Pappardelle al sugo di cinghiale con ragù ricco e pezzi di carne ben visibili

Pappardelle al ragù di cinghiale

  • Preparazione: 1h 0m
  • Cottura: 4h 0m
  • Riposo: 12h 0m
  • Difficoltà: media
  • Costo: medio
  • Porzioni: 4 porzioni
  • Metodo cottura: Fornello
  • Cucina: Italiana, Toscana

Ingredienti per 4 persone

  • Pappardelle 500 g
  • Carne di cinghiale spalla, oppure spalla e collo500 g
  • Passata di pomodoro 400 g
  • Vino rosso 500 g per la marinatura e 150 g per la cottura650 g
  • Carote 200 g
  • Sedano 100 g
  • Cipolla 200 g
  • Aglio 1 spicchio
  • Alloro 3 foglie
  • Rosmarino 1 rametto
  • Bacche di ginepro 6
  • Chiodi di garofano 2
  • Olio extravergine d’oliva 60 g
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Procedimento

PER LA MARINATURA DEL CINGHIALE

  1. Parti dalla carne. Taglia la spalla di cinghiale a cubetti piccoli, di circa 1 cm, con un coltello ben affilato: è il taglio che dà al ragù il suo carattere, si sente sotto i denti e non si scioglie in una crema. Se preferisci un risultato meno rustico, fatti macinare la carne dal macellaio con il tritacarne a fori larghi, una sola volta. Elimina nervi e pellicine man mano che li trovi.

  2. Prepara la marinatura. Taglia carote, sedano e cipolla a pezzi grossolani e schiaccia lo spicchio d’aglio con il palmo della mano. Metti la carne in una ciotola capiente con le verdure, l’aglio, le foglie di alloro, il rametto di rosmarino, le bacche di ginepro e i due chiodi di garofano. Versa 500 g di vino rosso: la carne deve restare coperta. Copri e lascia in frigorifero per una notte, dodici ore. Non saltare questo passaggio: senza marinatura la carne cotta ha molto meno sapore, con la marinatura viene più ricca e profumata.

  3. Il giorno dopo scola tutto in un colino e il vino della marinatura buttalo: ha fatto il suo lavoro e in pentola non serve. Separa la carne dalle verdure e asciugala bene con carta da cucina, perché una carne bagnata non rosola, bolle. Dalle verdure elimina rosmarino, ginepro e chiodi di garofano e tieni da parte le foglie di alloro. Trita finemente carote, sedano, cipolla e aglio: saranno il soffritto.

PER IL RAGÙ DI CINGHIALE

  1. Scalda l’olio in un tegame dal fondo largo, a fiamma vivace. Aggiungi la carne in due volte, senza affollare il fondo, e lasciala stare: muovila solo quando il lato sotto è scuro. Il segnale giusto è un fondo bruno e niente acqua nel tegame. Se vedi liquido, alza la fiamma e aspetta che evapori prima di girare. Togli la carne rosolata e tienila in un piatto.

  2. Nello stesso tegame, senza lavarlo, versa le verdure tritate e falle rosolare qualche minuto a fiamma alta, raschiando il fondo per staccare quello che la carne ha lasciato. Quando sono morbide e profumate, rimetti la carne con il suo sugo. Sfuma con i 150 g di vino rosso fresco e lascialo ridurre scoperto: è pronto quando l’odore pungente dell’alcol sparisce e in pentola resta solo il profumo.

  3. Unisci la passata di pomodoro e le foglie di alloro, regola di sale e pepe. Copri con il coperchio e abbassa la fiamma al minimo: deve sobbollire appena, un borbottio ogni tanto, per circa 4 ore. Ogni mezz’ora dai una mescolata e controlla il fondo; se si asciuga troppo, aggiungi un mestolo di acqua calda, mai fredda. Verso la fine assaggia un pezzetto di carne: deve cedere senza resistenza. Io lo capisco così: il ragù è pronto quando la carne si è un po’ consumata, il sugo è denso e, se passi il mestolo sul fondo della pentola, lascia il segno sotto.

PER LE PAPPARDELLE AL RAGÙ DI CINGHIALE

  1. Quando il ragù è pronto, porta a bollore una pentola capiente di acqua e salala. Cuoci le pappardelle e scolale un minuto prima del tempo indicato, ben al dente: finiranno di cuocere nel sugo. Trasferiscile direttamente nel tegame del ragù, alza la fiamma e saltale per un minuto; se il condimento tira troppo, un cucchiaio di acqua di cottura lo scioglie. Servi le tue pappardelle al ragù di cinghiale ben calde, subito: il sugo, ricco di gelatina, si addensa in fretta raffreddandosi.

Note & consigli

Il cinghiale è una carne magra: se vuoi un ragù più morbido, aggiungi al soffritto 40-50 g di pancetta di maiale a dadini. Per la marinatura non serve il vino migliore, perché si butta; i 150 g che entrano in pentola invece si sentono, quindi scegli un rosso che berresti a tavola.