Le caldarroste sono castagne arrostite con la buccia, sul fuoco, in una padella forata. Tutto qui. Eppure la differenza tra la bancarella e la padella di casa sta in tre gesti: un’incisione fatta bene, un bagno di pochi minuti in acqua bollente (il mio trucco per la pellicina) e una fiamma che non abbia fretta.
Perché non si sbucciano? Quasi sempre perché la pellicina interna è rimasta attaccata: con il bagno caldo prima della padella viene via da sola. Io le preparo spesso nelle fredde serate di novembre, sul fornello, anche a induzione. Se preferisci accendere il forno ti conviene la ricetta delle castagne al forno, più morbide e senza fumo; per una manciata veloce ci sono le castagne in friggitrice ad aria e, se hai fretta, le castagne al microonde. Se ti stai chiedendo come fare le caldarroste in padella, che si sbucciano bene e restano morbide dentro, questa è la ricetta giusta.
Questa ricetta fa parte della raccolta ricette con le castagne.
Ingredienti per 4 persone
- Castagne grandi, di pezzatura uniforme500 g
Procedimento
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Scegli castagne grandi e tutte più o meno della stessa misura, così cuociono insieme. Lavale e asciugale. Incidi ogni castagna sulla parte piatta con un coltellino affilato: io faccio un taglio a croce, ma basta anche una linea sola di due o tre centimetri, purché attraversi davvero la buccia senza affondare nella polpa. Un taglio timido non serve a niente: la castagna scoppia lo stesso e poi non si apre.
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Porta a bollore una pentola d’acqua, senza sale. Tuffaci le castagne incise e, alla ripresa del bollore, contale 3-4 minuti. Non di più: qui non devono cuocere, devono solo inumidire la pellicina, che così dopo si stacca da sola. È il trucco che ha cambiato il mio modo di fare le caldarroste.
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Scolale e asciugale bene con un canovaccio. Bagnate, in padella cuociono nel loro vapore invece di tostare.
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Scalda la padella forata sulla fiamma media, poi versa le castagne in un solo strato. Se non ci stanno tutte, fai due giri: ammucchiate, quelle sopra restano crude.
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Cuocile 15-20 minuti rigirandole spesso, ogni due o tre minuti. Sono pronte quando il taglio si è aperto, la buccia è brunita a chiazze e non nera dappertutto, e la polpa è gialla e morbida fino al centro. Assaggiane una: se al cuore è ancora gessosa, altri cinque minuti.
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Se hai il piano a induzione la padella forata non si scalda, ma le caldarroste vengono lo stesso: usa una padella normale, meglio se di ferro o con il fondo spesso, a calore medio-alto, e rigirale ancora più spesso, perché senza i buchi il calore arriva solo dal fondo. Contale qualche minuto in più.
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Appena tolte dal fuoco avvolgile in un canovaccio pulito e lasciale riposare cinque minuti: il vapore che resta intrappolato finisce di staccare la pellicina. Poi sbucciale ancora calde, perché raffreddandosi la pellicina torna ad attaccarsi.
Note & consigli
Le castagne le compro tutte della stessa pezzatura: grandi o piccole non conta, purché uguali, perché mischiate le piccole si seccano mentre le grandi sono ancora crude. Prima di inciderle passale in una ciotola d’acqua: quelle che galleggiano sono vuote o bacate e vanno buttate, come quelle con i forellini. Castagne o marroni vanno bene tutti e due, il marrone è solo più grosso e più dolce.
Domande frequenti
Quasi sempre sono fredde. Rimettile cinque minuti in padella o in forno caldo e riprova subito. Se invece erano dure già appena tolte dal fuoco, la fiamma era troppo alta oppure erano castagne vecchie, asciutte in partenza: quelle non le recuperi, meglio sceglierle sode e pesanti in mano.
È la padella forata, o padella bucata: di ferro, con il fondo pieno di buchi che lasciano passare la fiamma. Ai mercati la chiamano anche caldarrostiera. Senza, una padella pesante di ferro o di ghisa fa il suo lavoro, con calore medio e un po’ più di pazienza; il gusto di brace resta un passo indietro, la castagna morbida no.
La fiamma era troppo alta. La buccia brucia in pochi minuti, mentre il calore ci mette un quarto d’ora ad arrivare al centro. Abbassa, metti uno spargifiamma se il fornello è aggressivo e gira più spesso: la buccia deve brunire a chiazze, non annerire tutta insieme.
Con la padella forata appoggiata sulla griglia, sopra la brace già grigia e senza fiamme. Se il calore è troppo forte spostala verso i bordi. Servono 20-25 minuti, girandole spesso come sul fornello, e prendono un profumo di fumo che il fornello non dà. Direttamente sulla griglia si fanno, ma cadono tra le sbarre e si bruciano su un lato.
Non le sala: il sale grosso, usato come letto in una padella normale, distribuisce il calore e tiene la castagna sollevata dal fondo. Io non lo uso mai, con la forata non serve.
Sbucciale finché sono tiepide: poi le salti in padella con burro e rosmarino accanto a un arrosto, le frulli in una vellutata o le sbricioli in un ripieno. Con la buccia, da fredde, è una fatica.
Con 500 g vengono quattro porzioni da merenda, un pugno abbondante a testa, otto o dieci castagne medie. Se chiudono una serata davanti al camino ne conto 200 g a persona: si finiscono sempre.
Varianti della ricetta
Al forno. Stesso taglio e stesso bagno di 3-4 minuti, poi in teglia a 200 °C per 30 minuti. Vengono più morbide, senza fumo e senza dover girare, ma perdono il profumo di tostato che dà solo il fuoco.
In friggitrice ad aria. Incise e asciutte, nel cestello in un solo strato a 180 °C per circa 20 minuti, scuotendo a metà. Comode per una manciata alla volta; per una teglia intera meglio il forno.
Conservazione
Le caldarroste sono buone appena fatte. Avanzate, tienile con la buccia in un sacchetto di carta a temperatura ambiente fino a 24 ore, oppure sbucciate in un contenitore chiuso in frigo per 3 giorni. Congelale sbucciate e fredde, prima su un vassoio e poi in sacchetto: reggono 2 mesi. Per scaldarle, forno a 180 °C per 5-10 minuti.
Intolleranze & allergie
Le castagne non stanno tra i quattordici allergeni dell’etichetta europea, ma chi è allergico alla frutta a guscio può reagire anche a loro: in quel caso non c’è sostituzione, si rinuncia. Chi è sensibile al nichel o segue una dieta povera di FODMAP ne mangi poche per volta.
Curiosità
Il nome viene dal Lazio: caldarrosta unisce caldo e arrosto, e da Roma il termine si è diffuso in tutta Italia già nel Cinquecento, vincendo sulla toscana bruciata. Si dice che nasca dal richiamo dei venditori, calde e arroste. E il taglio sulla buccia ha un verbo tutto suo: le castagne si castrano.

