Calamarata con calamari, pomodorini e prezzemolo tritato

Calamarata

  • Preparazione: 0h 30m
  • Cottura: 0h 15m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: medio
  • Porzioni: 4 persone
  • Metodo cottura: Fornello
  • Cucina: Italiana, Campana

Ingredienti per 4 persone

  • Calamarata (formato tipico)320 g
  • Calamari medi (550 g puliti)800 g
  • Pomodorini ciliegino 500 g
  • Aglio 1 spicchio
  • Vino bianco 80 g
  • Olio extravergine d’oliva 50 g
  • Prezzemolo 1 ciuffo
  • Peperoncino fresco piccante 1
  • Sale q.b.

Procedimento

COME PULIRE E TAGLIARE I CALAMARI

  1. Per preparare la calamarata parti dai calamari: separa i tentacoli dal corpo tirando delicatamente, poi elimina il rostro (il dente al centro dei tentacoli), le interiora e la cartilagine trasparente che sfila dal mantello. Togli anche la pelle: si mangerebbe pure, ma senza vengono anelli bianchi e regolari, e a me piacciono così.

  2. Sciacqua tutto sotto acqua corrente e asciuga bene. Con un coltello taglia i corpi ad anelli spessi circa 3 cm: devono somigliare alla pasta, è il gioco di questo piatto. Mettili in una ciotola con i tentacoli.

IL SUGO DI CALAMARI E POMODORINI

  1. In una padella antiaderente ampia scalda l’olio con l’aglio tagliato in due e il peperoncino. Appena l’aglio profuma, eliminalo. Unisci i pomodorini tagliati a metà e falli andare a fiamma viva per qualche minuto: devono appassire e fare un sughetto, con qualche buccia che resta visibile.

  2. Ora i calamari. Falli insaporire un minuto nel sugo, poi sfuma con il vino bianco e lascia evaporare: quando il profumo pungente di alcol sparisce, sei a posto. Regola di sale e prosegui pochi minuti: in tutto, dai 5 ai 7 al massimo se i calamari sono di taglia media. Il cronometro però conta fino a un certo punto: assaggia un anello. Se è tenero, spegni subito il fuoco e non toccare più niente: i calamari riposano nel sugo caldo e non cuociono oltre. È il momento in cui si rovinano quasi tutte le calamarate, e tu l’hai appena messo in salvo.

COME FARE LA CALAMARATA IN PADELLA

  1. Nel frattempo cuoci la pasta in abbondante acqua salata, ma vacci piano con il bollore: la calamarata deve sobbollire, non agitarsi vorticosamente, altrimenti gli anelli si spaccano tra loro, proprio come succede con i paccheri. Scolala al dente tenendo da parte un mestolo di acqua di cottura.

  2. Trasferiscila nella padella, riaccendi la fiamma e manteca: salta e mescola con delicatezza, aggiungendo l’acqua tenuta da parte a cucchiaiate se serve, finché l’amido lega tutto in un’emulsione lucida che vela anche l’interno degli anelli. Bastano un paio di minuti. Completa con il prezzemolo tritato e un giro d’olio a crudo, e porta in tavola subito.

Note & consigli

Io i calamari li compro al banco del pescivendolo e li scelgo di media pezzatura: quelli troppo grossi rischiano di restare duri, quelli piccoli non danno anelli che somigliano alla pasta. Freschi o surgelati non fa differenza, basta che siano belli da vedere: sodi, lucidi, con un odore pulito di mare. Se trovi i pomodorini del piennolo, meglio ancora. E sulla pasta non risparmiare: un formato così spesso regge la padella solo se è di ottima qualità.