Questa torta alla Nutella l’ho inventata nel 2016, per l’uscita del mio libro La mia cucina. Volevo una torta da festa, non una torta veloce: tre strati di base al cacao e farina di nocciole, una crema di mascarpone, panna e Nutella (sì, il mascarpone è quello del tiramisù, preso in prestito senza troppi complimenti) e sopra una ganache lucida che si cola e si sistema da sola. Serve tempo. Un pomeriggio, a dirla tutta, ma nessun passaggio è difficile: è una torta di pazienza, non di tecnica.
La Nutella, per chi ama le storie, nasce nel 1946 come Giandujot, un panetto di nocciole e cacao; nel 1951 diventa SuperCrema e solo nel 1964 prende il nome che conosciamo tutti. Se preferisci farla in casa, la mia crema spalmabile alle nocciole funziona benissimo anche qui, in ogni strato.
È una torta da compleanno? Sì, ed è per questo che la ganache va colata e non spatolata: le fette restano nette e la copertura non si crepa al taglio. Se oggi vuoi il cioccolato ma non il cantiere, la torta al cioccolato si fa in un impasto solo. Se invece ti stai chiedendo come fare una torta alla Nutella a strati con crema al mascarpone che regga la festa e il taglio, questa è la ricetta.
Ingredienti
PER UNA TORTIERA DA 20 CM di diametro
PER LA BASE ALLA NUTELLA
- Latte intero 155 g
- Nutella 195 g
- Uova medie 4
- Zucchero semolato 75 g
- Burro morbido, a temperatura ambiente85 g
- Farina di nocciole 55 g
- Farina 00 175 g
- Cacao amaro, in polvere30 g
- Lievito in polvere per dolci 10 g
- sale fino 1,5 g
PER LA CREMA ALLA NUTELLA
- Mascarpone freddo di frigorifero370 g
- Panna fresca liquida fredda di frigorifero260 g
- Nutella a temperatura ambiente260 g
- Zucchero a velo 20 g
PER LA GANACHE ALLA NUTELLA
- Cioccolato fondente al 50%130 g
- Panna fresca liquida 200 g
- Nutella 250 g
- Glucosio 30 g
- Gelatina alimentare in fogli2 g
PER LA DECORAZIONE
- Granella di nocciole q.b.
- Cioccolato fondente al 50%, tritato grossolanamente q.b.
Allergeni
Procedimento
PER LA BASE ALLA NUTELLA
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Tira fuori dal frigorifero burro, uova e latte con almeno un’ora di anticipo. Il burro deve cedere sotto il dito senza sciogliersi: se è ancora duro la montata non parte, se è lucido e molle non incorpora aria. Nel frattempo imburra e infarina tre stampi da 20 cm, oppure rivestili di carta forno, e accendi il forno statico a 170 °C.
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Metti il burro in una ciotola capiente con lo zucchero semolato e lavoralo con le fruste elettriche per 8-10 minuti. Non fermarti prima. Il composto deve schiarire, gonfiarsi e diventare cremoso come una pomata: è l’aria che entra adesso a dare morbidezza alla base.
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Aggiungi le uova una alla volta e aspetta che ciascuna sia sparita nel composto prima di mettere la successiva. Se vedi il burro che si separa in piccoli grumi non è un disastro: succede quando le uova sono un po’ fredde, e si sistema appena entrano le farine.
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In una ciotola a parte mescola la Nutella con il latte, con una frusta a mano, fino a un composto fluido e senza striature.
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Setaccia la farina 00 con il cacao amaro e il lievito, poi unisci la farina di nocciole e il sale. Incorpora le polveri al composto di burro alternandole con la Nutella diluita: comincia con le polveri, finisci con le polveri. Vai a bassa velocità, o con una spatola, e fermati appena l’impasto è omogeneo, venti o trenta secondi dopo l’ultima aggiunta. Lavorarlo di più sviluppa il glutine e lo rende gommoso.
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Dividi l’impasto nei tre stampi pesandolo: ti verranno tre dischi da circa 330 g ciascuno, qualche grammo in più o in meno a seconda delle uova. Pesare non è pignoleria: tre dischi uguali sono una torta dritta. Livella la superficie con il dorso di un cucchiaio.
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Inforna a 170 °C, forno statico, per 18-20 minuti, controllando dal quindicesimo. Se i tre stampi non entrano insieme, cuocine due sulla stessa teglia e il terzo subito dopo: l’impasto aspetta senza problemi. Le basi sono pronte quando la superficie è asciutta e, premuta al centro con un dito, torna su da sola. Lo stecchino deve uscire asciutto o con poche briciole umide.
