Gin tonic con ghiaccio abbondante, fetta di limone e bacche di ginepro

Gin Tonic

  • Preparazione: 0h 10m
  • Cottura: 0h 0m
  • Riposo: 0h 0m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: medio
  • Porzioni: 1 porzioni
  • Metodo cottura: Senza cottura

Ingredienti

  • Gin meglio un London Dry secco45 ml
  • Acqua tonica ben fredda, aperta al momento100 ml
  • Ghiaccio cubetti grandi e compatti q.b.

PER LA GUARNIZIONE

  • Lime una fetta oppure una scorza q.b.
  • Bacche di ginepro 3 o 4 q.b.

Procedimento

IL BICCHIERE E IL GHIACCIO PER IL GIN TONIC

  1. Per preparare il gin tonic comincia dal bicchiere, non dalla bottiglia. Riempilo di ghiaccio fino sopra il bordo e fallo roteare per qualche istante tenendolo per il fondo, così i cubetti strofinano tutta la parete. Dieci secondi bastano. Quando il vetro si appanna e diventa freddo al tatto, è pronto: quel velo opaco è il segnale che stai cercando.

  2. Butta via l’acqua che si è formata sul fondo, trattenendo i cubetti con il dorso di un cucchiaio, perché quell’acqua è già diluizione e non serve a niente. Se il ghiaccio si è abbassato, aggiungi ancora 1 o 2 cubetti. Su questo vacci pesante: un bicchiere pieno si scalda piano, tre cubetti che galleggiano si sciolgono in un attimo e ti ritrovi con un drink annacquato prima ancora di averlo assaggiato.

LE DOSI DEL GIN TONIC E IL GARNISH

  1. Versa 45 ml di gin, misurati con il jigger. Senza misurino, sono più o meno un bicchierino da liquore colmo, ma almeno le prime volte controlla davvero: in un bicchiere grande l’occhio sbaglia sempre per eccesso, e da 45 si arriva a 60 senza accorgersene.

  2. Aggiungi 100 ml di acqua tonica ben fredda e appena aperta. Versala piano, inclinando il bicchiere e facendola scivolare lungo la parete oppure sul dorso del bar spoon, il cucchiaio dal manico lungo. Guarda le bollicine: devono restare fini e continuare a salire per un bel po’. Se la schiuma monta e si spegne subito, stai versando troppo di getto e il gas se ne sta andando nell’aria invece che nel bicchiere.

  3. Mescola pochissimo. Io faccio un solo giro dal basso verso l’alto, giusto per portare il distillato in mezzo alla bibita, e mi fermo lì: ogni giro in più porta via anidride carbonica, e un gin tonic sgasato non si rimette in piedi con niente.

  4. Aromatizza con 3 o 4 bacche di ginepro e una fetta di lime. Se preferisci la scorza, spremila leggermente sopra il bicchiere con la parte colorata verso il basso, così cadono gli oli e non il succo. Il succo vero lo evito: se spremi lo spicchio, l’acidità entra nel drink e sposta tutto l’equilibrio, e qui il lime è una guarnizione, non un ingrediente.

  5. Servi subito, con il bicchiere ancora appannato. Il gin tonic non aspetta nessuno: dopo dieci minuti sul tavolo è un’altra cosa, più tiepida e più diluita, e non è colpa del gin.

Note & consigli

Il bar spoon non è indispensabile: va bene il manico lungo di un cucchiaio da tavola, purché sia pulito e non profumi di detersivo. Sul ghiaccio invece non transigo: cubetti grandi e compatti, tenuti in un sacchetto chiuso, perché quello sfuso prende gli odori del congelatore e li porta dritti nel bicchiere. Io lo rifaccio sempre quando so che avrò ospiti.