Fra i sapori di montagna e quelli di mare non riesco mai a decidere. Il gusto rustico dei piatti dei rifugi, dopo una passeggiata nell’aria frizzante delle Alpi o degli Appennini, per me è goloso quanto il profumo iodato dei molluschi, che d’estate, davanti al mare, non mi faccio mai mancare.
Così li mescolo anche nei miei piatti, ed è nato questo primo, che ai miei ospiti è piaciuto moltissimo. I rigatoni li ho scelti perché giocano a nascondino con il condimento. Non è la pasta patate e cozze cotta tutta in una pentola, con le patate a dadini: qui le patate diventano una crema liscia che fa da letto alla pasta. È una pasta patate e cozze mare e monti, dove la crema lega, le cozze portano il sale e il guanciale il croccante.
Ingredienti
per 4 persone
- Rigatoni n.24 De Cecco320 g
- Guanciale 200 g
Per le cozze
- Cozze 2 kg
- Olio extravergine d’oliva 60 g
- Peperoncino 1
- Aglio 1 spicchio
- Vino bianco 140 g
- Prezzemolo 1 ciuffo
Per la crema di patate
- Patate pulite500 g
- Acqua delle cozze 300 g
- Timo 2 rametti
- olio extravergine di oliva 2 cucchiai
- sale e pepe q.b.
Per guarnire
- Cozze dischiuse8
- Prezzemolo 1 ciuffo
Allergeni
Procedimento
Le cozze
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Comincia dalle cozze. Scarta subito quelle con il guscio rotto o con un odore che non sia di mare pulito. Elimina il bisso, cioè la barbetta che spunta fra le due valve, tirandolo verso la cerniera del guscio. Poi lavale molto bene, grattando i gusci con una paglietta nuova e con il dorso di un coltellino, che stacca i sedimenti calcarei. Sciacquale sotto l’acqua corrente e non lasciarle a bagno: in ammollo perdono sapore.
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Scalda una pentola capiente e mettici le cozze con l’olio, l’aglio, il peperoncino e il prezzemolo. Versa il vino bianco, alza la fiamma e chiudi con il coperchio. Ogni tanto scuoti la pentola tenendo fermo il coperchio, e controlla: in pochi minuti le valve si aprono. Spegni appena sono aperte tutte, perché se continuano a cuocere la polpa si stringe e diventa gommosa. Quelle rimaste chiuse non forzarle, vanno scartate.
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Separa il liquido dalle cozze filtrandolo con un colino a maglie strettissime, che trattiene sabbia e pezzetti di guscio; se sul fondo vedi ancora qualche granello, ripassalo attraverso una garza o un foglio di carta da cucina. Assaggialo, perché è lui a salare il piatto e a volte è già molto sapido. Sguscia i molluschi, tenendone da parte 8 interi per decorare, e rimetti la polpa nel liquido: così resta succosa e non si asciuga mentre lessi le patate. Tieni tutto da parte.
Le patate
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Per la crema io scelgo patate bianche farinose, quelle che cuocendo si sfaldano e frullate diventano morbide. Lavale, pelale e tagliale a cubetti, poi lessale in acqua salata finché la punta di un coltello le attraversa senza resistenza. Intanto scola la polpa delle cozze dal liquido con una schiumarola e tienila da parte in una ciotolina coperta, con un cucchiaio del suo liquido. Così il liquido che usi per la crema e per la pasta resta senza molluschi, e le cozze entrano solo alla fine. Scola le patate e mettile in un bricco alto con le foglioline di timo staccate dai rametti e i due cucchiai d’olio. Unisci 300 g di liquido delle cozze, che dà sapore e sapidità, e frulla fino a ottenere una crema fluida, liscia e omogenea: dal cucchiaio deve scendere lenta, senza grumi. Assaggiala prima di aggiungere sale, perché fra l’acqua delle patate e quella delle cozze spesso non ne serve altro. Completa con il pepe e tieni la crema di patate al caldo.
Il guanciale
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Taglia il guanciale a fette di circa 1 cm e poi a bastoncini della stessa misura. Fallo rosolare a fiamma media in una padellina antiaderente, senza aggiungere olio: il grasso si scioglie piano e i bastoncini cuociono nel loro. Sono pronti quando hanno lasciato quasi tutto il grasso e sono dorati e croccanti. Scolali dal grasso e tienili da parte.