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Lascia le basi negli stampi 5 minuti, poi sformale su una gratella e falle raffreddare del tutto, un’ora abbondante. Con le basi ancora tiepide la crema si scioglie: qui non c’è scorciatoia.
PER LA CREMA ALLA NUTELLA
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Mascarpone e panna devono essere freddi di frigorifero, appena tirati fuori. Mettili in una ciotola capiente con lo zucchero a velo setacciato e monta con le fruste elettriche a media velocità: bastano due o tre minuti, fino a una crema soda che tiene la forma sulla frusta. Fermati lì. Se continui la panna comincia a separarsi e la crema diventa sabbiosa.
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Unisci la Nutella a temperatura ambiente, senza scaldarla: io non la scaldo mai prima di metterla nel mascarpone, perché il calore ammorbidisce la panna montata e la crema perde corpo. Incorporala con la spatola, dal basso verso l’alto, fino a quando non vedi più striature. Non rimontare.
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Pesa la crema e dividila in tre parti. 520 g in una sac à poche con bocchetta liscia da 12 mm, per la farcitura. 50 g in una seconda sac à poche con bocchetta a stella da 10 mm, per i riccioli finali. I restanti 340 g circa in una ciotola, per rivestire la torta. Metti tutto in frigorifero.
PER LA GANACHE ALLA NUTELLA
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Trita finemente il cioccolato fondente e mettilo in una ciotola con la Nutella. Mescola appena, senza scaldare. Metti la gelatina in ammollo in acqua fredda per circa 10 minuti, finché non è completamente morbida.
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Versa la panna in un pentolino con il glucosio e portala quasi a bollore, mescolando finché il glucosio non si è sciolto. Al primo fremito spegni. Strizza bene la gelatina e scioglila subito nella panna calda.
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Versa la panna sul cioccolato in due o tre volte, mescolando con la spatola dal centro verso l’esterno, con calma. Niente frusta: incorpora aria, e le bolle restano nella copertura. Continua finché la ganache non è lucida e liscia come uno smalto.
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Lasciala intiepidire fino a 32-34 °C. È il punto in cui cola e si livella da sola, ma non è più abbastanza calda da sciogliere la crema sotto. Se non hai il termometro, aspetta che la ciotola sia appena tiepida al tocco e che la ganache scenda dalla spatola a nastro continuo, senza correre.
ASSEMBLA E GLASSA LA TORTA A STRATI
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Quando le basi sono fredde, tira fuori la sac à poche della farcitura e lasciala ammorbidire una decina di minuti: fredda di frigorifero non esce dalla bocchetta. Appoggia il primo disco su una gratella, con sotto una teglia larga: raccoglierà la ganache che cola.
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Distribuisci circa 260 g di crema sul primo disco con la bocchetta liscia, in uno strato uniforme. Appoggia il secondo disco e premi appena, per farlo aderire. Ripeti con gli altri 260 g e chiudi con il terzo disco.
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Controlla che i dischi siano allineati e togli con la spatola la crema uscita dai bordi. Poi prendi la crema della ciotola e stucca la torta, superficie e lati, con uno strato di due o tre millimetri che chiuda ogni buco tra i dischi. Fai attenzione ai gradini. La stuccatura deve essere liscia davvero, perché la ganache non copre le imperfezioni, le mostra. Devi accorgertene adesso, quando puoi ancora rispatolare: quando la ganache è colata non si recupera più.
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Metti la torta in frigorifero sulla gratella per almeno 30 minuti. Nel frattempo riporta la ganache a 32-34 °C, con pochi secondi a bagnomaria se si è raffreddata troppo.
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Tira fuori la torta e versa la ganache da una brocca partendo dal centro, con un movimento circolare che si allarga verso i bordi. Cola da sola lungo i lati. Non spatolare. Lascia scendere l’eccesso nella teglia, aspetta cinque minuti e rimetti in frigorifero per circa 1 ora.
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Quando la ganache è rappresa, prendi i 50 g di crema con la bocchetta a stella e fai sette riccioli in cerchio, tra il centro e il bordo, lasciando libero il centro. Sette perché la prima volta mi sono venuti bene così, e li ho lasciati. Sopra ogni ricciolo, granella di nocciole e cioccolato fondente a pezzetti: sono gli ingredienti della torta che tornano in superficie. La ganache intorno resta pulita.
