Hai mai sentito parlare dei cecamariti? Io li ho scoperti in un pomeriggio d’estate nel cuore del Salento, durante una sagra paesana tra musica popolare e profumo di fritto nell’aria. Pare (così mi ha detto una signora seduta accanto) che il nome nasca dall’idea di “accecare il marito” per farlo contento dopo una lunga giornata nei campi.
Queste frittelline nascono proprio come piatto povero, ingegnoso e geniale delle donne salentine.
Farina, uova, e una manciata di verdure dell’orto (peperone, cipolla, zucchina e pomodoro) —quanto basta per girare l’umore di casa. Aggiungiamo poi delle olive, dei capperi, un peperoncino e il gioco e fatto!
Cucinandoli oggi, mi sembra quasi di sentire l’eco delle chiacchiere sotto gli alberi d’ulivo. E poi, vuoi mettere l’emozione nel vedere la doratura perfetta dopo solo pochi minuti nell’olio bollente?
Ti piacciono queste frittelline? Allora non puoi proprio perderti le Pettole, soffici e croccanti palline di pasta lievitata fritte, una vera delizia della tradizione pugliese, che ti delizieranno allo stesso modo dei cecamariti!
Poi ecco alcune frittelle che devi proprio assaggiare: ti consiglio le Frittelle di cavolfiore, le Frittelle di zucchine, i Chiscioi.
Ingredienti
per circa 40 cecamariti
per la pastella
- Farina 00 300 g
- Uova medie 3
- Acqua 160 g
- Sale q.b.
- Pepe q.b.
- Bicarbonato 1 cucchiaino
per le frittelle
- Zucchine 150 g
- Pomodori 150 g
- Peperone giallo 200 g
- Cipolla rossa di Tropea 150 g
- Olive nere denocciolate 100 g
- Capperi sott’aceto ben scolati50 g
- Peperoncino fresco piccante 1
per friggere
- Olio di arachidi 1.2 l
Allergeni
Procedimento
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Taglia gli ortaggi ( zucchina, pomodoro, peperone e cipolla) a dadini piccoli di 1 cm di lato e mettili in una ciotola.
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in un’altra ciotola capiente prepara la pastella sbattendo le uova ed aggiungendo l’acqua e successivamente la farina, il bicarbonato, il sale e il pepe.
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Unisci poi gli ortaggi, le olive tagliate a rondelle, i capperi, il peperoncino privato dei semini interni e tritato e mischia tutto.
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Metti a scaldare l’olio e portalo a 175°, quindi prendi l’impasto a cucchiaiate e tuffalo nell’olio bollente aiutandoti a farlo cadere con un altro cucchiaio.
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Quando le frittelle saranno ben dorate estraile con un ragno, scolale per bene e mettile su un piatto foderato di carta assorbente da cucina e continua così fino a terminare l’impasto e la frittura.
Gusta i tuoi cecamariti ancora caldi!
Varianti della ricetta
I cecamariti possono essere facilmente personalizzati per andare incontro a esigenze alimentari particolari o semplicemente per adattarsi ai gusti individuali. Ecco alcune delle variazioni più comuni e apprezzate:
- Versione senza glutine: Sostituisci la farina 00 con una farina senza glutine (di riso, mais o uno specifico mix per pastelle). Il sapore risulterà leggermente diverso ma comunque gustoso, ideale per chi è celiaco.
- Versione vegana: Ometti le uova dalla pastella e aggiungi un cucchiaio di farina di ceci per legare gli ingredienti. Aggiungi un pizzico in più di bicarbonato per dare maggiore sofficità.
- Versione “marinara”: Alcuni ristoratori innovativi aggiungono alla pastella dei gamberetti sgusciati o filetti di acciuga sott’olio per una versione più decisa e vicina alla costa.
- Aggiunta di formaggi: Per rendere l’interno ancora più saporito, si può aggiungere caciocavallo grattugiato o pecorino dolce. Attenzione in caso di intolleranza al lattosio!
- Alternativa aromatica: Per arricchire l’impasto si possono aggiungere erbe aromatiche come menta, basilico, origano o prezzemolo tritato fresco. Questo dona un profumo irresistibile, perfetto per l’estate.
I cecamariti sono quindi un piatto che si presta a numerose interpretazioni: la loro natura inclusiva e flessibile li rende ideali anche nella cucina moderna e creativa, pur mantenendo salda la loro identità salentina. In qualsiasi forma li si prepari, restano un vero simbolo della convivialità del Sud.
Conservazione
I Cecamariti appena fritti: I cecamariti danno il meglio quando consumati caldi e appena fritti, per mantenere la croccantezza esterna e la morbidezza interna. Tuttavia, se avanzano, lasciali raffreddare completamente e conservali in un contenitore ermetico foderato con carta assorbente, a temperatura ambiente, per massimo 1 giorno. Riscaldali in forno statico a 180°C per 5-7 minuti per ridare croccantezza.
