Gnocco fritto dorato al centro di un vassoio con salumi, mozzarelle, olive e pomodorini

Gnocco fritto con ghirlanda di salumi

  • Preparazione: 0h 20m
  • Cottura: 0h 25m
  • Riposo: 3h 0m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: basso
  • Porzioni: 4 persone
  • Metodo cottura: Frittura
  • Cucina: Italiana, Lombarda, Emiliana, Romagnola

Ingredienti

per l’impasto

  • Farina 00 350 g
  • Lievito di birra disidratato 5 g
  • Miele 10 g
  • Strutto 50 g
  • Sale 10 g
  • Acqua 170 g

per friggere

  • Olio di arachidi 1 l

Per accompagnare

  • Salumi misti q.b.
  • Olive verdi e nere q.b.
  • Mozzarelline q.b.
  • Pomodorini ciliegino q.b.

Procedimento

L’IMPASTO DEL GNOCCO FRITTO

  1. Nella tazza della planetaria munita di gancio metti la farina e il lievito di birra disidratato. Il secco lo verso a secco sulla farina, mai in acqua: io in casa tengo solo quello, perché il fresco dura pochi giorni e qui ne servono 5 g in tutto. Se hai soltanto il fresco, ne bastano 12 g sbriciolati nella farina. Aziona la macchina e versa a filo l’acqua in cui avrai disciolto il sale, poi unisci il miele.

  2. Impasta fino a vedere il composto incordarsi, ovvero attorcigliarsi al gancio staccandosi dalle pareti della ciotola. Solo a quel punto aggiungi lo strutto, poco alla volta, aspettando che il pezzetto appena inserito sia stato assorbito prima di metterne un altro. Ci vuole pazienza. Se lo butti dentro tutto insieme l’impasto scivola sul gancio e smette di tirare, e lo strutto qui non è un dettaglio: è quello che dà al gnocco fritto la morbidezza che ti aspetti sotto i denti.

  3. Quando avrai ottenuto un impasto liscio ed elastico, trasferiscilo sul piano di lavoro leggermente unto e lavoralo per ottenere una palla liscia. Mettila in una ciotola, copri con pellicola trasparente e lascia lievitare nel forno spento per almeno 3 ore. Non ti serve una massa gonfia come quella di una focaccia: qui basta che il glutine si sia rilassato e che la pasta si stenda senza tirare indietro.

  4. Trascorso il tempo di lievitazione, stendi l’impasto con il mattarello su un piano infarinato, fino a ottenere un rettangolo di circa 2 mm di spessore. Usa poca farina e cerca lo stesso spessore in tutto il rettangolo, perché è la sfoglia regolare a gonfiarsi in modo regolare. Con una rotella taglia pasta a lama liscia ricava dei rombi di 8-10 cm di lato. I ritagli si rimpastano, ma diventano più tenaci: tienili da parte e friggili per ultimi. Copri con un telo i rombi in attesa, altrimenti i bordi si asciugano e restano bassi.

LA FRITTURA DEL GNOCCO FRITTO

  1. Scalda l’olio fino alla temperatura di 175 gradi, tenendo monitorata la situazione con un termometro a immersione. La temperatura fa la differenza: sotto i 165 gradi il pezzo resta a bagno e si impregna, sopra i 185 scurisce prima di avere il tempo di gonfiarsi. Se vuoi il ragionamento completo sul grasso e su come recuperare i gradi persi, l’ho spiegato nel tutorial sul fritto perfetto.

  2. Immergi nell’olio tre o quattro gnocchi al massimo per volta e friggili fino a notare una doratura uniforme da entrambi i lati: ci vorranno un paio di minuti al massimo. Pochi pezzi per volta, sempre. Ogni rombo che entra raffredda l’olio, e un olio che scende di dieci gradi ti restituisce un fritto unto invece che asciutto. Girali quando li vedi gonfi e appena biondi. Il gonfiore non dipende solo dal lievito: dentro la sfoglia l’acqua diventa vapore e spinge le due superfici a staccarsi, ed è per questo che una sfoglia bucata resta piatta. Quando saranno gonfi e ben dorati scolali su un foglio di carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.

  3. Servili accompagnandoli con formaggi, salumi misti e spiedini composti da olive, mozzarelline e pomodorini. Non coprirli e non ammucchiarli nel cestino: il vapore che resta sotto li ammorbidisce in pochi minuti. Porta in tavola a ondate, mentre friggi i rombi che restano, e tieni la ghirlanda di salumi su un piatto a parte finché il gnocco non arriva caldo.

Note & consigli

Per una ghirlanda da antipasto conta 70-90 g di salume a testa, poi regola in base a cosa arriva dopo. Il vassoio io lo compongo poco prima di servire e lo tengo in frigo fino all’ultimo, coperto: i salumi affettati sono deperibili e a temperatura ambiente si asciugano e perdono profumo.