La focaccia parigina, o pizza parigina, è uno degli street food più golosi di Napoli, quella che nei vicoli si compra a tranci. Sotto c’è un impasto da pizza, sopra una sfoglia dorata che si sbriciola a ogni morso, e in mezzo pomodoro, caciocavallo e prosciutto cotto. Detta così sembra una pizza con il coperchio, e in fondo lo è.
Ma con tutto quel ripieno, la base sotto cuoce davvero? Cuoce, se il ripieno entra in teglia asciutto. Più del forno, a decidere com’è il fondo è il pomodoro. E per me va mangiata calda, appena tagliata, quando il formaggio dentro è ancora morbido.
La parigina napoletana con pasta sfoglia si prepara in casa con un impasto da pizza lievitato, una teglia 30×40 e un rotolo di sfoglia rettangolare già pronta.
Ingredienti
per una teglia da cm 27 x cm 40
Per l’impasto
- Farina 0 500 g
- Acqua 300 g
- Lievito di birra secco 3.5 g
- olio extravergine di oliva 25 g
- Sale 10 g
- Pasta sfoglia rettangolare 230 g
Per il ripieno
- Pomodori pelati 800 g
- Caciocavallo 250 g
- Prosciutto cotto a fette200 g
- olio extravergine di oliva 1 cucchiaio
- Sale q.b.
Per spennellare
- uova 1
Allergeni
Procedimento
L’IMPASTO DELLA PARIGINA
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Metti nella ciotola della planetaria, con il gancio montato, la farina e il lievito di birra disidratato. Se usi quello fresco te ne servono 12 g, e va sbriciolato direttamente nella farina, mai sciolto nell’acqua. In una caraffa versa l’acqua, aggiungi il sale e mescola con un cucchiaio finché non si è sciolto, poi unisci anche l’olio. Aziona la planetaria e versa i liquidi della caraffa a filo, poco alla volta, aspettando che la farina abbia assorbito prima di aggiungerne altro.

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Lascia lavorare finché l’impasto si incorda, cioè si attorciglia intorno al gancio e si stacca dalle pareti della ciotola, che restano pulite. Per controllarlo tira un lembo con le dita, deve allungarsi prima di strapparsi. Se dopo diversi minuti resta molle e appiccicoso non aggiungere farina: lascialo riposare dieci minuti e riprendi, spesso basta questo. Quando è pronto, rovescialo sul piano di lavoro e pirlalo, cioè dagli la forma di una palla tirando la superficie verso il basso con le mani finché è tesa e liscia. Mettilo in una ciotola leggermente unta d’olio sul fondo, copri con pellicola o con un coperchio e lascialo lievitare nel forno spento per 2 ore, o finché il volume iniziale sarà almeno raddoppiato. Quando è gonfio e morbido, con qualche bollicina sotto la superficie, è pronto per la teglia.

PER IL RIPIENO
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Nel frattempo scola i pomodori pelati in un colino a maglie strette e lasciali lì finché smettono di gocciolare. In quell’acqua c’è il rischio più grosso della ricetta, perché se arriva in teglia bagna il fondo. Io per la pizza uso i pelati San Marzano. Schiacciali in una ciotola con i rebbi di una forchetta, fino a una polpa grossolana e densa, che sul cucchiaio non lascia un velo d’acqua. Condiscili con l’olio e un pizzico di sale, tenendo conto che caciocavallo e prosciutto sono già saporiti. Taglia poi il caciocavallo a fettine sottili, di circa 2 mm di spessore.

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Quando l’impasto è lievitato, ungi bene una teglia da 30×40 cm oppure foderala con carta da forno. Trasferisci l’impasto e allargalo con i polpastrelli, dal centro verso gli angoli, senza schiacciarlo con forza. Se si ritira e non vuole arrivare ai bordi, lascialo riposare dieci minuti e riprendi, si rilassa e si stende quasi da solo. Deve coprire tutta la teglia in uno strato regolare. Distribuisci il pomodoro su tutta la superficie lasciando libero un bordo di 1 cm tutto intorno, perché è lì che la sfoglia dovrà attaccarsi e dove c’è salsa non sigilla. Sopra il pomodoro sistema le fette di caciocavallo, poi quelle di prosciutto cotto, senza ammucchiarle al centro.

SFOGLIA E COTTURA DELLA PIZZA PARIGINA
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Tira fuori la pasta sfoglia dal frigorifero solo adesso, perché fredda si maneggia meglio e in forno si sfoglia di più. Srotolala, portala alle stesse dimensioni della focaccia e adagiala sulle fette di prosciutto, coprendo tutto. Premi bene la sfoglia sul bordo di impasto rimasto libero, così la sigilli, poi pizzica i bordi tutto intorno con i rebbi di una forchetta. Rompi l’uovo in una ciotolina, sbattilo con la forchetta e spennellalo su tutta la sfoglia. Ne basta uno, perché di uova sulla sfoglia ne serve davvero poco, giusto un velo leggero. Se ristagna negli angoli li incolla, e lì la sfoglia si gonfia meno.

