La scarola in padella fa sempre la stessa domanda: si sbollenta prima o si butta tutta in padella così com’è? Io la cuocio diretta, a fuoco vivace. Bastano pochi minuti perché perda tutto il volume che sembrava impossibile da contenere. È la versione alla napoletana, con olive nere, capperi e acciughe sciolte nell’olio, la stessa base che serve anche a farcire la pizza di scarola. Uvetta e pinoli aggiungono un contrasto dolce quasi classico a Napoli, ma non obbligatorio: la stessa tecnica funziona bene con la cicoria ripassata in padella o con i friarielli alla napoletana. Da sola è già un contorno completo; sta bene anche accanto ai filetti di rombo con scarola, olive e purè rustico. Qui sotto trovi come evitare che resti acquosa, e quando conviene scottarla invece di cuocerla diretta.
Ingredienti
- Scarola 2 cespi circa, puliti e lavati800 g
- Aglio spicchi2
- Olio extravergine d’oliva 4 cucchiai
- Olive nere denocciolate meglio se di Gaeta80 g
- Capperi dissalati 20 g
- Filetti di acciuga sott’olio, ben sgocciolati4
- Pinoli 20 g
- Uvetta sultanina 30 g
- peperoncino fresco privato dei semi interni e tagliuzzato1
- Sale q.b.
Allergeni
Procedimento
COME PREPARARE SCAROLA, UVETTA E PINOLI
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Elimina il torsolo centrale di ogni cespo con un coltellino, poi separa le foglie a una a una. Lavale più volte in acqua abbondante, muovendo bene le frange verso la base: la scarola trattiene facilmente la terra, e un lavaggio distratto si sente in bocca. Scolala per bene e spezza le foglie in due o tre pezzi.
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Metti l’uvetta in acqua tiepida per 10 minuti, poi scolala e asciugala: entra in padella più morbida, senza portare umidità in più. Nel frattempo tosta i pinoli in una padella asciutta, a fuoco medio-basso, muovendoli spesso. Bastano tre o quattro minuti. Appena sono dorati e profumati, trasferiscili subito su un piatto: nella padella calda continuano a scurire anche a fuoco spento.
LA COTTURA DELLA SCAROLA IN PADELLA
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Scalda l’olio in una padella larga con l’aglio, schiacciato o tagliato a metà, e il peperoncino privato dei semi interni e tagliuzzato. Quando l’aglio sfrigola piano e resta biondo, non scuro, aggiungi le acciughe e falle sciogliere dolcemente, schiacciandole con un cucchiaio finché si disfano nell’olio.
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Unisci le olive e i capperi ben dissalati, mescola, poi aggiungi la scarola pulita. Sembrerà tantissima, quasi da non stare nella padella: in pochi minuti perde volume. Copri con il coperchio e cuoci per circa 8 minuti, mescolando di tanto in tanto perché il calore arrivi ovunque.
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Togli il coperchio e prosegui a fuoco vivace per altri 5-7 minuti, finché l’acqua rilasciata dalla scarola è quasi del tutto evaporata: il fondo deve restare oleoso, non una pozza. Aggiungi l’uvetta negli ultimi due o tre minuti, giusto il tempo di scaldarla. Io l’aglio lo tolgo a fine cottura: ha già lasciato il sapore, e non è bello ritrovarselo nel piatto. Assaggia prima di aggiungere il sale: acciughe, olive e capperi sono già molto sapidi da soli. Incorpora infine i pinoli tostati ed è pronta: buona calda, tiepida, o anche il giorno dopo.
Note & consigli
Io preferisco una padella larga, da 28-30 cm: la scarola cede meno acqua e si asciuga prima. Se hai acciughe sotto sale invece che sott’olio, diliscale bene e sciacquale: il sapore resta più pulito. Le olive di Gaeta sono la scelta più coerente con la tradizione napoletana, ma va bene qualunque oliva nera carnosa e non troppo dolce.
Domande frequenti
No, non è necessario. La cottura diretta in padella funziona bene e mantiene un gusto più netto. Una scottatura di un paio di minuti aiuta solo con cespi molto voluminosi o dalle coste rigide.
Le foglie trattengono l’acqua del lavaggio e ne contengono già molta da sole. Se la padella è stretta, o tieni il coperchio troppo a lungo, il vapore non riesce a uscire e l’acqua resta sul fondo. Usa una padella larga, scopri negli ultimi minuti e alza la fiamma: l’evaporazione è più rapida di quanto pensi.
Quasi mai, o pochissimo. Acciughe, olive e capperi sono già sapidi da soli. Io assaggio solo alla fine, dopo aver unito tutto il condimento, e regolo il sale soltanto se serve davvero.
Sì. Per una versione più semplice bastano olio, aglio e peperoncino: perdi la parte sapida e marina, ma resta un contorno pulito. È anche la strada giusta per chi non mangia pesce.
Sì, e il riposo in frigorifero non le fa male: da un giorno all’altro i sapori si amalgamano meglio, capperi e olive cedono più aroma. Scaldala in padella coperta per qualche minuto prima di servirla, aggiungendo un cucchiaio d’acqua se nel frattempo si è asciugata troppo.
Sì, ma è una soluzione di emergenza: al disgelo perde consistenza e diventa più molle. Meglio congelarla senza pinoli, che altrimenti perdono la croccantezza, e aggiungerli freschi al momento di servire.
Accompagna bene un secondo di pesce semplice, alla griglia o al forno, oppure una carne bianca poco condita. La sua sapidità regge anche accanto a un piatto delicato, senza appesantirlo.
Varianti della ricetta
Scarola semplice all’aglio e peperoncino. Elimina acciughe, olive, capperi, uvetta e pinoli. Cuoci la scarola solo con olio, aglio e peperoncino: un contorno più diretto, utile quando in tavola c’è già un piatto sapido o quando serve una versione senza pesce.
Scarola alla napoletana essenziale. Scarola, aglio, acciuga, olive nere, capperi e peperoncino, senza uvetta e pinoli: il risultato è più salino e diretto, meno agrodolce. È la strada giusta se preferisci un contorno che accompagna senza distrarre dal piatto principale.
Con le noci al posto dei pinoli. Sostituisci metà o tutti i pinoli con noci spezzate e tostate: il risultato è più rustico e tannico. Le noci sono un allergene diverso dai pinoli: se servi la ricetta a ospiti, dichiaralo comunque.
Conservazione
Si conserva in frigorifero, in un contenitore basso e coperto, per uno o due giorni: raffreddala bene prima di chiuderla. Per rigenerarla, scaldala in padella coperta per 2-4 minuti, poi scopri per far evaporare l’umidità in eccesso. Si può anche congelare, ma solo senza pinoli: al disgelo la consistenza cambia e diventa più morbida.
Intolleranze & allergie
Il pesce, dalle acciughe, è l’unico allergene certo: per farla senza, salta questo ingrediente e aumenta leggermente sale e capperi. L’uvetta trattata industrialmente può contenere solfiti, controlla l’etichetta se sei sensibile. Nessun altro ingrediente rientra tra gli allergeni dell’Allegato II.
Curiosità
La scarola non è la stessa cosa della cicoria, anche se sembrano parenti strette: sono entrambe della famiglia Cichorium, ma la scarola, Cichorium endivia, è una specie botanica distinta dalla cicoria comune, Cichorium intybus. Le foglie larghe e la forma a cespo la rendono comunque riconoscibile.

