Falafel dorati e croccanti impilati a piramide, con uno spezzato che mostra l'interno verde

Falafel

  • Preparazione: 0h 10m
  • Cottura: 0h 20m
  • Riposo: 12h 0m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: basso
  • Porzioni: 20 pezzi
  • Metodo cottura: Frittura
  • Cucina: Araba

Ingredienti per 20 falafel

per i falafel

  • Ceci secchi 250 g
  • Brodo vegetale (o acqua)80 g
  • Bicarbonato 1 pizzico
  • Cipolla rossa 130 g
  • Aglio 1 spicchio
  • Semi di cumino 1 g
  • Prezzemolo 20 g
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

per friggere

  • Olio di arachidi 1 l

Procedimento

L’impasto dei falafel di ceci

  1. I falafel cominciano la sera prima e questo passaggio non si accorcia. Metti i ceci secchi in una ciotola capiente, coprili con acqua fredda abbondante perché triplicano di volume, e aggiungi il bicarbonato: ammorbidisce la buccia, non serve a far lievitare niente. Lascia la ciotola in frigorifero tutta la notte, quindi almeno 12 ore. I precotti di buona marca mi salvano quando ho fretta, ma qui no: arrivano già cotti e imbevuti del loro liquido di conservazione, e in frittura si aprono.

  2. Trascorso il tempo, scola i ceci e sciacquali più volte, finché l’acqua che esce è limpida. Poi asciugali bene in un canovaccio: l’acqua rimasta in superficie è quella che in padella ti gioca contro. Trasferiscili in un food processor o in un mixer dotato di lame. Monda la cipolla rossa e tagliala in quattro, lava e asciuga il prezzemolo, aggiungi entrambi nel bicchiere.

  3. Trita l’aglio dopo aver rimosso l’anima, che è la parte più intensa, e uniscilo al resto assieme ai semi di cumino tritati, al sale e al pepe macinato al momento.

  4. Aziona il mixer e aggiungi il brodo tiepido a filo. Lavora a scatti brevi, non in continuo: devi ottenere un composto morbido e molto umido, simile a un pesto corposo, in cui il granello di cece si sente ancora sotto il cucchiaio. Se lo riduci a crema liscia perdi la parte tenera dell’interno. Sulla consistenza regolati a occhio: troppo liquida dà problemi in frittura, troppo asciutta non tiene insieme i ceci. Dipende anche dall’ammollo, perché più i ceci restano in acqua più risultano imbevuti. Trasferisci tutto in una ciotola.

La frittura dei falafel

  1. Scalda l’olio in una casseruola dai bordi alti e portalo a una temperatura massima di 175°. L’olio di arachidi è quello che uso qui: a 175° sta in temperatura senza fumare e lascia il gusto del cece pulito. Il termometro è l’unico strumento che ti dà lo stesso risultato ogni volta; se non ce l’hai, immergi il manico di un cucchiaio di legno e guarda le bollicine, che devono essere fitte e continue. Nel mio tutorial su come ottenere il fritto perfetto ti spiego perché non conviene salire più su.

  2. Raggiunta la temperatura, usa un porzionatore da gelato, quelli a semisfera: immergilo nell’olio e preleva circa 30 g di impasto, poi rilascia il falafel direttamente nell’olio. Se non hai lo strumento indicato puoi usare due cucchiai, immergendo entrambi nell’olio prima di formare ogni porzione. Continua così con tutto l’impasto e friggi pochi pezzi per volta, per circa 1 minuto, fino a notare la superficie ambrata. Tra un giro e l’altro aspetta che l’olio torni in temperatura: quando crolla, i falafel si impregnano e si sfaldano. Mano a mano che sono pronti scolali su un foglio di carta assorbente. Pronti!

Note & consigli

I falafel si mangiano caldi, e il posto giusto è dentro una pita morbida, con tahina, pomodoro e cetriolo a fette, cavolo croccante e qualche sottaceto. Come antipasto li porto in tavola su un vassoio, con l’hummus al centro e le verdure intorno: spariscono prima di tutto il resto. La tahina la tengo a parte, in una ciotolina, perché versata sopra ammorbidisce la crosta.