Pane di zucca a forma di zucca legato con spago, con una fetta dal cuore giallo intenso in primo piano

Pane di zucca

Vegetariana
  • Preparazione: 0h 20m
  • Cottura: 1h 10m
  • Riposo: 3h 30m
  • Difficoltà: media
  • Costo: basso
  • Porzioni: 10 porzioni
  • Metodo cottura: Forno
  • Cucina: Italiana

Ingredienti

  • Farina 00 400 g
  • Farina manitoba 200 g
  • Zucca delica polpa già cotta300 g
  • Lievito di birra disidratato3.5 g
  • Miele 20 g
  • Acqua 130 g
  • Sale 8 g
  • Olio extravergine d’oliva 30 g
  • Latte intero per spennellare q.b.

Procedimento

Per la zucca

  1. Per cominciare taglia la zucca a spicchi senza togliere la buccia, appoggiali su un foglio di carta forno e avvolgili nell’alluminio, sigillando bene i bordi a cartoccio: così la polpa cuoce nel suo vapore senza asciugarsi. Io uso la Delica o la mantovana, tutte e due asciutte in cottura: la mantovana è più dolce e ha la polpa più spessa. Se scegli un’altra varietà, controlla che non sia acquosa né fibrosa, perché l’acqua in più finisce dritta nell’impasto.

  2. Cuoci il cartoccio in forno statico preriscaldato a 180° per 30-40 minuti: la zucca è pronta quando una forchetta entra senza incontrare resistenza. Falla intiepidire, poi stacca la polpa dalla buccia con un cucchiaio e frullala con un frullatore a immersione fino a una purea liscia. Guardala bene. Una purea densa, che non rilascia liquido, è il segnale giusto; se ti sembra molto umida, lasciala sgocciolare cinque minuti in un colino a maglia fitta. Te ne servono 300 g, pesati da cotta.

Per l’impasto

  1. Versa nella ciotola della planetaria munita di gancio le due farine e il lievito di birra disidratato, che si mescola direttamente alla farina senza scioglierlo. Avvia la macchina e unisci la purea di zucca, il miele, l’acqua e l’olio, tenendo da parte una ventina di grammi d’acqua: l’umidità della zucca cambia da esemplare a esemplare, e aggiungerne un goccio dopo è più facile che correggere un impasto molle. Lascia lavorare fino all’incordatura, cioè finché l’impasto si attorciglia al gancio e si stacca pulito dalle pareti. Solo allora aggiungi il sale: nell’acqua non lo sciolgo mai, entra a impasto già avviato. Impasta ancora un paio di minuti, fino a un composto liscio ed elastico.

  2. Trasferisci l’impasto sul piano della cucina leggermente oliato e continua a lavorarlo con le mani. Sarà morbido, appena tenace. Forma una palla, sistemala in una ciotola capiente spennellata d’olio, copri con pellicola trasparente e lascia lievitare nel forno spento con la luce accesa per circa 2 ore e mezza: dovrà raddoppiare di volume e arrivare al bordo della ciotola. Fidati del volume più che dell’orologio: sotto i 20 gradi in cucina mettine in conto anche mezz’ora in più.

  3. Riprendi l’impasto lievitato, lavoralo di nuovo sul piano per sgonfiarlo e riforma la palla. Passa uno spago per uso alimentare in una ciotolina d’olio, sgocciolalo e lega la palla incrociando i giri sotto e sopra, in modo da disegnare otto spicchi, poi ferma lo spago sulla sommità con un fiocco. Vacci piano con la tensione: lo spago deve appoggiarsi, non incidere, perché in cottura l’impasto crescerà ancora e una legatura stretta lo strozzerebbe. Lascia lievitare un’altra ora nel forno spento, su una teglia foderata con carta forno.

Cottura

  1. Al termine della seconda lievitazione spennella la superficie con il latte e cuoci in forno statico preriscaldato a 170° per circa 40 minuti. La superficie tende a scurire presto, colpa degli zuccheri della polpa: se dopo i primi 20 minuti ti sembra già troppo colorita, appoggiaci sopra un foglio di alluminio e prosegui la cottura. Il pane è pronto quando la crosta è dorata e il fondo, se lo bussi, suona vuoto. Sfornalo e lascialo raffreddare su una gratella, mai dentro la teglia, dove il vapore ristagna e ammorbidisce il fondo.

Note & consigli

Se non hai la planetaria puoi impastare a mano su un piano appena unto: metti in conto una decina di minuti in più, e fermati quando l’impasto smette di appiccicarsi alle dita. Quando accendo il forno per la zucca ne cuocio sempre più del necessario: la purea che avanza la tengo coperta in frigorifero per due giorni e la faccio finire in una vellutata o negli gnocchi.