Le cozze ripiene pugliesi si aprono da crude, si farciscono e si chiudono con il filo. Il dubbio arriva subito: il ripieno resta dentro o finisce tutto nel sugo? Resta dentro. Basta che la mollica non sia inzuppata e che il filo faccia due giri stretti. È una ricetta della cucina pugliese molto diversa dalle cozze gratinate, che vanno in forno sulla mezza valva, e dalle cozze alla tarantina, che restano intere nel pomodoro senza farcia. A me piacciono più delle braciolette al sugo: stesso sugo rosso, ma con il mare dentro. Qui sotto trovi anche quanti minuti tenerle nel sugo e come capire che il ripieno è cotto senza aprirle tutte.
Ingredienti per 4 persone
PER IL SUGO
- Polpa di pomodoro 1.2 kg
- Aglio 1 spicchio
- Olio extravergine d’oliva q.b.
PER LE COZZE
- Cozze 1.2 kg
PER IL RIPIENO
- Mollica di pane di pagnotta rafferma260 g
- Acqua rilasciata dalle cozze filtrata q.b.
- Latte intero q.b.
- Prezzemolo ciuffo, foglie e gambi1
- Aglio 1 spicchio
- Uova medie 2
- Pecorino romano grattugiato 200 g
- Pepe q.b.
PER COMPLETARE
- Prezzemolo tritato q.b.
Allergeni
Procedimento
IL SUGO PER LE COZZE RIPIENE
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Parti dal sugo, che deve avere il tempo di restringersi. In un tegame largo, uno da 28-30 centimetri con il coperchio, scalda l’olio extravergine con lo spicchio d’aglio tritato fine. I gambi del prezzemolo li metto lì dentro, con l’aglio: profumano il fondo e non costano niente. Appena l’aglio prende colore versa la polpa di pomodoro, porta a bollore, poi abbassa la fiamma e lascia sobbollire coperto per una decina di minuti. Niente sale, per ora. Le cozze e il pecorino ne portano già tanto, e il sugo si assaggia alla fine. Deve perdere il gusto di crudo e tirarsi un po’: in cottura le cozze rilasceranno altra acqua.
PULIRE E APRIRE LE COZZE DA CRUDE
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Passa alle cozze. Butta quelle con il guscio rotto e quelle che restano aperte anche dopo un colpetto sul piano: non sono vive. Togli il bisso, il ciuffo di filamenti che esce fra le valve, tirandolo verso la punta, e strofina il guscio con una paglietta d’acciaio nuova, non saponata, finché sotto le dita non senti più niente di ruvido. Il guscio cuoce nel sugo con tutto quello che ha addosso, e quello che resta lì finisce nel piatto.
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Sciacquale bene sotto l’acqua corrente, senza lasciarle a mollo. Poi mettiti sopra una ciotola: l’acqua rilasciata dalle cozze serve per il ripieno e non deve andare persa. Serve un coltellino sottile con la punta arrotondata, non il coltello grande.
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Impugna una cozza con la parte piatta verso l’esterno e la punta in alto. Schiaccia le due valve una contro l’altra facendole scivolare, una un po’ più avanti dell’altra: si apre un varco piccolo, giusto per la lama. Non forzare. Se la cozza resiste, cambia l’angolo, non la forza.
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Fai scorrere il coltellino verso il basso, dalla punta alla parte tonda, così tagli il muscolo che tiene chiuse le valve. La cozza si dischiude da sola. Porta tutto il frutto su una valva sola, staccandolo dall’altra con la punta della lama, e lascia le valve unite alla cerniera: sarà il guscio a tenere il ripieno. Metti la cozza aperta in un piatto e continua così con le altre.
