Torta Camilla con una fetta tagliata che rivela la mollica arancione, spolverata di zucchero a velo

Torta Camilla

Senza lattosio
  • Preparazione: 0h 40m
  • Cottura: 1h 10m
  • Riposo: 2h 0m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: basso
  • Porzioni: 8 porzioni
  • Metodo cottura: Forno
  • Cucina: Italiana

Ingredienti

Per uno stampo a semisfera da 20 cm di diametro ( o una tortiera da 24 cm)

Per l’impasto

  • Carote 350 g
  • Farina 00 200 g
  • Farina di mandorle 100 g
  • Uova medie (150 g)3
  • Zucchero semolato 180 g
  • Olio di mandorla (o di semi di girasole)75 g
  • succo di arancia 75 g
  • Scorza di arancia grattugiata1
  • Lievito in polvere per dolci 16 g
  • Sale 1 pizzico

Per decorare

  • Zucchero a velo q.b.

Procedimento

  1. Per preparare la torta Camilla parti dalle carote. Lavale sotto l’acqua corrente, pelale con un pelaverdure ed elimina le due estremità, poi grattugiale con la grattugia a fori fini: più sono sottili, più la crema verrà liscia e l’impasto uniforme. Trasferiscile nel bicchiere del frullatore con il succo d’arancia filtrato, la scorza grattugiata (solo la parte arancione, la parte bianca è amara) e l’olio. Frulla fino a ottenere una crema vellutata e leggermente fluida, senza filamenti visibili. Se qualche filamento resta, frulla altri venti secondi: nella torta si sentirebbe.

  2. In una ciotola capiente rompi le uova, unisci lo zucchero e monta con le fruste elettriche per almeno 10 minuti. Non è un tempo indicativo: è proprio questa montata a fare la torta soffice, perché qui non c’è burro a portare aria. Il composto deve diventare chiaro, quasi bianco, e triplicare di volume. La prova è il nastro: solleva le fruste e lascia cadere il composto, deve disegnare una striscia che resta visibile in superficie tre o quattro secondi prima di sparire. Se si riassorbe subito, monta ancora due minuti e riprova.

  3. Quando le uova sono montate, versa la crema di carote e incorporala con una spatola, mescolando dal basso verso l’alto e ruotando la ciotola. Vacci piano: la crema è liquida e pesante, se la butti dentro tutta insieme e mescoli in fretta smonti il lavoro fatto. È normale che il composto perda un po’ di volume, non deve però diventare liquido. Se hai il dubbio, aggiungi la crema in due volte.

  4. Setaccia insieme la farina 00 e il lievito direttamente sulla ciotola, poco alla volta, incorporando ogni aggiunta con gli stessi movimenti dal basso verso l’alto prima di passare alla successiva. Unisci poi la farina di mandorle, che non va setacciata (è troppo grassa e resterebbe nel setaccio), e per ultimo un pizzico di sale, che bilancia il dolce e fa sentire meglio l’arancia. L’impasto finale deve risultare morbido e leggermente sostenuto: se lo sollevi con la spatola scende lentamente e senza interrompersi, come un nastro largo. Se scende a pezzi hai mescolato troppo poco; se cola come una pastella hai perso aria, la torta verrà lo stesso, solo un po’ meno alta.

  5. Prepara lo stampo. Io uso uno stampo a semisfera da 20 cm, che dà alla torta la forma bombata delle Camille: spruzzalo con lo staccante (o ungilo con un velo di olio o di margarina morbida) e infarinalo, così resti completamente senza burro. Se non hai la semisfera, va bene uno stampo classico da 22 cm: la torta verrà un po’ più bassa e cuocerà in meno tempo. Versa l’impasto e livella la superficie con la spatola, senza premere.

  6. Cuoci in forno statico già caldo a 160 gradi per circa 70 minuti. La temperatura è bassa apposta: l’impasto è umido e alto, e a 180 gradi la superficie si colora prima che il centro sia cotto. Se usi il forno ventilato scendi a 150 gradi e controlla 5-10 minuti prima; con lo stampo da 22 cm calcola 5-10 minuti in meno. Se dopo 40 minuti la superficie ti sembra già troppo scura, appoggiaci sopra un foglio di alluminio, aprendo lo sportello il meno possibile. La torta è pronta quando la superficie è elastica al tatto e lo stecchino infilato al centro esce asciutto o con pochissime briciole umide: bagnato no, aspetta ancora.

  7. Sfornata, lascia la torta nello stampo per 20-30 minuti, poi sposta lo stampo su una gratella e aspetta un’ora e mezza buona, finché non è fredda anche al centro, prima di capovolgerla e sformarla. Non c’è molto da inventarsi: una torta così umida, ancora calda, si rompe. Fredda, tiene la forma. Solo alla fine spolverala con lo zucchero a velo, perché sul dolce tiepido si scioglie e sparisce.

Note & consigli

Se le carote sono molto acquose, tamponale con carta da cucina dopo averle grattugiate, senza strizzarle: un po’ di umidità serve. Le uova vanno a temperatura ambiente, tirale fuori dal frigo almeno un’ora prima: montano di più. L’olio di mandorla lo compro apposta per questa torta, è quello che le dà il profumo delle merendine; con l’olio di semi di girasole viene comunque bene, solo più neutra.