Pastiera napoletana intera con una fetta servita a parte, spolverata di zucchero a velo

Pastiera napoletana

  • Preparazione: 1h 0m
  • Cottura: 1h 10m
  • Riposo: 13h 0m
  • Difficoltà: media
  • Costo: medio
  • Porzioni: 12 porzioni
  • Metodo cottura: Forno
  • Cucina: Italiana, Campana

Ingredienti

per uno stampo svasato di 24 cm di diametro

Per la pasta frolla (stampo da 24 cm)

  • Farina 00 250 g
  • Burro 150 g
  • Zucchero semolato 120 g
  • Tuorli da uova medie2
  • Limone la scorza di mezzo
  • Arancia la scorza di mezza
  • Sale 1 pizzico

Per il ripieno

  • Grano cotto 250 g
  • Ricotta di pecora ben scolata350 g
  • Burro 20 g
  • Latte intero 150 g
  • Uova medie a temperatura ambiente2
  • Tuorli da uova medie, a temperatura ambiente2
  • Vaniglia bacca, o un cucchiaino di estratto1
  • Acqua di fiori d’arancio 25 g
  • Zucchero semolato 250 g
  • Cedro candito 50 g
  • Arancia candita 50 g

Per spennellare

  • Uova medie 1
  • Panna fresca liquida 1 cucchiaio

Procedimento

LA FROLLA DELLA PASTIERA NAPOLETANA

  1. Parti dalla frolla, che ha bisogno di riposare. Metti nel cutter la farina e il burro freddo tagliato a cubetti e aziona a impulsi brevi: cerchi un composto sabbioso, fine e uniforme. La sabbiatura la preferisco al burro morbido: sei a posto quando il burro è ridotto in granelli finissimi, come sabbia, e la farina lo ha inghiottito del tutto. Senza cutter, lavora farina e burro con la punta delle dita, in fretta, con tutto freddo.

    Burro a cubetti e farina nel cutter, poi aggiunta di uovo per la frolla della pastiera
  2. Aggiungi lo zucchero, i tuorli, la scorza grattugiata di mezzo limone e di mezza arancia e il pizzico di sale, poi frulla ancora pochi secondi, giusto il tempo che l’impasto si compatti. Per la frolla i tuorli vanno bene anche freddi: le uova a temperatura ambiente servono dopo, nel ripieno.

    Scorze di agrumi grattugiate versate nel robot da cucina con farina, tuorli e impasto sabbioso già formato
  3. Trasferisci sul piano di lavoro e lavora il minimo indispensabile, finché il panetto sta insieme. Fermati subito, senza scaldarlo con le mani. Dividilo in due parti, una da circa 360 g e una da circa 200 g. Stendi la più grande fra due fogli di carta forno in un disco di circa 28 cm: serve a foderare uno stampo da 24 cm, fondo e bordo compresi. Stendi anche la parte piccola in un rettangolo spesso 2 mm, da cui ricaverai le strisce. Metti tutto in frigorifero a rassodare per almeno 30 minuti. Mezz’ora alla frolla di solito basta; con la cucina calda d’estate le do qualche minuto in più.

    Mani che compattano la frolla della pastiera, poi la stendono col mattarello tra due fogli di carta forno

IL RIPIENO DI GRANO E RICOTTA

  1. In un tegame versa il latte, il grano cotto, lo zucchero e i 20 g di burro. Porta a bollore mescolando e cuoci a fuoco medio per circa 15 minuti, finché il composto diventa cremoso e il grano ben legato. Il segnale giusto è una consistenza morbida ma non liquida: se trascini il cucchiaio, il fondo resta visibile per un attimo. Non deve restare latte libero, perché quell’acqua finirebbe nella frolla. Spegni, versa in una pirofila larga, copri con pellicola a contatto e lascia raffreddare completamente.

    Latte versato in padella con grano cotto, poi zucchero e burro aggiunti e mescolati fino a crema
  2. Nel frattempo occupati della ricotta, che deve essere davvero asciutta. Lasciala sgocciolare in un colino per 12 ore in frigorifero, oppure strizzala con delicatezza in una garza per 6 o 8 ore; per andare sul sicuro puoi fare le due cose. Poi setacciala: deve risultare liscia e compatta, non acquosa. Se la compri in gastronomia, chiedila già ben scolata. Quando la crema di grano è fredda, uniscile la ricotta, le uova intere e i tuorli a temperatura ambiente, che legano meglio e senza grumi, un pizzico di sale, i semi della bacca di vaniglia, l’acqua di fiori d’arancio e i canditi a dadini piccoli, cedro e arancia insieme. Vaniglia vera, in bacca o in estratto: gli aromi sintetici io non li uso, e accanto ai fiori d’arancio la differenza si sente. Mescola con calma fino a un composto omogeneo, senza montare. Se preferisci una pastiera più rustica lascia il grano intero; se la vuoi più cremosa, schiaccia una parte del grano con una forchetta. Frullarne poco lo rende più setoso, ma meno tradizionale.

    Ricotta, uova e canditi vengono aggiunti alla crema di grano per il ripieno della pastiera

COTTURA E RIPOSO DELLA PASTIERA

  1. Riprendi la frolla dal frigorifero e lasciala ammorbidire qualche minuto, così non si spezza. Imburra lo stampo da 24 cm, meglio se svasato come il ruoto napoletano, e rivesti il fondo con carta forno. Avvolgi il disco di frolla sul mattarello e srotolalo sullo stampo: è il modo più semplice per sollevarlo senza romperlo. Fai aderire la pasta al bordo, elimina gli eccessi e bucherella il fondo con una forchetta. Versa il ripieno e livellalo con il dorso di un cucchiaio. Io non arrivo mai all’orlo: lascio mezzo centimetro, perché in cottura il ripieno si gonfia e poi si assesta.

    Pasta frolla stesa nello stampo, bordi rifilati e ripieno cremoso versato abbondante
  2. Ricava dal rettangolo di frolla le strisce con una rotella dentellata, larghe 1 o 2 cm: la tradizione ne vuole sette, tre in un senso e quattro nell’altro. Disponile sulla superficie a losanghe, senza premere, altrimenti affondano nel ripieno. Sbatti l’uovo con il cucchiaio di panna e spennella con delicatezza bordi e strisce.

    Mani che rifiniscono le strisce di frolla sulla pastiera, poi spennellate con uovo e infine spolverizzate di zucchero a velo
  3. Cuoci in forno statico preriscaldato a 170 gradi per 60 o 70 minuti, nel ripiano medio-basso. La pastiera è pronta quando la superficie è dorata, i bordi sono stabili e il centro trema appena: lo stecchino deve uscire umido, non liquido. Se la superficie scurisce prima del tempo, coprila con un foglio di alluminio negli ultimi minuti. Con il termometro, al cuore vuoi 82 o 85 gradi. Spegni e lasciala raffreddare del tutto nello stampo, a temperatura ambiente, senza sformarla: calda si rompe. Poi coprila e mettila in frigorifero per almeno una notte, sotto una campana o con la pellicola, così non prende gli odori del frigo. I profumi si sistemano da soli.

Note & consigli

Per la frolla il burro migliore è quello molto grasso, come il bavarese: con un burro povero la sabbiatura viene peggio e la pasta si sbriciola. Io la servo sempre a temperatura ambiente, tirata fuori dal frigorifero un’ora prima, perché fredda i fiori d’arancio si sentono a metà. Da bere, un vino dolce ma non stucchevole: un Passito aromatico o un Moscato reggono gli agrumi senza coprirli.