IL RIPIENO DELLE COZZE RIPIENE PUGLIESI
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La mollica di una pagnotta rafferma la frullo io nel cutter, non compro il pangrattato: il pane vecchio non si butta. Aggiungi il prezzemolo tritato (le foglie: i gambi sono nel sugo), l’aglio tritato fine e il pecorino romano grattugiato. Trasferisci tutto in una ciotola, macina il pepe e versa l’acqua delle cozze passata da un colino fine, che trattiene la sabbia. Incorpora le uova e poi il latte intero, un cucchiaio alla volta: serve a inumidire il pane, non a inzupparlo. Fermati quando l’impasto è morbido e sta insieme in mano, come quello delle polpette di carne al sugo, senza colare. Se ti scappa la mano con il latte, un altro pugno di mollica frullata rimette tutto a posto. Sale no: il pecorino romano e l’acqua delle cozze ne hanno già abbastanza.
COME CHIUDERE LE COZZE RIPIENE
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Prendi le cozze una alla volta. Metti il ripieno sopra il frutto, quanto basta a colmare la valva senza fare una polpetta fra i gusci: se esce di lato in chiusura, ce n’è troppo. Richiudi accostando le valve, premi per compattare e togli con il dito l’eccesso che spunta. Poi lega con il filo da cucito, o con uno spago sottile: due o tre giri al centro, stretti quanto basta a tenere chiuso. Se stringi troppo, il guscio si spezza. Il filo è quello che tiene il ripieno dentro mentre le cozze sobbollono immerse nel sugo, non un vezzo.
LA COTTURA DELLE COZZE RIPIENE NEL SUGO
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Riporta il sugo a un sobbollore leggero e togli i gambi di prezzemolo. Adagia le cozze legate nel tegame, in un solo strato se ci stanno, metti il coperchio e cuoci a fuoco dolce per 10-15 minuti. Io la fiamma non la alzo mai: a bollore forte le cozze si urtano, il ripieno si sfalda e il frutto diventa gommoso. Con le cozze grosse o il ripieno abbondante arriva a 20 minuti. Il segnale non è la valva aperta, che qui lo è dall’inizio, ma il ripieno: apri una cozza di prova, deve essere rassodato e bollente al centro, senza pane ancora bagnato. Il mollusco va cotto fino in fondo, non solo per il gusto.
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Spegni e lascia riposare tre minuti nel tegame. Togli il filo tirandolo con le mani, o con una forbicina se si è annodato, e cospargi con il prezzemolo tritato tenuto da parte. Le cozze ripiene pugliesi si servono calde, con il loro sugo e pane accanto: la scarpetta qui non è facoltativa.
Note & consigli
Io le cozze le compro il giorno stesso e le tengo in frigo nella loro retina, mai a mollo: in acqua dolce muoiono. Il guscio va pulito a fondo, con paglietta o spazzola dura, perché cuoce nel sugo e tutto quello che ha addosso finisce nel piatto. Se puoi scegliere, cozze tarantine e pane raffermo di Altamura o di Laterza: la mollica compatta assorbe senza sfarsi.
Domande frequenti
Dieci o quindici minuti a fuoco dolce con il coperchio, da quando il sugo riprende a sobbollire; fino a venti se le cozze sono grosse. Il tempo però è solo una guida: la prova vera è una cozza aperta, con il ripieno sodo e bollente fino al centro. Se il pane dentro è ancora umido e tiepido, rimettile giù per altri cinque minuti.
Mollica di pane raffermo frullata, pecorino romano, uova, aglio, prezzemolo e pepe, legati con l’acqua che le cozze rilasciano all’apertura e con poco latte. Niente sale: ci pensano il pecorino e l’acqua di mare. In Puglia ogni casa ha la sua dose di formaggio, e c’è chi lo salta del tutto.
Con il filo: due o tre giri di filo da cucito o di spago sottile intorno alla cozza richiusa, stretti quanto basta. Se il ripieno esce lo stesso, di solito era troppo bagnato o troppo abbondante: le valve devono accostarsi quasi del tutto, senza polpetta che sporge. E fiamma bassa: a bollore forte le cozze sbattono fra loro e si aprono.
Con un coltellino corto a punta tonda, sopra una ciotola. Tieni la cozza con la punta in alto, fai scivolare le valve una sull’altra fino a creare un varco, infila la lama e scendi verso il fondo per tagliare il muscolo. Le prime tre vengono male a tutti. Dalla quarta prendi il ritmo.
