La caipirinha è il cocktail brasiliano fatto con cachaça, lime fresco, zucchero e ghiaccio tritato, costruito direttamente nel bicchiere in cui si beve. Quattro ingredienti e nessun passaggio difficile, ma proprio per questo ognuno si sente: un lime stanco o una cachaça presa a caso qui non hanno dove nascondersi. Il lavoro vero lo fa la mano, quando pesti il lime.
Se stai preparando una serata di cocktail in casa, accanto alla caipirinha puoi mettere il mojito, l’altro drink estivo costruito sul lime. Chi la vuole più morbida e cremosa può andare sulla piña colada. Per un aperitivo secco e amaro, invece, c’è il negroni.
Una caipirinha fatta bene è fresca e asprigna al primo sorso, con il dolce che arriva subito dopo e il profumo della canna da zucchero che resta in fondo.
Ingredienti
- Cachaça 60 ml
- Lime mezzo
- Zucchero semolato di canna bianco2 cucchiaini
- Ghiaccio tritato q.b.
Procedimento
Preparazione del Lime
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Lava bene il lime sotto l’acqua corrente e asciugalo: la buccia finisce nel bicchiere insieme alla polpa ed è lei a dare buona parte del profumo alla caipirinha.
Taglia il mezzo lime in 8 spicchi e togli la parte bianca centrale, il midollo, insieme ai semi che vedi: sono loro a dare il retrogusto amaro, più della buccia. Poi taglia gli spicchi a cubetti, non troppo piccoli, così si pestano bene senza sbriciolarsi.
Pesta il lime con lo zucchero
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Metti i cubetti di lime direttamente nel bicchiere old fashioned, il tumbler basso. Sceglilo con il vetro spesso, perché ci pesterai dentro.
Aggiungi i 2 cucchiaini di zucchero di canna bianco.
Con il pestello premi il lime insieme allo zucchero, con poche pressioni lente e girando appena il polso. I cristalli dello zucchero aiutano a rompere la polpa e il succo che esce comincia subito a scioglierli. L’obiettivo è tirare fuori il succo senza schiacciare troppo la buccia: fermati quando il fondo del bicchiere è bagnato e i pezzi sono appiattiti ma ancora interi. Se diventano una poltiglia hai pestato anche la parte bianca, e l’amaro che ne esce non va più via.
Aggiungi la Cachaça
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Versa 60 ml di cachaça nel bicchiere, misurandola con il jigger. La cachaça è il distillato del Brasile ottenuto dal succo di canna da zucchero fermentato, ed è lei a dare alla caipirinha quel sapore erbaceo e fruttato che la distingue da un drink fatto con il rum.
Aggiungi il ghiaccio
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Riempi il bicchiere di ghiaccio tritato fino all’orlo. Qui uso il tritato e non i cubetti: si scioglie un po’ più in fretta, smorza la forza della cachaça e porta il drink a temperatura in pochi secondi.
Non risparmiarlo. Con poco ghiaccio la caipirinha resta tiepida e si annacqua prima, perché quei pochi pezzi si sciolgono tutti subito.
Mescola e servi
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Mescola bene con un cucchiaino lungo, pescando dal fondo verso l’alto, così la cachaça si unisce al succo di lime e allo zucchero. Continua finché sotto il cucchiaino non senti più i granelli sul fondo e il bicchiere si appanna all’esterno: lo zucchero sciolto rende il drink uguale dal primo all’ultimo sorso.
Decora con uno spicchio di lime, se ti va, e servi subito, lasciando il cucchiaino nel bicchiere per rimescolare mentre si beve. Se resta lì ad aspettare, il ghiaccio la diluisce e il lime continua a rilasciare amaro.
Note & consigli
Il ghiaccio conta come un ingrediente: se ha preso l’odore del freezer, in un drink di quattro cose lo senti subito. Usalo fatto con acqua buona e tenuto in un sacchetto chiuso, oppure compralo.
Per il lime scegli frutti pesanti rispetto alla loro misura, con la buccia integra e profumata: quelli duri e leggeri hanno poco succo.