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Bucherella la superficie con i rebbi della forchetta, così il vapore del ripieno trova una via d’uscita e la sfoglia non si solleva a bolle. Cuoci la parigina in forno statico preriscaldato a 200 °C per circa 20-25 minuti. Io la inforno sul ripiano più basso, perché sotto pomodoro e caciocavallo la base cuoce solo se il calore le arriva da sotto. È pronta quando la sfoglia è dorata in modo uniforme e asciutta al tatto, e sollevando un angolo con una paletta il fondo si vede colorito, non pallido. Sfornala e lasciala raffreddare sulla gratella per qualche minuto, poi tagliala a quadrati e servila ben calda.

Note & consigli
Se trovi solo la sfoglia rotonda, rifilala e usa i ritagli per coprire gli angoli, sovrapponendoli di poco e premendo bene, perché ogni giuntura è un punto da cui il ripieno può uscire.
Una pietra refrattaria, se ce l’hai, aiuta parecchio. Mettila nel forno mentre si scalda e posa la teglia direttamente sopra: io la uso volentieri per le pizze in teglia, e il fondo prende subito calore.
Domande frequenti
Quasi sempre è l’acqua del ripieno: pelati scolati in fretta o fette di caciocavallo troppo spesse bagnano l’impasto, che sotto la sfoglia non riesce ad asciugarsi. Conta anche il ripiano, perché in alto il fondo prende poco calore. Se te ne accorgi a fine cottura, rimetti la teglia in basso per qualche minuto e, se la sfoglia scurisce troppo, coprila con un foglio di alluminio.
In questa ricetta c’è il caciocavallo, tagliato sottile. Sceglilo giovane, perché uno molto stagionato fonde poco e rilascia più grasso. Anche una provola asciutta funziona bene. La mozzarella appena tolta dal suo liquido invece porta troppa acqua e rischia di bagnare il fondo.
Puoi. Con 300 g d’acqua su 500 g di farina l’impasto si lavora bene anche sul piano, ci vuole solo più tempo. Il traguardo è lo stesso, una pasta liscia ed elastica che, tirata, si allunga prima di strapparsi.
Di solito sul bordo era finito del pomodoro, e su una superficie bagnata la sfoglia non si attacca. Per questo il centimetro tutto intorno va lasciato pulito e i bordi vanno premuti bene prima di passare la forchetta. Anche il ripieno ammucchiato al centro, in cottura, spinge verso l’esterno.
Succede quando arriva in teglia già calda e molle, quando l’uovo è troppo o quando il vapore non trova uscita. Usala fredda di frigorifero, spennella leggero e non saltare i buchi con la forchetta.
Senza sfoglia non è più una parigina, perché è proprio quel coperchio friabile sopra la base morbida a distinguerla. Chiusa con lo stesso impasto della pizza diventa un’altra cosa, più vicina a una pizza ripiena.
Varianti della ricetta
Parigina bianca. Togli il pomodoro e tieni tutto il resto, caciocavallo e prosciutto sotto la sfoglia. Il gusto è più morbido e il fondo resta più asciutto, quindi è anche la versione più semplice da cuocere bene.
Parigina vegetariana. Al posto del prosciutto cotto metti verdure già cotte e ben asciutte, come peperoni o melanzane arrostiti. Se usi verdure sott’olio, scolale e tamponale bene. Il sapore diventa più dolce, e un formaggio saporito aiuta a bilanciarlo.
Conservazione
Se avanza, aspetta che sia fredda, chiudila in un contenitore ermetico e tienila in frigorifero, da mangiare il giorno dopo. Il giorno dopo io la ripasso in forno a 170-180 °C finché il centro torna caldo, e la sfoglia si riasciuga, cosa che nel microonde non succede. Congelarla lo sconsiglio, perché la sfoglia scongelata perde la sua friabilità.
Intolleranze & allergie
Al posto dell’uovo puoi spennellare la sfoglia con un velo di latte: dora meno e resta più opaca. Glutine e latte invece non si tolgono con una sostituzione, perché sono nella base, nella sfoglia e nel caciocavallo, e questa versione non è adatta a chi deve evitarli.
Pizza lovers!
Alzi la mano chi non ama la pizza in almeno una delle sue varianti! Io credo di non conoscere nessuno che possa resistere sia a quella al forno, che a quella fritta, che alle focacce….
Ti lascio qui un po’ delle ricette che ho provato a fare, fammi sapere quale preferisci!

