Ogni autunno è la stessa storia: nel cesto restano due cachi troppo maturi, appiccicosi, impossibili da mangiare senza sporcarsi le mani. Io non li butto. Li frullo con il cacao amaro: diventano un budino cioccolatoso, senza uova, senza gelatina, senza cottura. Serve un addensante? No: la polpa a maturazione piena è già densa, e il cacao assorbe parte della sua acqua.
Se i cachi abbondano, una composta da spalmare sul pane li consuma in fretta e regge una crostata. Per una fetta scenografica c’è la versione cheesecake, fredda e senza forno. La stessa coppia cachi e cacao in versione da forno diventa una torta. Per un primo che spiazza gli ospiti restano i ravioli con ricotta, cachi e pecorino. Qui sotto trovi quanto cacao tenere per ogni etto di polpa e quanto riposo serve per sformarlo.
Ingredienti
per 2 stampini conici di diametro inf. di 4,8 cm, diametro sup. di 7 cm e altezza di 7 cm
per 2 budini
- Cachi molto maturi, circa 230 g l’uno2
- Cacao amaro in polvere 20 g
Procedimento
LA CREMA DI CACHI E CACAO
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Parti da cachi davvero maturi, quelli che cedono sotto il dito e sembrano già una marmellata: sono loro a fare tutto il lavoro. Elimina il picciolo, apri i frutti a metà e con un cucchiaio raccogli la polpa, raschiando bene vicino alla buccia, dove resta attaccata la parte più dolce. Scarta buccia ed eventuali semi. Se trovi zone ancora sode o chiare, tienile fuori: sono quelle che lasciano il fondo allappante, e si sente subito.
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Metti la polpa nel cutter con il cacao amaro setacciato e frulla. Vai avanti più di quanto ti sembri necessario: la crema deve diventare liscia e lucida, senza filamenti di frutto né puntini scuri di cacao non idratato. Anche il frullatore a immersione va benissimo, in un bicchiere alto e stretto, con le lame appoggiate sul fondo. Assaggia adesso, prima di versare: io questo passaggio non lo salto mai. Se il cacao copre troppo, un cucchiaio di polpa in più riporta il gusto sul frutto; se la crema ti sembra troppo fluida, mezzo cucchiaino di cacao la asciuga. Sui cachi da 230 g l’uno i 20 g di cacao della lista restano il mio equilibrio: il cioccolato si sente e il frutto non sparisce.
COME RASSODA IL BUDINO DI CACHI
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Ungi appena due stampini conici con un velo di staccante o di olio di semi, oppure bagnali con acqua fredda e scuotili: servono solo a far scivolare via il dolce senza rovinarlo. Versa la crema dividendola in parti uguali, poi batti gli stampini sul piano un paio di volte, così le bolle d’aria salgono e la superficie si livella. Se non li servi subito, copri con pellicola a contatto: eviti la crosticina asciutta in superficie.
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Frigorifero, almeno un’ora. Il freddo non gelifica niente, stabilizza: la crema perde mobilità e prende la forma dello stampo. Prima di rovesciarli, premi il centro con un dito. Deve opporre resistenza, non cedere come una crema appena fatta: se cede, dagli ancora tempo, perché con stampi più grandi o cachi molto acquosi possono servire tre o quattro ore. Poi passa la punta di un coltellino lungo il bordo, appoggia il piattino sopra lo stampino e ribalta i budini con un movimento secco. Servili freddi.
Note & consigli
Il cacao amaro è l’unico punto dove la qualità si sente, e io su questo non risparmio: uno scadente resta polveroso e acido. Se cucini per un celiaco controlla in etichetta che il cacao sia dichiarato senza glutine, perché la polvere non ne contiene ma gli stabilimenti lavorano anche cereali. E se hai un caco solo, molto grande, pesa la polpa: comanda lei, non il numero di frutti.
Domande frequenti
Quelli molto maturi, con la polpa quasi gelatinosa, che cedono se li premi. Sono loro a dare densità e dolcezza senza aggiungere nulla. Un frutto ancora sodo lascia una purea più acquosa, meno dolce e con quel fondo che allappa: in quel caso lascialo maturare qualche giorno a temperatura ambiente.
Sì, se sono ben maturi e morbidi. Il caco mela resta più compatto e meno acquoso, quindi la crema esce più densa ma anche meno dolce: assaggia prima di versare negli stampini e regola il cacao. Se invece è ancora croccante, io lo tengo per un’insalata: la consistenza da budino non arriva.
Nove volte su dieci il rapporto pende troppo sul frutto: cachi molto acquosi e poco cacao danno una crema buona che però non sta in piedi. Aggiungi cacao un cucchiaino alla volta e riporta in frigo. L’altra causa è il tempo: uno stampo grande chiede tre o quattro ore, non una. Se resta morbido, servilo in coppetta al cucchiaio.
Tra 5 e 10 g, e la forbice non è un dettaglio: verso il basso il gusto resta fruttato e la consistenza morbida, verso l’alto il dolce diventa scuro, compatto e decisamente amaro. Con 20 g su due cachi grandi la ricetta sta al limite basso, anche un filo sotto se la polpa è tanta: è il lato che preferisco.
Meglio ancora: prepararlo la sera prima gli dà il tempo di rassodare bene. Se preferisci, puoi anche frullare la crema e tenerla in un contenitore ermetico in frigo per un giorno, versandola negli stampini poco prima di servire.
Perché i cachi non erano maturi abbastanza: i tannini ancora solubili si attaccano al palato. Non si corregge con lo zucchero né con più cacao. Bisogna aspettare che la frutta arrivi a maturazione piena.
No, e sarebbe anche controproducente: la polpa matura è già densa e il cacao trattiene parte dell’acqua, quindi la struttura arriva da sola con il riposo in frigo.
Varianti della ricetta
Con gocce di cioccolato fondente. Quaranta grammi mescolati alla crema a fine frullatura: il gusto si fa più intenso e restano piccoli punti croccanti nel cucchiaio.
Con cannella o vaniglia. Un pizzico di cannella o qualche goccia di estratto aromatizza senza toccare la consistenza, e con la cannella il frutto sembra più dolce di quanto sia.
Con panna di cocco. Uno o due cucchiai rendono la crema più vellutata, ma anche più morbida: con l’aggiunta il budino non si sforma bene, quindi servilo in coppetta.
Formato ghiacciolo. La stessa crema negli stampi da ghiacciolo, in freezer: diventa un gelato ai cachi e cacao da mangiare a morsi, senza mantecatura.
Conservazione
In frigorifero, negli stampini o coperti con pellicola a contatto, restano cremosi due o tre giorni; più avanti la polpa rilascia acqua e la superficie si opacizza. Fuori dal frigo non tengono, è frutta cruda frullata. Il congelamento cambia la consistenza in modo irreversibile: lo uso solo quando voglio trasformarli in ghiaccioli.
Intolleranze & allergie
Nessun allergene fra gli ingredienti: niente latte, uova, glutine, frutta a guscio. Due avvertenze però. I cachi sono ricchi di fruttosio, quindi la ricetta non è adatta a chi ha intolleranza o malassorbimento. Cachi e cacao sono entrambi ad alto contenuto di nichel, da evitare nelle diete low-nichel.
Curiosità
L’allappante dei cachi non è acidità: sono tannini solubili che si legano alle proteine della saliva. Maturando, i tannini diventano insolubili e la sensazione sparisce, pur restando il frutto lo stesso. È il motivo per cui un caco duro e uno molliccio, staccati dallo stesso albero, sembrano due frutti diversi.

