Pinsa romana appena sfornata con crosta dorata e alveolatura aperta, servita intera e tagliata

Pinsa romana

VeganaVegetariana
  • Preparazione: 0h 30m
  • Cottura: 0h 10m
  • Riposo: 13h 30m
  • Difficoltà: media
  • Costo: molto basso
  • Porzioni: 2 pezzi
  • Metodo cottura: Forno
  • Cucina: Italiana, Laziale

Ingredienti

per 3 pinse da circa 340 g l’una

  • Mix per pinsa io uso quello Ruggeri400 g
  • Acqua fredda di frigorifero300 g
  • Lievito di birra disidratato3 g
  • Sale 8 g
  • Olio extravergine d’oliva 15 g

Procedimento

L’IMPASTO DELLA PINSA ROMANA

  1. Metti il mix per pinsa e il lievito disidratato nella ciotola della planetaria con il gancio. Avvia a velocita’ bassa e versa a filo due terzi dell’acqua, fredda di frigorifero: la macchina scalda mentre lavora, e partire freddi ti evita di arrivare in fondo con una massa tiepida e slegata.

  2. Aspetta che l’acqua sia assorbita e che l’impasto cominci ad attorcigliarsi intorno al gancio. Solo allora aggiungi l’acqua rimasta, poco per volta. Ogni volta aspetta che venga presa prima di andare avanti. Se vedi dell’acqua ferma sul fondo della ciotola, fermati: l’impasto ha bisogno di tempo, non di altra acqua.

  3. Unisci il sale. Poi, a velocita’ media, versa l’olio piano piano. L’impasto e’ pronto quando si e’ raccolto tutto intorno al gancio, la ciotola resta pulita e la superficie diventa liscia e lucida. Ci vogliono una decina di minuti, ma guarda l’impasto, non l’orologio.

  4. Trasferiscilo sul piano di lavoro leggermente unto e dividilo in due parti da circa 360 g l’una. Pirla ogni pezzo, cioe’ fallo rotolare sotto il palmo a coppa finche’ non diventa una palla liscia e tesa.

IL RIPOSO IN FRIGORIFERO

  1. Metti le due palline in due ciotole separate, coperte con il coperchio o con la pellicola. Lasciale mezz’ora a temperatura ambiente, poi spostale in frigorifero per 12 ore.

  2. Quando le tiri fuori devono essere cresciute bene, lisce ed elastiche ma non molli: se le premi con un dito cedono e tornano su. Se invece trovi una massa che si allarga da sola, appiccicosa, con un odore pungente di alcol, ha maturato troppo. Cuocila lo stesso, ma in teglia: in stesura si strapperebbe.

  3. Lasciale ancora coperte a temperatura ambiente per un’ora. Devono perdere del tutto il freddo del frigorifero, ed e’ questo che guardi, non l’orologio: un panetto freddo si strappa invece di allargarsi.

LA STESURA DELLA PINSA

  1. Spolvera il piano di lavoro con un pizzico di mix e ribalta il primo panetto senza schiacciarlo. Allargalo con i polpastrelli, dal centro verso l’esterno, lasciando il bordo un po’ piu’ spesso. Niente mattarello: manderebbe via tutte le bolle che hai aspettato dodici ore.

  2. Dalle la forma classica della pinsa, ovale e allungata, circa 33 centimetri per 20. Vacci piano sui bordi, sono quelli che in forno si gonfiano. Poi fai la stessa cosa con il secondo panetto.

LA COTTURA DELLA PINSA

  1. Intanto scalda il forno statico a 250 gradi con dentro una teglia capovolta o una pietra refrattaria. Falla scaldare almeno quindici minuti: e’ il calore che arriva da sotto a fare il fondo croccante, e una teglia fredda non lo da’.

  2. Ungi la superficie con un filo d’olio e inforna sulla teglia bollente, a meta’ altezza, per 10 minuti. E’ pronta quando il bordo e’ colorito e il fondo, sollevato con una paletta, e’ asciutto e ambrato.

  3. Se la condisci con ingredienti bagnati, mozzarella o pomodoro, cuoci prima la base quasi nuda finche’ i bordi cominciano a colorire, poi tirala fuori, condisci e rimettila dentro finche’ la mozzarella non fila. Prosciutto crudo, rucola e stracciatella vanno sopra alla fine, a forno spento: io la faccio cosi’, come quella di Trastevere.

Note & consigli

Senza planetaria si fa, ma cambia il modo. Tieni da parte una trentina di grammi d’acqua, impasta in ciotola con una mano sola finche’ sta insieme, poi fai tre pieghe a venti minuti di distanza l’una dall’altra: sono quelle a dare forza all’impasto al posto del gancio. Da li’ in avanti tutto uguale.