Stinco di maiale alla birra con patate al forno dorate e rametti di rosmarino

Stinco di maiale alla birra con patate

  • Preparazione: 0h 20m
  • Cottura: 3h 20m
  • Riposo: 12h 0m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: basso
  • Porzioni: 4 persone
  • Metodo cottura: Cottura lenta
  • Cucina: Italiana, Tedesca

Ingredienti

per 4 persone

per la marinatura

  • Birra scura 1.5 l
  • Rosmarino 3 rametti
  • Timo 6 rametti
  • Salvia 4 foglie
  • Alloro 2 foglie
  • Bacche di ginepro 5 g
  • Pepe in grani 5 g
  • Chiodi di garofano 3
  • Aglio 3 spicchi

per la carne

  • Stinchi di maiale 4
  • Brodo di carne 1 l
  • Birra scura 1.5 l
  • Cipolla 100 g
  • Aglio 2 spicchi
  • Sedano 100 g
  • Carote 200 g
  • Rosmarino 3 rametti
  • Timo 5 rametti
  • Alloro 2 foglie
  • Chiodi di garofano 3
  • Ginepro bacche4
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale q.b.

Per le patate

  • Patate a pasta gialla o rossa1.5 kg
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Rosmarino 2 rametti
  • Sale q.b.

Procedimento

per la marinatura

  1. La sera prima di preparare questo piatto, metti gli stinchi in un contenitore alto e stretto, con il tappo a chiusura ermetica: più è stretto, meno birra serve per coprirli. Versa il litro e mezzo di birra scura della marinatura e aggiungi i suoi aromi: 3 rametti di rosmarino, 6 rametti di timo, la salvia, l’alloro, le bacche di ginepro, il pepe in grani, i chiodi di garofano e 3 spicchi d’aglio. Mi raccomando, schiaccia l’aglio e le bacche di ginepro con la lama del coltello: aperti, profumano di più la birra. Gli stinchi devono restare completamente sommersi; se un’estremità sporge, girali o cambia contenitore. Chiudi e metti in frigorifero per almeno una notte, cioè almeno 12 ore, arrivando se vuoi anche a 24 ore.

  2. Il giorno seguente scola gli stinchi ed elimina la marinatura: ha già dato il suo profumo e in cottura non si usa. Tampona la carne con carta da cucina su tutti i lati, finché non è più bagnata: ancora umidi di birra, nel tegame farebbero vapore invece di rosolare.

per la carne

  1. Scegli un tegame piuttosto capiente, con il coperchio, dove i quattro stinchi stiano uno accanto all’altro senza sovrapporsi. Scalda l’olio e adagia gli stinchi. Falli rosolare molto bene su tutti i lati a fuoco medio-alto, e girali solo quando la parte sotto si stacca dal fondo senza fatica: devono diventare bruni e asciutti fuori, non grigi. Salali e pepali. Aggiungi il sedano, le carote e la cipolla, tritati, e rosola di nuovo tutto per 5 minuti, mescolando, finché le verdure si ammorbidiscono e profumano. Sfuma con 500 ml del litro e mezzo di birra per la cottura e raschia il fondo con un cucchiaio di legno: la crosticina scura attaccata al tegame si scioglie nel liquido, ed è il sapore del sugo.

  2. Fai riprendere il bollore, poi aggiungi gli aromi per la carne: 3 rametti di rosmarino, 5 rametti di timo, la salvia, l’alloro, i chiodi di garofano, 4 bacche di ginepro schiacciate e 2 spicchi d’aglio in camicia, schiacciati. Copri con il coperchio, abbassa a fiamma medio-bassa e cuoci per almeno 2 ore, aggiungendo man mano il litro di brodo e il litro di birra rimasto, alternandoli, un mestolo alla volta. Per un brodo come si deve c’è la mia ricetta del brodo di carne: qui si sente. Se invece usi un brodo già salato, all’inizio vacci piano con il sale, perché nelle ore di cottura il fondo si concentra. Sotto il coperchio il liquido deve sobbollire appena, con qualche bolla lenta: se bolle forte, abbassa.

  3. Durante la cottura gira gli stinchi più volte e fai in modo che restino sempre idratati e coperti: quando il fondo comincia ad asciugarsi, aggiungi il mestolo successivo. Passate le 2 ore, infila una forchetta nella parte più carnosa, vicino all’osso. Se entra senza resistenza la carne è pronta per il forno; se la senti ancora elastica, prosegui coperto e riprova ogni tanto: con stinchi grossi serve più tempo. A quel punto prendi una leccarda da forno o una teglia molto capiente e metti all’interno tutto il contenuto del tegame, stinchi, verdure e liquido. Inforna in forno statico preriscaldato a 190 °C per circa 30 minuti, irrorando gli stinchi ogni 5-10 minuti con il loro liquido di cottura: è così che fuori diventano scuri e lucidi senza seccarsi. Sono pronti quando la superficie è ben colorita e la carne comincia a staccarsi dall’osso da sola.

per le patate

  1. Intanto dedicati alle patate. Metti a bollire una pentola con abbondante acqua salata. Lava le patate, sbucciale e tagliale a tocchetti regolari di 3-4 cm: con le misure uguali arrivano dorate tutte insieme. Falle bollire e, appena l’acqua riprende il bollore, scolale: è solo una scottata, che in forno le aiuta a dorare. Mettile in una teglia larga, senza ammucchiarle, e condiscile con abbondante olio e rosmarino. Io mescolo olio e rosmarino alle patate da subito, così ogni pezzo si insaporisce. Infornale in forno statico preriscaldato a 200 °C per circa 45 minuti, rigirandole di tanto in tanto.

  2. Quando le patate sono cotte e ben dorate, con i bordi croccanti e l’interno che si lascia infilzare dalla forchetta, estraile dal forno e salale. I rametti di rosmarino, prima di portare in tavola, li tiro via. Togli delicatamente gli stinchi dal loro liquido di cottura, con una paletta sotto, perché ormai la carne si stacca dall’osso, e servili assieme alle patate.

Note & consigli

Compra stinchi freschi, non precotti, e se puoi di peso simile, così arrivano a cottura insieme: quelli già cotti che trovi al banco frigo hanno tempi tutti diversi e con questa ricetta si sfaldano.

Il liquido che resta nella teglia è un sugo pronto. Filtralo, togli con un cucchiaio il grasso che sale in superficie e fallo restringere qualche minuto in un pentolino, finché vela il cucchiaio.