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Tienila in frigorifero almeno un’altra ora prima di tagliarla: la crema si assesta e cede umidità alle basi, che diventano più morbide. Tirala fuori 15-20 minuti prima di servirla. La base è con il burro, e il burro al freddo si irrigidisce: quei minuti a temperatura ambiente la restituiscono morbida.
Note & consigli
Tieni la teglia sotto la gratella fin dall’inizio: la ganache cola più di quanto pensi. Quella che avanza la tengo in frigorifero tre giorni e la scaldo a bagnomaria, per una seconda colata o su una fetta il giorno dopo. Le bocchette servono davvero: con il cucchiaio la farcitura viene a strati diversi e la torta pende.
Domande frequenti
Io non li bagno: la base è già umida di burro e Nutella, e la crema riposando le cede altra umidità. Se ti piace più bagnata, fai uno sciroppo con 100 g di zucchero, 50 g di acqua e vaniglia, fallo bollire un minuto, raffreddalo e spennellane un cucchiaio scarso per disco. Di più e la base si sbriciola sotto la crema.
Capita, e non è la fine: la prima volta che ho fatto questa copertura è venuta un po’ grumosa anche a me. Quasi sempre è l’emulsione che si è rotta, con il cioccolato che ha preso il sopravvento sulla panna. Si recupera con un cucchiaio di panna calda per volta, mescolando dal centro con la spatola finché torna lucida. È un rimedio, non una dose.
Viene meglio: puoi montarla e glassarla fino a 24 ore prima, la notte in frigorifero assesta la crema e ammorbidisce le basi. Riccioli e granella falli la mattina: in frigorifero la granella si inumidisce e perde il croccante.
Venti minuti sono il tetto, non il tempo fisso: con un forno che spinge un disco da 330 g è pronto a diciotto, e il cacao asciuga in fretta. Il segnale è il centro che torna su sotto il dito, non lo stecchino perfettamente asciutto: quello arriva quando la base è già secca.
Tante, inutile girarci intorno: sommando gli ingredienti la torta intera fa circa 10.000 calorie, cioè intorno alle 1.000 a fetta se la tagli in dieci. È una stima calcolata sulle dosi, non un’analisi: cambia con la marca della crema e con lo spessore della fetta. È una torta da festa, e si mangia come tale.
Il glucosio tiene la ganache liscia e lucida, senza cristalli: al suo posto va bene lo stesso peso di miele, che però si sente, meglio se delicato come l’acacia. La gelatina la puoi saltare: la ganache cola uguale, ma resta più morbida e al taglio si tiene meno. Se la torta deve viaggiare, tienila.
Nove volte su dieci mascarpone e panna non erano abbastanza freddi: il mascarpone lo tiro fuori dal frigorifero all’ultimo momento. Se si è già ammorbidita, rimettila mezz’ora in frigorifero e rimonta pochi secondi, senza insistere.
Era troppo calda, sopra i 35 gradi, oppure la torta non aveva passato la sua mezz’ora in frigorifero. A 32-34 gradi la ganache scende, si ferma e tira; più calda scioglie il mascarpone.
Varianti della ricetta
Al pistacchio. Sostituisci la Nutella con la crema di pistacchio, stesso peso, in base, crema e ganache. Il colore cambia, la struttura no, perché le due creme hanno grasso e zucchero simili. Sui riccioli, granella di pistacchio al posto delle nocciole.
In friggitrice ad aria. Solo se il cestello tiene uno stampo da 20 cm. Una base per volta a 160 °C per 15-18 minuti, senza aprire nei primi dieci. Il cacao brucia in fretta: dal dodicesimo minuto controlla con lo stecchino.
Conservazione
In frigorifero, sotto una campana per dolci, si mantiene 3-4 giorni: la crema resta soda e le basi diventano ogni giorno più morbide. Tirala fuori 15-20 minuti prima di servirla, perché il burro della base al freddo si irrigidisce. Non congelarla: la crema al mascarpone perde struttura scongelando.
Intolleranze & allergie
Senza glutine: nella base sostituisci la farina 00 con lo stesso peso di un mix senza glutine per dolci; la Nutella è dichiarata senza glutine e il resto non ne contiene. Per latte e lattosio non esiste una sostituzione onesta: mascarpone, panna, burro e Nutella lo contengono tutti.
Curiosità
La Nutella non si comporta come il cioccolato fuso, e il motivo è sull’etichetta: nocciole 13%, latte in polvere 8,7%, cacao magro 7,4%, il resto è zucchero e olio. Per questo nella base lavora insieme da dolcificante e da grasso, e nella ganache va sempre affiancata a un cioccolato vero: da sola non rapprende.

