Due pizze napoletane con pomodoro e mozzarella, una con acciughe e una con basilico fresco

Pizza napoletana

  • Preparazione: 0h 30m
  • Cottura: 1h 20m
  • Riposo: 8h 0m
  • Difficoltà: media
  • Costo: basso
  • Porzioni: 4 pezzi
  • Metodo cottura: Forno
  • Cucina: Italiana, Campana

Ingredienti

PER 4 PIZZE DA 25 CM DI DIAMETRO

PER L’IMPASTO

  • Farina 00 630 g
  • Acqua (a temperatura ambiente)375 g
  • Lievito di birra disidratato 1 g
  • Sale 17 g

per la farcitura

  • Passata di pomodoro 280 g
  • Mozzarella di bufala 320 g

per completare

  • Olio extravergine d’oliva 20 g
  • Basilico fresco q.b.

Procedimento

PRIMA DI TUTTO, LA MOZZARELLA

  1. Taglia la mozzarella di bufala a listarelle di circa 3 mm e mettila in un colino sospeso su una ciotola, così l’acqua cade senza tornare sul formaggio. Copri con pellicola e lascia sgocciolare in frigorifero per una notte. La mozzarella tritata nel colino io la lascio lì anche tutta la notte: resta asciutta, e l’acqua che avrebbe bagnato la pizza è già nella ciotola.

L’IMPASTO DELLA PIZZA NAPOLETANA

  1. Metti la farina e il lievito disidratato nella ciotola della planetaria munita di gancio. Sciogli il sale nella dose d’acqua e versala a filo con la macchina in azione. Aspetta che l’impasto si incordi, cioè che si avvolga attorno al gancio staccandosi dalle pareti della ciotola: arrivato lì non serve insistere, perché una lavorazione troppo lunga scalda l’impasto senza migliorarlo.

  2. In questa fase l’impasto deve presentarsi morbido, elastico e appiccicoso al tatto. Appiccicoso è giusto. Trasferiscilo in una ciotola, ungi la superficie con un filo d’olio e lascialo riposare due ore nel forno spento, coperto con pellicola. Se lavori senza macchina, la stessa incordatura a mano è spiegata passo per passo nell’impasto per la pizza.

LO STAGLIO E LA LIEVITAZIONE DEI PANETTI

  1. Ribalta l’impasto sul piano di lavoro spolverizzato di semola e, aiutandoti con un tarocco, dividilo in 4 porzioni da 250 g. Pirla ogni porzione per ottenere altrettanti panetti: questa fase si chiama staglio, e il peso non è casuale, perché 250 g sono la misura che dà un disco da 25 cm.

  2. Trasferisci i panetti in una teglia dai bordi alti, ben distanziati tra loro, e lasciali lievitare altre 6 ore coperti con un canovaccio pulito o con della pellicola appoggiata sopra, per evitare che si secchino in superficie. Se una teglia non basta usane due: l’ideale sono le cassette in plastica per alimenti dei panettieri, che tengono i panetti al riparo senza schiacciarli. A lievitazione riuscita il panetto è più estensibile e meno tenace di quando l’hai formato.

LA STESURA A MANO

  1. Prendi un panetto alla volta, sempre con il tarocco, e appoggialo sul piano leggermente cosparso di semola. Poca. Quella in eccesso resta attaccata sotto e a forno caldo brucia, con un fondo amaro.

  2. Stendi facendo pressione con le dita di entrambe le mani, procedendo dal centro verso i bordi, allargando l’impasto e rivoltandolo varie volte, fino a ottenere un disco da 25 cm di diametro, con uno spessore centrale che non superi gli 0,4 cm e un cornicione esterno spesso non più di 2 cm. Il bordo non si schiaccia mai: l’aria che spingi fuori dal centro è quella che in forno gonfia il cornicione.

IL CONDIMENTO

  1. Distribuisci al centro di ogni pizza 70 g di passata di pomodoro con un mestolino e stendila a spirale, con il dorso del mestolo, fino a coprire tutta la superficie escluso il cornicione. Poi inforna senza aspettare: un disco condito che resta fermo sul piano assorbe umidità e si attacca.

LA COTTURA DELLA PIZZA NAPOLETANA NEL FORNO DI CASA

  1. Preriscalda il forno in modalità statica a 240° e inforna le pizze una alla volta, a metà altezza, per 15 minuti. Quindi aggiungi la mozzarella sgocciolata, 80 g per pizza sopra la salsa di pomodoro, e rimetti in forno altri 5 minuti: entra adesso e non prima, perché in venti minuti pieni lascerebbe tutta la sua acqua sul centro della pizza.

  2. Appena estratta completala con un paio di foglie di basilico fresco e un giro d’olio extravergine a crudo. Il basilico va sopra a fine cottura, non prima: in forno perde profumo e annerisce. Procedi così con tutte le altre pizze e servile man mano che sono pronte, tagliate a spicchi da condividere.

Note & consigli

Se hai una pietra refrattaria o un acciaio da pizza, mettilo in forno dall’inizio del preriscaldamento e cuoci la pizza sopra: il fondo prende calore più in fretta. L’acciaio ne trasferisce più della pietra, quindi il sotto lo controllo prima di allungare la cottura. Senza planetaria l’impasto si fa a mano in una ciotola larga, con la stessa sequenza.