Lessa la pasta
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Nel frattempo porta a bollore una pentola d’acqua e salala con mano leggera, visto che il condimento sarà già sapido. Cuoci i rigatoni per metà del tempo indicato sulla confezione, poi trasferiscili in una saltiera con l’acqua delle cozze avanzata. Io parto da metà cottura apposta, perché qui finiscono di cuocere bevendo il liquido delle cozze: il punto giusto, per me, è quando hanno preso una patina cremosa e al morso sono ancora al dente. Se l’acqua delle cozze non basta, aiutati con qualche mestolino di acqua di cottura della pasta.
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Quando la pasta è pronta, abbassa la fiamma al minimo, unisci parte della crema di patate e mantecala mescolando con energia, finché si lega al fondo e avvolge i rigatoni. Aggiungi il guanciale, la polpa delle cozze e un po’ del prezzemolo per guarnire, tritato finemente. Le cozze devono solo scaldarsi: un altro bollore le indurirebbe.
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Impiatta mettendo un po’ di crema di patate sul fondo di ogni piatto, adagiaci sopra la pasta e decora con un paio di cozze intere e un ciuffetto del prezzemolo rimasto. Servila subito, ben calda: crema e pasta, ferme nel piatto, continuano ad addensarsi.
Note & consigli
Frullata, la crema di patate viene liscissima e appena viscosa, ed è così che la adoro con questo piatto. Se la vuoi più rustica e meno legata, schiaccia le patate con una forchetta e incorpora il liquido delle cozze poco alla volta.
Per il guanciale guardo la fetta: voglio che ci sia parecchia carne, non solo grasso.
Domande frequenti
No, ed è una scelta. Una ricetta originale unica non c’è: la versione più diffusa cuoce pasta e patate a dadini insieme, nel liquido filtrato delle cozze, fino a un piatto denso da mangiare col cucchiaio. Nella mia le patate diventano una crema a parte, la pasta resta al dente e il guanciale aggiunge il croccante.
Un formato che trattenga la crema: paccheri e mezze maniche vanno bene, con la prima cottura regolata sul loro tempo. Pasta mista e tubetti portano il piatto verso la versione da cucchiaio.
Dipende dalla versione. In tante ricette entrano pomodorini o un cucchiaio di concentrato, per dare un po’ di acidità e colore, altre restano bianche. Questa la tengo bianca: fra la crema di patate, il sale delle cozze e il guanciale, il pomodoro non mi serve.
Il colpevole di solito è il liquido delle cozze, che contiene un po’ di acqua di mare e cambia sapidità da un sacchetto all’altro: sommato all’acqua salata di patate e pasta, il conto sale. Assaggialo appena filtrato e, se è molto sapido, allungalo con acqua calda. Sul piatto già pronto rimedi solo in parte, con un goccio d’acqua calda e un filo d’olio.
Allungala con un po’ di liquido delle cozze caldo, oppure con acqua calda se è già saporita, e ridai qualche secondo di frullatore. È giusta quando scende dal cucchiaio lenta.
Varianti della ricetta
Pasta con crema di patate e cozze, senza guanciale. Salta il passaggio del guanciale e, al momento di mantecare, completa con un filo d’olio extravergine crudo. Il piatto diventa più delicato e tutto di mare: resta la crema morbida, manca il contrasto croccante.
Conservazione
Questa pasta va mangiata appena fatta: ferma, la crema si addensa e le cozze diventano gommose. Se ne avanza, mettila in frigorifero il prima possibile in un contenitore chiuso e consumala entro il giorno dopo, scaldandola una volta sola con un goccio d’acqua calda. Congelarla non te lo consiglio.
Intolleranze & allergie
Per il glutine usa rigatoni certificati senza glutine e aggiungi il liquido più gradualmente, perché la densità può cambiare. Se devi evitare i solfiti, apri le cozze senza vino. Chi è allergico ai molluschi o al pesce non può farla: le cozze sono il piatto.
Curiosità
Le patate addensano grazie all’amido: scaldandosi nell’acqua, i suoi granuli si gonfiano e perdono la loro struttura, e la crema prende corpo. Si chiama gelatinizzazione e non va allo stesso modo in tutte le varietà: le patate farinose addensano molto, quelle sode tengono la forma ma legano meno.
Primi piatti golosi!
Un piatto di pasta mette sempre tutti d’accordo attorno alla tavola, e crea una convivialità davvero piacevole! A dire il vero io amo proporre ai miei amici dei pasta party! Una sorta di giro pasta casalingo in cui porto in tavola più primi, in modo che tutti possano scegliere il loro preferito! Ti lascio alcune delle mie ricette più collaudate: quale sceglieresti per prima?

