Semolino dolce fritto in pezzi romboidali impanati, disposti a ventaglio su un piatto da portata

Semolino dolce

  • Preparazione: 0h 50m
  • Cottura: 0h 20m
  • Riposo: 2h 30m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: basso

Ingredienti

Per il semolino

  • Latte intero 1 l
  • Semolino 280 g
  • Zucchero semolato 180 g
  • Tuorli di uova medie, circa 40 g2
  • Scorza di limone di un limone non trattato1
  • Scorza di arancia di un’arancia non trattata1
  • Estratto di vaniglia 1 cucchiaino
  • Sale 1 pizzico

Per la panatura

  • Uova medie 3
  • Pangrattato 250 g

Per la frittura

  • olio di semi di arachide 1 l

Procedimento

IL SEMOLINO DOLCE: LA COTTURA NEL LATTE

  1. Versa il latte in una casseruola dal fondo spesso con il pizzico di sale. Grattugia dentro la scorza del limone e dell’arancia, solo la parte colorata: il bianco sotto è amaro e resterebbe nel semolino. Unisci l’estratto di vaniglia e scalda a fuoco medio. Il latte deve fumare e fremere ai bordi, senza mai arrivare a ebollizione: gli aromi si diffondono e niente si attacca.

  2. Versa il semolino a pioggia insieme allo zucchero, con una mano, mentre con l’altra mescoli con la frusta. Non fermarti. È qui che nascono i grumi: se ne vedi uno, frusta forte subito, prima che l’amido lo blocchi.

  3. Abbassa la fiamma al minimo e passa alla spatola, raschiando fondo e angoli. Prosegui la cottura a fuoco dolce finché il composto diventa molto denso, liscio e uniforme, con una consistenza piena e compatta. Il segnale giusto è doppio: la spatola lascia una traccia netta sul fondo e la massa si stacca dalle pareti in un blocco solo. Se senti odore di latte cotto o resistenza sul fondo, la fiamma è troppo alta.

  4. Spegni e, con la massa ancora fumante, incorpora subito i due tuorli lavorando energicamente. È il calore residuo che li cuoce e li lega: se aspetti che intiepidisca, l’uovo resta crudo e la frittura è troppo breve per rimediare. Il risultato è una massa omogenea, profumata e ben legata.

  5. Rivesti una teglia rettangolare con la pellicola, versa il composto e livellalo con cura a uno spessore regolare, poi copri anche la superficie con un secondo foglio di pellicola a contatto. Uno spessore uniforme vuol dire rombi tutti uguali in frittura.

  6. Lascia raffreddare a temperatura ambiente per circa mezz’ora, finché non fuma più, quindi trasferisci in frigorifero per almeno due ore. Deve risultare ben freddo, sodo e facilmente lavorabile: premendo con un dito non resta un’impronta molle. Questo freddo è ciò che tiene insieme i rombi nell’olio, molto più della panatura.

IL TAGLIO A ROMBI

  1. Sforma il semolino ben freddo sul tagliere e togli la pellicola. Con un coltello lungo a lama liscia dividilo dapprima in strisce regolari nel senso della lunghezza, larghe circa due centimetri e mezzo, mantenendo i lati il più possibile diritti e uniformi. Pulisci la lama tra un taglio e l’altro: taglia meglio e non trascina il bordo.

  2. Ruota idealmente la direzione del coltello e incidi le strisce con tagli obliqui e paralleli, mantenendo un’inclinazione costante, così che ogni segmento si trasformi in un rombo regolare. Procedendo in questo modo otterrai pezzi dalla forma precisa e armoniosa, con lati di circa quattro centimetri: uguali fra loro, cuociono in modo uniforme e fanno bella figura nel piatto.

LA PANATURA

  1. Rompi le uova in una ciotola e sbattile quanto basta a uniformarle, senza montarle. Versa il pangrattato in una piccola terrina, così lavori comodo. Qui la farina non serve: io la metto solo quando c’è qualcosa da saldare, e un rombo freddo e liscio non ne ha bisogno.

  2. Immergi ogni pezzo nell’uovo sbattuto, controllando che sia ben rivestito su tutta la superficie, spigoli compresi, quindi trasferiscilo nel pangrattato e fallo aderire in modo uniforme con una leggera pressione delle dita. Al tatto deve restare asciutto: una chiazza umida è il punto da cui la panatura si stacca.

  3. Impana tutti i rombi e tienili da parte su un vassoio, in un solo strato, senza sovrapporli. Se la cucina è calda, rimettili in frigorifero fino al momento di friggere.

LA FRITTURA DEL SEMOLINO DOLCE

  1. Versa l’olio di semi di arachide in un tegame alto e portalo a 170 °C, verificando la temperatura con l’apposito termometro. Senza termometro, infila uno stecchino di legno: l’olio è pronto quando tutto intorno si formano subito bollicine vive ma non violente.

  2. Immergi 4 o 5 rombi per volta, non di più: troppi pezzi raffreddano l’olio e il fritto viene unto e pallido. Friggi fino a doratura uniforme, girandoli delicatamente con la schiumarola: la crosticina deve venire croccante e omogenea. Se scuriscono in fretta, abbassa un poco la fiamma.

  3. Scola i rombi sulla griglia, non sulla carta: il vapore esce da sotto e la crosta resta croccante. Servi il semolino dolce ben caldo, così lo apprezzi al meglio.

Note & consigli

L’olio di frittura io lo riuso al massimo due o tre volte, filtrandolo ogni volta prima di riporlo: oltre, cambia odore e scurisce i rombi prima che siano caldi dentro. Lo spessore del semolino in teglia decide la resa: più sottile, più pezzi ma più fragili in frittura; più spesso, rombi cremosi che chiedono un minuto in più nell’olio.