I biscotti primavera sono una delle preparazioni che preferisco quando arriva la bella stagione: si parte da una pasta frolla classica, si aggiunge un po’ di confettura colorata e si ottengono dei biscotti allegri a forma di fiore, cuore e farfalla, belli da vedere e semplicissimi da fare. Se ti piacciono i biscotti di pasta frolla nella loro versione più semplice, questi ti conquisteranno al primo sguardo: stessa base, ma un risultato molto più scenografico, perfetto per la colazione o per una merenda che mette il buonumore.
Se cerchi altre idee golose per le feste o per la bella stagione, dai un’occhiata alla raccolta di dolci di Pasqua oppure ai biscotti di Pasqua decorati con la ghiaccia reale. Nella sezione biscotti trovi tante ricette da provare, dalle pastarelle napoletane ai pardulas sardi con ricotta e zafferano. Se ti stai chiedendo come preparare dei biscotti di frolla farciti che sembrino quelli di una pasticceria ma con la semplicità di una ricetta di casa, questa è la ricetta giusta.
Ingredienti per 20 biscotti
PER LA PASTA FROLLA
- Farina 00 250 g
- Burro morbido140 g
- Zucchero a velo 100 g
- Uova medie (50 g)1
- Estratto di vaniglia 1 cucchiaino
- Scorza di limone grattugiata1
PER GUARNIRE
- Confettura di albicocche 60 g
- Confettura di fragole 60 g
Allergeni
Procedimento
PER LA PASTA FROLLA
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Nella ciotola della planetaria munita di foglia versa la farina e il burro morbido tagliato a cubetti. Aziona la macchina a velocità bassa e lavora fino a ottenere la cosiddetta “sabbiatura”: il composto dovrà apparire sbriciolato e asciutto, simile a sabbia bagnata, senza pezzi di burro visibili. Se preferisci, puoi ottenere lo stesso risultato usando un cutter, in quel caso utilizza il burro freddo da frigorifero.
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Aggiungi la scorza di limone grattugiata, lo zucchero a velo, l’uovo e l’estratto di vaniglia. Continua a lavorare giusto il tempo necessario a rendere il composto omogeneo: appena l’impasto si raccoglie intorno alla foglia, fermati. Lavorare troppo la frolla la renderebbe dura.
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Trasferisci l’impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato e finisci di compattarlo a mano con pochi gesti rapidi, formando un panetto liscio. Appiattiscilo leggermente, avvolgilo nella pellicola trasparente e mettilo in frigorifero per almeno mezz’ora. Questo riposo serve a rilassare il glutine e a rendere la frolla più facile da lavorare.
COMPOSIZIONE
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Trascorsa la mezz’ora, estrai l’impasto dal frigorifero e dividilo in pezzetti da circa 25 g ciascuno. Arrotola ogni pezzetto tra i palmi delle mani fino a ottenere delle palline regolari.
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Prendi una pallina alla volta e schiacciala leggermente con il fondo di un bicchiere infarinato, fino a ottenere un disco di circa 4 cm di diametro. A questo punto inserisci il disco in un coppapasta da 4,5 cm di diametro: questo passaggio serve a contenere la frolla e a evitare che i biscotti si allarghino troppo, dal momento che in cottura tenderanno ad appiattirsi ulteriormente.
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Con la punta delle dita premi delle fossette al centro del disco, variando il numero a seconda della forma che vuoi ottenere: due fossette per il cuore, quattro per la farfalla e cinque per il fiorellino.
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Una volta create le fossette, sfila il coppapasta e riempi ogni fossetta con la confettura che preferisci, alternando albicocche e fragole per creare un bel gioco di colori. Per il biscotto a forma di fiore, aggiungi al centro una piccolissima pallina di frolla che faccia da bottone. Per la farfalla, posiziona al centro un piccolo bastoncino di frolla in verticale, che simuli il corpo.
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Disponi i biscotti completati su una teglia foderata con carta forno, distanziandoli leggermente tra loro. Metti la teglia in frigorifero per almeno mezz’ora prima di infornare: questo secondo riposo al freddo è fondamentale per evitare che la frolla si deformi durante la cottura.
COTTURA
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Cuoci i biscotti in forno statico preriscaldato a 170 °C per 13-15 minuti. Tienili d’occhio negli ultimi minuti: devono risultare appena dorati sui bordi, ma non scuri. Sfornali e lasciali raffreddare completamente sulla teglia prima di spostarli, perché appena usciti dal forno saranno ancora molto morbidi e si romperebbero facilmente.
I tuoi biscotti primavera sono pronti per essere gustati!I tuoi biscotti primavera sono pronti per essere gustati!
Domande frequenti
Succede quando si mette troppa confettura o quando le fossette non sono abbastanza profonde. Andaci piano con le quantità: basta un cucchiaino scarso per ogni fossetta. Premile bene con le dita in modo che siano profonde a sufficienza da contenere la farcitura, e assicurati che i biscotti riposino in frigorifero per almeno mezz’ora prima della cottura. Il freddo addensa la confettura e la tiene in posizione.
Di solito succede quando si salta il riposo in frigorifero prima dell’infornata oppure quando il forno non è ancora alla temperatura giusta. La frolla ha bisogno di entrare in forno ben fredda e in un forno già caldo. Se hai fatto tutto correttamente e si allargano lo stesso, la prossima volta prova ad aumentare il riposo in frigorifero a 45 minuti.
Non ti preoccupare, capita quando l’impasto è rimasto troppo a lungo in frigorifero ed è diventato molto freddo. Lascialo riposare qualche minuto a temperatura ambiente, giusto il tempo che diventi lavorabile ma senza farlo scaldare troppo. Deve essere malleabile ma ancora fresco al tatto.
Conservazione
Puoi conservare le tue gocciole per qualche giorno a temperatura ambiente all’interno in una scatola di latta per biscotti o in un contenitore a chiusura ermetica.
Curiosità
Per quanto riguarda l’origine di marmellate e confetture esistono diverse leggente: la più nota la fa risalire a Caterina D’Aragona (moglie di Enrico VIII d’Inghilterra), che per nostalgia e in omaggio ai frutti della sua terra avrebbe inventato la prima marmellata d’arance della Storia. Un’altra ne attribuisce la creazione a Maria de’ Medici (regina di Francia) che a causa di una carenza di vitamine, avrebbe mandato i suoi uomini di corte in Italia per portarle gli agrumi della sua terra. Questi avrebbero trasportato la frutta all’interno di casse con la scritta “poir Maire ammalate” (“per Maria ammalata”) che gli italiani avrebbero letto, storpiandola, “por marimalade” o “marmelade”, coniando poi il termine “marmellata”.
Al di là delle leggende, oggi sappiamo che l’origine della marmellata è molto più antica: già gli Antichi Greci e Romani usavano bollire la frutta nel vino passito, vino cotto, mosto o miele per prolungarne la conservabilità, poi nel Medioevo, grazie all’introduzione dello zucchero in Europa all’epoca delle Crociate, nacque della prima marmellata prodotta con metodo simile a quello attuale. All’inizio rimase un lusso riservato alle famiglie ricche, ma poi, grazie alla crescente importazione di zucchero di canna dalle colonie, questa conserva dolce si diffuse sempre di più e raggiunse anche la Francia, dove assunse il nome di “confiture” derivante dal verbo “confection” (“confettare”) usato per indicare la trasformazione di un alimento allo scopo di conservarlo.