Congelazione: Puoi congelare i cecamariti già cotti. Disponili ben distanziati su un vassoio, falla raffreddare completamente, poi trasferiscili in un sacchetto per alimenti. Si conservano per fino a 2 mesi. Per servirli, scongelali a temperatura ambiente e riscaldali in forno a 170°C per 10 minuti.
Consiglio: Evita di conservarli in frigorifero: l’umidità renderebbe la frittella molle.
Intolleranze & allergie
Allergeni comuni:
- Uova: Le uova sono utilizzate nella preparazione della pastella. Le persone allergiche alle uova devono evitare questa ricetta.
Sostituzioni possibili: è possibile utilizzare sostituti vegetali come aquafaba (acqua di cottura dei ceci) o “uova” vegane a base di semi di lino o chia macinati mescolati con acqua. Le prestazioni in frittura possono variare. - Glutine (farina 00): La farina 00 contiene glutine, e rende la ricetta inadatta a chi soffre di celiachia o è sensibile al glutine.
Sostituzioni possibili: Può essere sostituita con farine senza glutine (ad esempio farina di riso, farina di ceci o mix per frittelle senza glutine). È consigliabile aggiustare la quantità di liquidi per ottenere la giusta consistenza della pastella. - Peperoncino: Sebbene non sia un allergene comune, può causare reazioni in soggetti particolarmente sensibili o con patologie gastrointestinali. In questi casi, è consigliato ometterlo.
- Capperi (in salamoia): I capperi dissalati possono contenere tracce di solfiti utilizzati nella conservazione, che possono essere problematici per soggetti allergici.
Sostituzioni possibili: È possibile utilizzare capperi biologici conservati senza solfiti, oppure ometterli. - Olive nere: Le olive, soprattutto se trattate industrialmente, possono contenere conservanti come il E270 o E202, che potrebbero rappresentare un problema per persone sensibili a questi additivi.
Sostituzioni possibili: Utilizzare olive nere bio e naturali, oppure sostituirle con altri ingredienti saporiti (es. pomodori secchi). - Cipolla (Allium cepa): Le cipolle rosse di Tropea possono causare intolleranze in alcune persone, in particolare chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile (IBS).
Sostituzioni possibili: Sostituire con porri (a basso contenuto di FODMAP, se cotti) o eliminare l’ingrediente.
Intolleranze specifiche:
- Intolleranza al nichel: Alcuni ingredienti presenti (pomodori, zucchine, peperoni) sono ad alto contenuto di nichel e possono provocare reazioni nei soggetti sensibili.
Consiglio: Evitare o sostituire con verdure a basso contenuto di nichel previo consulto medico. - Diabete (indice glicemico): L’uso della farina 00 e la frittura in olio rende la ricetta poco adatta per chi segue una dieta a basso indice glicemico.
Adattamento: Utilizzare farine integrali a basso indice glicemico e cuocere in forno (a 200°C per circa 20-25 minuti) anziché friggere.
Suggerimenti per adattare la ricetta:
- Per vegani: sostituire le uova con aquafaba o “uova” vegane e accertarsi che tutti gli ingredienti siano di origine vegetale, evitando anche derivati nascosti nei capperi o nelle olive conservate.
- Per celiaci: utilizzare una miscela di farine senza glutine e verificare l’assenza di contaminazioni crociate durante la preparazione.
- Per intolleranti al glutine o al lattosio: La ricetta è naturalmente priva di latticini ma non priva di glutine. Utilizzare farine alternative e assicurarsi che gli ingredienti siano etichettati come “senza glutine”.
Curiosità
I cecamariti sono una vera e propria delizia salentina dalla lunga storia: nati come piatto di recupero nella cucina contadina, venivano preparati con pochi ingredienti e avanzi di verdure, riuscendo così a “ingannare” mariti affamati al ritorno dai campi. Il nome in dialetto significa letteralmente “acceca i mariti”: bastava infatti l’aroma avvolgente e il gusto succulento di queste frittelline per placare la fame e, secondo la tradizione, anche gli animi!
Questo piatto è uno degli esempi più riusciti di come la cucina povera del Sud Italia sia riuscita a trasformare la semplicità in sapore autentico. Inoltre, i cecamariti non seguono una ricetta unica e rigida, ma ogni famiglia del Salento ha la sua piccola variante, che può cambiare a seconda della stagione o della disponibilità degli ingredienti.
Trovi i cecamariti nelle sagre estive dedicate al cibo tipico pugliese, specialmente nei paesi dell’entroterra leccese. Non sono solo street food, ma anche uno dei simboli del recupero culturale e gastronomico che molte realtà locali stanno effettuando per valorizzare i sapori della tradizione.
Un altro aspetto interessante è la loro versatilità: possono essere serviti come antipasto, contorno o piatto unico vegetariano, ideali per un pasto informale o per accompagnare un aperitivo rustico a base di vini locali come un Negroamaro o un Primitivo.

