Tagliatelle al ragù di polpo con sugo di pomodoro a pezzetti di polpo e una fogliolina di basilico fresco in cima

Tagliatelle al ragù di polpo

  • Preparazione: 1h 0m
  • Cottura: 1h 15m
  • Riposo: 0h 30m
  • Difficoltà: media
  • Costo: medio
  • Porzioni: 6 persone
  • Metodo cottura: Fornello
  • Cucina: Italiana

Ingredienti

Per la pasta

  • Farina 00 più quella per il piano di lavoro400 g
  • Uova medie 4

Per il ragù di polpo

  • Polpo intero, da pulire800 g
  • Olio extravergine d’oliva 60 g
  • Sedano 30 g
  • Carota 150 g
  • Cipolla 150 g
  • Timo rametti2
  • Alloro foglie2
  • Vino rosso 100 g
  • Concentrato di pomodoro 50 g
  • Passata di pomodoro 600 g
  • Basilico foglie4
  • Acqua q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Procedimento

PER LE TAGLIATELLE FATTE IN CASA

  1. Metti la farina 00 in una ciotola capiente, fai un incavo al centro e versaci le uova medie leggermente sbattute con una forchetta.

  2. Comincia a impastare con la forchetta, poi con le mani. Se l’impasto resta a briciole, aggiungi un cucchiaio di acqua alla volta. Con le uova intere ne serve pochissima, o niente.

  3. Quando l’impasto si è compattato, trasferiscilo sul piano leggermente infarinato e lavoralo a mano, spingendolo con il palmo e ripiegandolo, finché è liscio, sodo ed elastico.

  4. Dagli la forma di una palla e lascialo riposare 30 minuti sotto una ciotola rovesciata, perché la superficie non si secchi. Dopo il riposo la sfoglia si stende senza ritirarsi.

  5. Trascorso il riposo, preleva una porzione da circa 100 g e tieni il resto sempre coperto. Appiattiscila con le mani e passala nella sfogliatrice alla prima tacca, quella più larga.

  6. Ripiegala in due nel senso della lunghezza e ripassala alla stessa tacca due o tre volte, per renderla omogenea e resistente. Poi smetti di ripiegarla e passala una volta per tacca, fino alla tacca 6, cioè a 0,6-0,8 mm. La numerazione cambia da una macchina all’altra, quindi guarda la sfoglia: controluce deve lasciar intravedere l’ombra della mano, senza essere trasparente.

  7. Se la sfoglia si attacca ai rulli e si strappa, è troppo umida e va spolverata di farina. Se invece si crepa ai bordi, si è asciugata all’aria, per questo l’impasto resta sempre coperto.

  8. Procedi così fino a finire l’impasto. Io appoggio le sfoglie su una tovaglia di cotone appena infarinata, coperte con la pellicola perché non si secchino; va bene anche una placca foderata con un canovaccio pulito.

  9. Monta sulla sfogliatrice il taglierino per tagliatelle e fai passare le sfoglie una alla volta. Se una sfoglia è appiccicosa, infarinala prima di tagliarla, o le tagliatelle si incollano fra loro.

  10. Senza taglierino usa una rotella tagliapasta, oppure stendi l’impasto con il mattarello, metà alla volta, infarina la sfoglia, arrotolala su se stessa e tagliala a coltello.

  11. Rimpasta i ritagli e stendili di nuovo per ricavare altre tagliatelle. Man mano che sono pronte, sollevale, scuotile e arrotolale in nidi su un canovaccio cosparso di farina.

PER IL RAGÙ DI POLPO

  1. Comincia dal polpo. Sciacqualo sotto l’acqua corrente e, se non è già pulito, rovescia la testa come un calzino ed elimina le interiora e la sacca dell’inchiostro, senza romperla. Togli poi gli occhi e il rostro, il becco duro che sta alla base della testa, al centro dei tentacoli. Se è la prima volta, nella mia guida su come pulire il polpo trovi ogni passaggio.

  2. Asciugalo e taglialo a tocchetti di mezzo centimetro circa, tentacoli e testa. Più sono regolari, più cuociono allo stesso modo.

  3. Prepara un trito fine di sedano, carota e cipolla. Mettilo in un tegame antiaderente con l’olio extravergine d’oliva, l’alloro e il timo e fallo appassire a fuoco dolce per una decina di minuti: le verdure devono diventare morbide e lucide, senza prendere colore.

  4. Aggiungi i pezzetti di polpo e falli rosolare 5 minuti, mescolando. All’inizio rilasciano parecchia acqua e diventano rosati: lascia che quel liquido si ritiri quasi del tutto.

  5. Sfuma con il vino rosso e lascialo evaporare a fuoco vivo, finché non senti più l’odore pungente dell’alcol. Rispetto al bianco di tante ricette di mare, dà al sugo un colore più profondo e un gusto più pieno.

  6. Sciogli il concentrato di pomodoro in poca acqua calda e aggiungilo, poi versa la passata di pomodoro e una macinata di pepe. Il sale per ora no. Il polpo è già sapido e il sugo si restringerà parecchio.

  7. Abbassa il fuoco al minimo, copri e lascia cuocere per almeno 1 ora, mescolando ogni tanto. Il sugo deve sobbollire appena; se si asciuga troppo o comincia ad attaccarsi al fondo, aggiungi poca acqua calda alla volta. I calamari li cuocio poco, il polpo invece lo lascio andare con calma, perché ha bisogno del suo tempo.

  8. Dopo un’ora assaggia un pezzetto di polpo. È pronto quando la forchetta lo infilza senza fatica e sotto i denti è morbido, non elastico. Se resiste ancora, prosegui per altri 10-15 minuti e riprova.

  9. Quando il polpo è tenero, togli il coperchio e lascia restringere il sugo a fuoco medio per qualche minuto, finché è denso e lucido e il cucchiaio passato sul fondo lascia una traccia che si richiude piano. Solo adesso assaggia e aggiusta di sale.

  10. Spegni il fuoco, elimina le foglie di alloro e i rametti di timo, aggiungi le foglie di basilico e tieni il ragù da parte, al caldo.

LA COTTURA DELLE TAGLIATELLE AL RAGÙ DI POLPO

  1. Porta a bollore abbondante acqua, salala e cuoci le tagliatelle per 2-3 minuti dalla ripresa del bollore. La pasta fresca cuoce in fretta e finisce la cottura nel sugo.

  2. Prima di scolarle tieni da parte un mestolo di acqua di cottura. Scola le tagliatelle e trasferiscile direttamente nel tegame con il ragù, a fuoco vivace.

  3. Falle saltare per qualche istante, aggiungendo un goccio di acqua di cottura se il sugo è troppo denso, finché sono lucide e ben avvolte dal condimento. Servile subito nei piatti singoli.

Note & consigli

Il ragù cuoce più a lungo della pasta, quindi conviene metterlo sul fuoco mentre l’impasto riposa: le tagliatelle già tagliate aspettano tranquille nei loro nidi. Gli 800 g di polpo sono il peso dell’animale intero, ancora da pulire, e in cottura cala parecchio. Senza macchina per la pasta il mattarello va benissimo: stendi dal centro verso i bordi, girando ogni tanto la sfoglia di un quarto, finché vedi l’ombra della mano in trasparenza.