Domande frequenti
È il distillato nazionale del Brasile, ottenuto dal succo fresco di canna da zucchero fermentato e poi distillato, con una gradazione fra 38 e 48 gradi. La differenza con il rum sta qui: il rum in genere parte dalla melassa, la cachaça dal succo della canna, e per questo ha un profumo più erbaceo e vegetale, quello che fa riconoscere una caipirinha al primo sorso.
Il distillato. La caipiroska si fa con la vodka, più neutra, che lascia uscire di più lime e zucchero; con il rum bianco diventa invece caipirissima. Sono buone tutte e due, ma senza cachaça non è più una caipirinha.
Una cachaça brasiliana bianca o appena affinata, intorno ai 40 gradi e non addolcita. Quelle invecchiate a lungo nel legno sono buone da sole, ma portano vaniglia e spezie che coprono il lime.
In questa ricetta è bianco, e lo scelgo così perché si scioglie bene e lascia davanti il lime e la cachaça. Quello scuro o grezzo si scioglie più lentamente e aggiunge una nota di melassa e caramello: buona, ma il drink cambia gusto.
Due cucchiaini per mezzo lime sono il punto di partenza. Se il lime è molto aspro aggiungi mezzo cucchiaino e rimescola bene; se ti sembra stucchevole, la volta dopo scendi a uno e mezzo. Assaggia dopo aver mescolato con il ghiaccio, non prima, perché da fredda il dolce si sente meno.
Il lime è stato pestato troppo, oppure nel bicchiere sono rimasti il midollo bianco o qualche seme: sono loro a rilasciare l’amaro. Conta anche un lime acerbo, o un drink lasciato lì a lungo. Aggiungere zucchero lo copre ma non lo toglie, quindi conviene rifarla, con poche pressioni leggere.
Nello shaker viene un altro drink, più diluito e pieno di frammenti di buccia. La caipirinha classica si costruisce nel bicchiere: pesti, versi e mescoli lì dentro.
Parecchio, per un bicchiere così piccolo. Con 60 ml di cachaça a 40 gradi ci sono circa 19 grammi di alcol puro. Il ghiaccio la rende più beverina ma non toglie alcol, quindi va bevuta con calma e non si serve a chi guida.
Un bicchiere old fashioned basso e robusto, un pestello, un coltello affilato, un cucchiaino lungo e un misurino per la cachaça. Il pestello meglio con la punta piatta e liscia: quelli dentellati strappano la buccia.
Varianti della ricetta
Caipifruta alla fragola o al maracujá: pesta insieme al lime 20-40 g di fragole a pezzi o di polpa di maracujá, riducendo il lime a un quarto e lo zucchero a 1 cucchiaino, perché la frutta porta già dolcezza e acidità. Il resto non cambia: viene più profumata, colorata e meno tagliente.
Caipirinha analcolica: pesta mezzo lime con 2 cucchiaini di zucchero, riempi di ghiaccio tritato e completa con soda fredda al posto della cachaça. Tiene la freschezza del lime, ma è un’altra bevanda, più lunga e leggera.
Conservazione
La caipirinha non si conserva: va bevuta appena fatta, perché in pochi minuti il ghiaccio la annacqua e il lime continua a rilasciare amaro. Non tenerla in frigo né in freezer. Per una festa puoi preparare prima i singoli pezzi: zucchero pesato, cachaça misurata e ghiaccio in abbondanza. Il lime taglialo poco prima, perché perde succo e profumo.
Intolleranze & allergie
Nella caipirinha classica non ci sono ingredienti con glutine, latte o uova: solo cachaça, lime, zucchero e ghiaccio. Se usi una cachaça aromatizzata o uno sciroppo già pronto, leggi l’etichetta, perché possono contenere solfiti o altri ingredienti. Chi deve evitare l’alcol può fare la versione analcolica descritta nelle varianti.
Curiosità
In Brasile l’agrume della caipirinha si chiama limão, una parola che copre frutti che in italiano distinguiamo fra limone e lime. Per questo in qualche ricetta tradotta si legge limone. Da noi l’equivalente giusto è il lime: con il limone giallo il drink viene più floreale e meno tipico.

