Pizza margherita con pomodoro, mozzarella a bocconcini e basilico fresco, servita a fette

Pizza margherita

Vegetariana
  • Preparazione: 0h 40m
  • Cottura: 0h 7m
  • Riposo: 22h 0m
  • Difficoltà: media
  • Costo: basso
  • Porzioni: 4 porzioni
  • Metodo cottura: Forno
  • Cucina: Italiana, Napoletana

Ingredienti per 4 pizze da 30-32 cm

Per l’impasto (4 pizze da 30-32 cm)

  • Farina 00 (o 00 per pizza, W 260-300)600 g
  • Acqua 375 g
  • Sale 17 g
  • Lievito di birra fresco (oppure 0,35 g di lievito secco, una punta di cucchiaino)1 g

Per il condimento

  • Pomodori pelati (io scelgo i San Marzano)320 g
  • Mozzarella fiordilatte 400 g
  • Olio extravergine d’oliva 25 g
  • Basilico 1 ciuffo
  • Sale q.b.
  • Parmigiano Reggiano grattugiato o pecorino grattugiato (facoltativo)5 g

Procedimento

PER L’IMPASTO

  1. Versa l’acqua in una ciotola capiente e sciogli il lievito mescolando con le dita. È pochissimo, lo so: un grammo di fresco, o una punta di cucchiaino di secco (0,35 g se hai un bilancino di precisione). Fidati. Le ore di riposo lavoreranno al posto suo, e le maturazioni lunghe regalano profumi e consistenze che la velocità non ti può dare: l’ho capito dopo tanti tentativi, e da allora non torno indietro.

  2. Aggiungi circa metà della farina e mescola fino ad avere una pastella grossolana. Unisci il sale, poi incorpora la farina restante poco alla volta. Impasta sul piano per 12-15 minuti, alternando lavorazione e brevi pause: le pause non sono tempo perso, sciolgono la maglia e ti semplificano la vita. L’impasto è pronto quando è liscio, morbido, elastico, e al tatto non scotta: la sua temperatura ideale è intorno ai 23-25 gradi.

  3. Copri e lascia riposare 20-30 minuti. Poi fai una o due pieghe leggere: prendi un lembo, portalo al centro, ruota la ciotola e ripeti. Non serve la mano pesante, l’idratazione al 62,5% ti permette proprio questo, di lavorare con le pieghe e con la pazienza invece che con la forza.

LA MATURAZIONE E I PANETTI

  1. Forma una palla, coprila bene e lasciala un’ora a temperatura ambiente. Poi in frigorifero, coperta, per 18-24 ore: il mio riposo infinito. Il giorno dopo dividi l’impasto in quattro porzioni da 245-250 g e forma panetti ben chiusi, portando la superficie verso il basso con delicatezza.

    Impasto lievitato e gonfio scoperto da un canovaccio a quadri, pronto per la formatura
  2. Sistemali distanziati in un contenitore leggermente unto o infarinato, copri e lasciali tornare a temperatura ambiente per 3-5 ore. D’estate, sopra i 27 gradi, possono bastarne 2-3; d’inverno anche 5-6. Il panetto pronto te lo dice lui: rilassato, gonfio, morbido al tatto, si allunga senza strapparsi. Se è piatto e appiccicoso ha aspettato troppo.

POMODORO E FIORDILATTE

  1. Mentre i panetti si svegliano, prepara il condimento. Schiaccia i pelati a mano, lasciandoli rustici: niente frullatore, niente cottura, niente zucchero. E niente aglio o origano: quelli sono il profumo della marinara, qui comanda il basilico. Sala all’1%, circa 4 g per 400 g di pomodoro.

    Mano che regge un mazzo di basilico fresco accanto a salsa di pomodoro rustica e mozzarella
  2. Taglia il fiordilatte a listarelle di un centimetro e lascialo scolare in un colino, in frigorifero, per 2-4 ore: se è molto umido anche di più. Fiordilatte, tutta la vita: per me sulla margherita non c’è discussione, fonde uniforme e non allaga il centro.

    Mani che tagliano a cubetti il fiordilatte su un tagliere, con salsa di pomodoro sullo sfondo

LA STESURA

  1. Rovescia il primo panetto su un velo di farina o semola rimacinata.

  2. Premi con i polpastrelli dal centro verso l’esterno, spingendo l’aria nel bordo. Piano piano, senza forzare. Lascia 1-2 cm di cornicione intatto, poi solleva il disco e allargalo facendolo ruotare sulle mani fino a 30-32 cm. Il matterello no: caccia via i gas di una notte intera di fermentazione e ti appiattisce il cornicione. Elimina la semola in eccesso battendo il disco sul piano: quella che resta sotto brucia in forno e diventa amara.

CONDIMENTO E COTTURA

  1. Distribuisci 70-80 g di pomodoro col dorso del cucchiaio, bordo libero. Aggiungi il fiordilatte, il grattugiato se ti va, le foglie di basilico e chiudi con l’olio a spirale. Vacci piano col condimento: una margherita troppo carica resta bagnata al centro, e ti sembrerà cruda anche quando non lo è. Nel forno molto caldo il basilico va protetto: infilalo sotto i pezzi di fiordilatte, oppure aggiungi una foglia fresca a fine cottura.

    Salsa di pomodoro spalmata con un mestolo sulla base della pizza, bordo bianco lasciato libero
  2. Il forno deve accumulare calore, non solo raggiungerlo. Con la pietra refrattaria, che è la strada che preferisco e che abbiamo messo alla prova più volte nella nostra cucina: posizionala in alto, massima temperatura per 45-60 minuti, poi inforna e cuoci 4-7 minuti, con un colpo di grill nel finale se il cornicione resta pallido. Non hai la pietra? Il mio trucco collaudato è la leccarda del forno capovolta e preriscaldata rovente: con una stesura molto sottile, 3 minuti e la pizza è fatta. Con una piastra d’acciaio vale lo stesso gioco, con tempi ancora più corti, 3-5 minuti, e un occhio al fondo.

  3. La pizza è pronta quando il cornicione è gonfio e maculato, il fondo asciutto, il fiordilatte fuso a chiazze e non asciugato. Il centro morbido non ti deve spaventare: è la firma della napoletana.

    Una mano adagia una foglia di basilico fresco sulla pizza margherita condita con pomodoro e fiordilatte

Note & consigli

Il segreto della margherita non è aggiungere qualcosa: è togliere il superfluo e governare acqua, fermentazione e calore. Non pesare a occhio sale e lievito, qui i grammi contano davvero. Il formaggio grattugiato è un sussurro, non deve coprire pomodoro e fiordilatte. E se il tuo forno arriva solo a 220 gradi, allunga di un paio di minuti e affidati al grill: meglio un finale aggressivo che una cottura lunga e tiepida, che asciuga tutto.