più.

  4. Aggiungi il rosmarino, l’alloro e il muscolo. Rosola girando spesso, cinque o sei minuti, finché i pezzi non hanno perso il rosso vivo su tutti i lati. Se la carne butta acqua e comincia a bollire invece di rosolare vuol dire che il tegame è troppo affollato: procedi in due riprese, e vacci piano con la fiamma.

  5. Sfuma con metà del vino rosso, che sia a temperatura ambiente e non appena tolto dal frigo: il liquido freddo blocca di colpo la cottura e la carne si irrigidisce. Lascia evaporare la parte alcolica, un paio di minuti, finché il vapore non punge più il naso.

  6. Sciogli il concentrato di pomodoro nel brodo di carne caldo e versalo nel tegame.

  7. Abbassa la fiamma al minimo e unisci il vino rimasto. Io il sale lo metto corto adesso, un cucchiaino raso per un chilo e mezzo di carne, e lo aggiusto solo alla fine: il fondo si concentra per ore, e quello che sembra giusto ora dopo quattro ore è troppo. Copri e lascialo andare quattro ore. Il liquido deve muoversi appena, con qualche bolla che sale ogni tanto: se sobbolle con energia le fibre si contraggono e la carne resta stopposa nonostante il tempo. Ogni quaranta minuti circa controlla che i pezzi siano ancora coperti e, se il livello è sceso troppo presto, aggiungi mezzo bicchiere d’acqua calda, mai fredda.

  8. A mezz’ora dalla fine scoperchia e alza appena la fiamma per far addensare il sugo. Fermati quando vela il cucchiaio: raffreddandosi stringerà ancora, quindi meglio lasciarlo un filo più morbido di come lo vuoi in tavola. La carne è pronta quando la forchetta entra senza incontrare resistenza e un boccone si apre da solo se lo premi. Impiattala, servila ben calda con il suo fondo e… buon peposo!

Note & consigli

Il peposo il giorno dopo è più buono, e non è un modo di dire: il fondo si assesta, la gelatina lo lega e il grasso in eccesso si rapprende in superficie. Quello lo tolgo con un cucchiaio prima di scaldarlo, e se posso lo preparo la vigilia.

Il tegame di coccio va scaldato sempre in modo graduale e non sopporta il liquido freddo versato quando è rovente: si crepa.