Cottura troppo lunga o troppo forte. Il frutto della cozza è piccolo e si asciuga in fretta: se il sugo bolle forte per venti minuti diventa una gommina. Tieni la fiamma al minimo e il coperchio chiuso, e fermati appena il ripieno è sodo e caldo al centro. Anche riscaldarle il giorno dopo le indurisce un po’.
Io uso la mollica del pane raffermo, non il pangrattato del pacchetto: inumidita resta morbida e tiene il ripieno soffice anche nel sugo. Il pangrattato asciuga di più: lo lascio alle cozze al forno.
Il formaggio da grattugia si sceglie a piacere: parmigiano, caciocavallo, un misto. L’unica regola che io mi do è che dia una sferzata di gusto, altrimenti tanto vale toglierlo. Con il parmigiano il ripieno viene più dolce e meno salato.
Il sugo sì, anche due giorni prima, tenuto in frigo. Le cozze no: aperte da crude e farcite non devono aspettare, sono molluschi crudi con dentro uova e pane. Puliscile e aprile al massimo un paio d’ore prima, tienile in frigo coperte e cuocile subito dopo averle chiuse.
Meglio di no. Un mollusco crudo aperto, con dentro uova e mollica, in freezer perde acqua e allo scongelamento il ripieno si stacca dal guscio. Se devi anticipare, congela solo il sugo.
Fino al giorno dopo, due al massimo, coperte dal loro sugo. Per riscaldarle lascia stare il microonde: rimettile nel tegame con il sugo, coperchio e fiamma bassa finché sono calde fino al centro, e scaldale una sola volta. Il frutto perde un po’ di morbidezza, il ripieno no.
Varianti della ricetta
Cozze ripiene al forno. Farcisci solo la valva con il frutto, butta quella vuota, pressa bene il ripieno e disponi le cozze su una teglia. Un filo d’olio sopra e forno statico a 180 gradi per 20 minuti, finché la superficie è dorata. Niente filo e niente sugo: viene una cozza più asciutta, da antipasto.
Cozze ripiene in bianco. Al posto del pomodoro cuocile in poco brodo vegetale o di pesce, coperte, per gli stessi minuti: il brodo si restringe e con l’acqua delle cozze diventa un sughetto chiaro, buono da raccogliere con il pane.
Cozze ripiene senza formaggio. A Bari c’è chi le fa solo con pane, uova, aglio e prezzemolo, poi nel pomodoro. Il ripieno viene più leggero e più marino, e non serve controllare il sale. Se le provi così, aumenta il prezzemolo.
Conservazione
In frigo, nel contenitore chiuso e coperte con il sugo, per due giorni: raffreddale in fretta, senza lasciarle sul fornello a intiepidire. Congelarle cotte non conviene: il ripieno perde consistenza e si stacca dal mollusco dopo lo scongelamento.
Intolleranze & allergie
Molluschi: nessuna alternativa, sono il piatto. Glutine: pane raffermo senza glutine, che assorbe di più, quindi meno latte. Latte: inumidisci con acqua e acqua delle cozze e salta il pecorino, il ripieno regge con più prezzemolo e pepe. Uova: nessuna sostituzione affidabile, sono loro a legare.
Curiosità
Le cozze nere di Taranto sono più piccole di quelle sarde o estere, polpose e più dolci: crescono nel Mar Piccolo, un bacino interno dove le sorgenti d’acqua dolce, i citri, abbassano un po’ la salinità. Dal 2022 sono presidio Slow Food. Le trovi al meglio da aprile ad agosto; le altre cozze da maggio a settembre.
Cosa bere con le cozze ripiene
Un bianco pugliese secco e sapido, una Verdeca o un Bombino bianco, ben freddo: l’acidità regge il pomodoro e pulisce la bocca dal pecorino. Se preferisci restare sul rosso del sugo, un rosato del Salento, che non copre il sapore di mare.

