Taralli pugliesi dorati e croccanti serviti in abbondanza su un vassoio ovale

Taralli pugliesi

VeganaVegetariana
  • Preparazione: 1h 0m
  • Cottura: 0h 30m
  • Riposo: 0h 40m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: basso
  • Porzioni: 120 pezzi
  • Metodo cottura: Forno
  • Cucina: Pugliese

Ingredienti per 120 taralli

  • Farina 00 600 g
  • Olio extravergine d’oliva 150 g
  • Sale 15 g
  • Bicarbonato 1/2 cucchiaino
  • Vino bianco 225 g
  • Cipolla disidratata 1 cucchiaino
  • Semi di finocchietto 1 cucchiaino

Procedimento

L’IMPASTO DEI TARALLI PUGLIESI

  1. Metti nella planetaria munita di foglia (oppure in una ciotola, se impasti a mano) la farina 00 e il bicarbonato. A parte sciogli il sale nel vino bianco, mescolando finché sul fondo non vedi più granelli. Aziona la macchina a bassa velocità e versa il vino a filo, poi aggiungi l’olio poco alla volta, aspettando che ogni aggiunta venga assorbita prima della successiva. Impasta fino a ottenere un composto omogeneo, liscio e morbido, che non si attacca alle mani e non si sbriciola. Fermati lì. Non è un impasto da pane e non va lavorato a lungo, perché più insisti e più i taralli vengono duri invece che friabili.

    Farina versata nella planetaria, poi acqua con lievito e olio aggiunti gradualmente all'impasto dei taralli
  2. Quando l’impasto è liscio, dividilo in 3 parti uguali, circa 330 g l’una. La prima la lasci così com’è, alla seconda aggiungi la cipolla disidratata e alla terza i semi di finocchietto. Impastale separatamente, giusto il tempo di distribuire bene gli ingredienti aggiunti, poi forma tre palline. Mettile su un vassoio, coprile con la pellicola e lasciale riposare per mezz’ora. Il riposo non è tempo perso. L’impasto si rilassa e dopo, quando formi i bastoncini, si allunga senza ritirarsi.

    Impasto diviso in tre porzioni farcite con cipolla e semi di finocchio, arrotolato e messo a riposare coperto

FORMATURA E BOLLITURA DEI TARALLINI

  1. Trascorsa la mezz’ora, prendi una pallina e dividila in pezzetti da 8 g l’uno. Pesarli ti sembrerà una pignoleria, ma pezzi uguali cuociono tutti allo stesso modo. Rotola ogni pezzetto sotto i palmi, sul piano di lavoro, fino a ottenere un bastoncino lungo 8-10 cm e dello stesso spessore da un capo all’altro. Unisci le estremità sovrapponendole appena e premi bene con le dita, perché la chiusura deve reggere la bollitura. Ecco il tuo tarallino.

    Mani che arrotolano l'impasto in bastoncini e chiudono le estremità formando i taralli
  2. Fai la stessa cosa con tutto l’impasto. Quando hai formato tutti i taralli, porta a bollore una pentola capiente d’acqua. Non serve salarla, il sale è già nell’impasto. Tieni un bollore deciso ma non tumultuoso, altrimenti i taralli sbattono fra loro e la chiusura può aprirsi. Tuffali dentro pochi per volta, così l’acqua non smette di bollire e non si attaccano, e tirali su con una schiumarola nel momento in cui salgono a galla. Scolali bene e adagiali, distanziati, su una teglia coperta con uno strofinaccio pulito (oppure con della carta forno) ad asciugare.

    Taralli lessati scolati e disposti ad asciugare su carta forno

LA COTTURA IN FORNO

  1. Quando sono asciutti (ci vorranno circa 10 minuti) la superficie diventa opaca e non bagna più il dito. A quel punto disponili ben distanziati su una teglia foderata con carta forno e cuocili nel forno statico preriscaldato a 170° per circa 30 minuti, finché sono dorati in modo uniforme, anche sotto. Battendone due fra loro devono fare un suono secco. Sfornali e lasciali raffreddare del tutto prima di metterli via. I tuoi taralli pugliesi sono pronti per essere gustati!

    Taralli disposti su carta forno prima e dopo la cottura, dorati e gonfi

Note & consigli

L’olio è uno dei pochi ingredienti che danno sapore ai taralli, e sull’extravergine io non risparmio. In un prodotto così asciutto ogni difetto dell’olio resta in bocca.

Se hai una teglia sola, cuocili in due turni e lascia gli altri ad asciugare, distanziati, finché tocca a loro.

Accanto ai taralli, se il resto del menù lo consente, il vino lo preferisco bianco, secco e fresco, perché regge bene il sale e l’olio dell’impasto.