Polpette di carne al sugo di pomodoro con prezzemolo fresco, servite in padella

Polpette di carne al sugo

  • Preparazione: 0h 25m
  • Cottura: 1h 0m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: medio
  • Porzioni: 4 persone
  • Metodo cottura: Fuoco lento
  • Cucina: Italiana

Ingredienti per 4 persone

Per le polpette

  • Macinato di manzo 250 g
  • Macinato di maiale 250 g
  • Uova medie 1
  • Aglio metà spicchio
  • Prezzemolo 1 ciuffo
  • Formaggio grattugiato 50 g
  • Mortadella tritata 150 g
  • Mollica di pane 50 g
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Per il sugo

  • Passata di pomodoro 1 l
  • Cipolla tritata 100 g
  • Olio extravergine d’oliva 40 g
  • Sale q.b.

Procedimento

PER IL SUGO

  1. In una pentola versa l’olio extravergine d’oliva e aggiungi la cipolla tritata. Falla appassire a fuoco dolce per una decina di minuti: deve diventare morbida e traslucida, senza mai prendere colore. Se tende a scurirsi, abbassa subito la fiamma e non ti preoccupare, basta un attimo perché si riprenda.

  2. Unisci la passata di pomodoro, sala con moderazione e porta lentamente a bollore. Il sugo deve fremere piano, non sobbollire con forza: è questa ebollizione dolce che più avanti sigillerà le polpette.

PER LE POLPETTE

  1. In una ciotola capiente raccogli i macinati di manzo e maiale e aggiungi l’aglio tritato finissimo. Se preferisci un gusto più delicato puoi ometterlo: cambia solo l’aroma, non la struttura.

  2. Trita finemente la mortadella nel cutter: deve ridursi quasi in crema, così si scioglie nell’impasto senza farsi sentire a pezzi, e lascia solo il suo grasso dolce che ammorbidisce. Trita anche il prezzemolo.

  3. Unisci ai macinati la mortadella, l’uovo, il formaggio grattugiato, il prezzemolo e la mollica di pane ben sbriciolata, asciutta. Niente latte: dato che queste polpette non si friggono, è l’uovo a tenere insieme l’impasto e a dargli morbidezza. Impasta con le mani, e qui non avere fretta: la lavorazione lunga è ciò che rende l’impasto compatto e impedisce alle polpette di sfaldarsi in cottura. Se di solito impasti 5 minuti, arriva a 10, e vedrai che le cose cambiano. Il traguardo lo riconosci al tatto: un composto legato, che sta insieme come un blocco unico, non a briciole né granuloso. Deve risultare morbido ma compatto, non appiccicoso: se invece lo senti asciutto e fatica a stare insieme, aggiungi un secondo uovo, sempre al posto del latte. Solo alla fine aggiusta di sale e pepe.

  4. Preleva circa 30 g di impasto per volta, la misura standard per le polpette, e forma delle palline regolari rotolandole tra i palmi senza schiacciare. Mio padre aveva la fissa di farle ancora più piccole, perché erano quelle giuste da tuffare nella pasta: se le vuoi così, dimezza la pezzatura. Se invece le preferisci più grandi, da secondo, allunga la cottura di qualche minuto e verifica il cuore prima di servire. Devono essere lisce e ben chiuse: se vedi crepe, è normale che serva lavorare l’impasto ancora un po’.

  5. Quando il sugo è in ebollizione dolce, cala le polpette crude una alla volta, direttamente. Niente frittura: a casa mia non si è mai fatta, e non se n’è mai rotta una. Calandole, il sugo si fermerà per qualche istante: è normale, sono fredde. Aspetta che riprenda il bollore e conta ancora un minuto prima di muovere la pentola o girare il sugo: è quel bollore a sigillare le polpette, e da lì in poi non si rompono più. Copri con il coperchio e cuoci a fuoco molto basso per almeno 30 minuti.

  6. Durante la cottura muovi la pentola con piccoli movimenti circolari, oppure usa una spatola, senza mai mescolare con forza. Il sugo deve restare avvolgente e non troppo liquido: se lo vedi lento, lascia cuocere scoperto gli ultimi minuti. E se hai tempo, fai come faceva mio padre: lasciale sobbollire piano anche un’ora. Alle polpette non serve, ma al sugo sì, perché è lì che si insaporisce di carne e diventa quello buono da condirci la pasta.

  7. A fine cottura le polpette devono risultare morbide al tatto e cotte anche al cuore. Non serve fare altro: spegni il fuoco e servile ben calde, con abbondante sugo.

Note & consigli

Queste polpette le ho portate spesso anche in Factory per il mio Social Brunch, il ritrovo di creator che organizzo due o tre volte l’anno la domenica: chi arrivava dal sud mi diceva sempre “mi ricordano quelle di mia mamma”. In tavola funzionano da secondo, con un contorno semplice e tanto pane, ma il sugo nasce per condire la pasta: da noi erano i maccheroni della domenica. E la scarpetta finale non si discute.