Pitta 'nchiusa con rotoli di pasta ripieni di noci, uvetta e miele dorato

Pitta ‘nchiusa

  • Preparazione: 1h 30m
  • Cottura: 0h 50m
  • Riposo: 1h 30m
  • Difficoltà: media
  • Costo: basso
  • Porzioni: 8 porzioni
  • Metodo cottura: Forno
  • Cucina: Italiana, Calabrese

Ingredienti per una tortiera bassa da 28 cm di diametro

Per l’impasto

  • Farina di semola rimacinata di grano duro 260 g
  • Farina 00 50 g
  • Olio extravergine d’oliva 70 g
  • Zucchero semolato 80 g
  • Vino bianco dolce75 g
  • Acqua 65 g
  • Cannella in polvere1 cucchiaino
  • Chiodi di garofano 0.3 cucchiaino
  • Sale q.b.

Per il ripieno

  • Noci tritate450 g
  • Uva passa 250 g
  • Vino bianco dolce60 g
  • Zucchero semolato 100 g
  • Arancia scorza1
  • Mandarino scorza 1
  • Cannella macinata1 cucchiaino
  • Chiodi di garofano 0.3 cucchiaino

Per ricoprire

  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Zucchero semolato q.b.
  • Chiodi di garofano q.b.
  • Cannella in polvere q.b.
  • Miele q.b.

Attrezzatura necessaria

Per questa pitta ’nchiusa ti serve una tortiera bassa da 28 cm e della carta forno, così la sposti senza stress quando è ancora delicata. Per tirare la sfoglia puoi usare la macchina tirapasta (ti facilita la vita e ti dà uno spessore più regolare), ma se non ce l’hai vai di mattarello: ci metti un po’ di più, ma si fa. Una rotella dentellata ti aiuta a tagliare le strisce in modo pulito, un pennello serve per l’olio e il miele, e poi ciotole capienti, pellicola e una grattugia per le scorze. Lo spago da cucina è quello che “tiene in forma” il dolce durante la cottura: niente di complicato, basta non esagerare con la stretta.

Procedimento

Per il ripieno

  1. Ammolla l’uva nel vino per almeno mezz’ora, scolala e ponila in una ciotola. Conserva il vino. Se l’uvetta è molto secca è normale che ci metta un po’ di più: deve tornare morbida e gonfia, non “dura al centro”.

  2. Unisci le noci tritate in ciotola con l’uva, 60 g di vino, lo zucchero, le scorze grattugiate degli agrumi e le spezie. Copri con pellicola e fai riposare. Qui non c’è molto da inventarsi: più riposa, più profuma e si lega. Se ti sembra troppo asciutto, aggiungi un cucchiaio alla volta del vino tenuto da parte, giusto finché diventa umido e ben amalgamato.

Per l’impasto

  1. In una ciotola metti le farine, 75 g di vino tenuto da parte e il resto degli ingredienti. Impasta, forma una palla, adagiala nella ciotola, copri con pellicola e fai riposare per mezz’ora. All’inizio può sembrare un impasto “tosto”: è normale, il riposo serve proprio a renderlo più elastico e più facile da tirare sottile senza strappi.

Assembla la pitta ‘nchiusa

  1. Dividi la pasta in pezzetti da 100 g e tirali con la macchina tirapasta per ottenere delle sfoglie di 1 mm, lunghe 60 cm e larghe 14 cm. Lo spessore è il punto chiave: deve essere sottile ma ancora resistente. Se vedi che si screpola o si rompe, fermati un attimo, copri e lascia rilassare 5 minuti: spesso è solo tensione dell’impasto.
    Taglia ogni sfoglia con una rotella dentellata e dividila a metà per il lungo: otterrai delle strisce lunghe 60 cm e larghe 7 cm; in tutto te ne serviranno 9.

  2. Prendi 3 sfoglie, sovrapponile per ottenere un quadrato di 28 cm di lato da cui ritaglierai un cerchio di 28 cm. Appoggia questo disco su un supporto piatto foderato con carta forno.
    Spennellalo con l’olio, cospargilo con lo zucchero e le spezie.

  3. Spennella le strisce larghe 7 cm con l’olio, cospargile con un po’ di zucchero, le spezie e un po’ di ripieno. Qui il trucco è lasciare un piccolo margine libero sul bordo lungo: così quando chiudi non esce tutto fuori. Se carichi troppo, poi in cottura il ripieno spinge e ti “scappa”, ed è quello che vogliamo evitare.

  4. Piega ogni striscia su se stessa per il lungo, chiudendo il ripieno; arrotolala formando una rosa.
    Prendi il lembo finale della striscia e arrotolalo in senso opposto per ottenere due rose attaccate uguali.
    Appoggia le 18 roselline sul disco di pasta e stringile tra loro. Devono stare belle vicine: così cuociono regolari e restano compatte, senza aprirsi.

  5. Ripiega i bordi del disco verso l’alto come per abbracciare le roselline, facendo anche qualche piega per farla aderire bene.
    Con lo spago, cingi la pasta a metà della sua altezza e chiudi con un nodo per tenerla ferma e aderente alle roselline. Deve sostenere, non tagliare: se lo stringi troppo, segna e rischi di spaccare la sfoglia in cottura.
    Adagia la pitta ’nchiusa sulla tortiera, utilizzando la carta forno sottostante, e spennella la superficie con dell’olio.

Cottura

  1. Cuoci in forno statico a 180° per circa 50 minuti. Il colore aiuta, ma guarda anche la base: deve risultare asciutta e ben “sostenuta”. Se sopra prende troppo in fretta e sotto è ancora indietro, sposta la tortiera un ripiano più basso negli ultimi minuti.

  2. Poco prima di sfornarla, scalda il miele per renderlo fluido e, non appena sfornata, cospargi immediatamente la superficie. Poi, lasciala raffreddare. Questo è il momento giusto: dolce caldo e miele fluido, così entra nelle pieghe.
    Una volta fredda puoi gustare la tua pitta ’nchiusa.

Note & consigli

Qui la differenza la fa davvero il riposo del ripieno: più sta lì, più noci, uvetta, spezie e scorze si “parlano” e diventano un profumo unico. Se hai tempo, preparalo anche dal giorno prima e tienilo coperto: ti assicuro che quando poi farcisci le strisce lo senti subito.

Sulle noci puoi restare fedele alla tradizione oppure giocare un po’: un mix di noci e mandorle ci sta benissimo, soprattutto se ti piace un ripieno leggermente più dolce e rotondo. E per il vino bianco dolce non fissarti sull’etichetta: Vermouth bianco, Marsala o passito vanno benissimo, l’importante è che dia quella nota aromatica che si ritrova poi nel profumo finale del dolce.

Questo è un dolce ricco, di quelli che “fanno tavola” da soli: frutta secca, miele, spezie, sfoglia… qui non conviene fingere che sia leggerino, perché non lo è, ed è proprio il suo bello. È una preparazione da festa, da fine pasto importante, da taglio lento e chiacchiere a tavola.

Io lo servo volentieri con qualcosa di semplice accanto, senza aggiungere troppe altre dolcezze: un caffè non troppo lungo, oppure una tisana agrumata e speziata (arancia, cannella, chiodi di garofano) che riprende il profumo della pitta ’nchiusa e ti pulisce la bocca.