Pitoni messinesi fritti con ripieno di scarola e formaggio in bella vista

Pitoni messinesi

  • Preparazione: 0h 20m
  • Cottura: 0h 30m
  • Riposo: 2h 0m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: basso
  • Porzioni: 10 pezzi
  • Metodo cottura: Frittura
  • Cucina: Italiana, Siciliana

Ingredienti

PER L’IMPASTO

  • Farina 00 670 g
  • Semola rimacinata di grano duro 225 g
  • Strutto 100 g
  • Acqua 400 g
  • Vino bianco secco90 g
  • Sale 10 g
  • Zucchero semolato 5 g

PER IL RIPIENO

  • Tuma siciliano (o primo sale o pecorino)350 g
  • Insalata scarola riccia (già pulita)850 g
  • Acciughe sott’olio 20 filetti
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

PER FRIGGERE

  • Olio di arachidi 1.5 l

Procedimento

PER L’IMPASTO

  1. Metti nella ciotola della planetaria, con il gancio montato, la farina 00, la semola e lo zucchero. A parte sciogli il sale nell’acqua e aggiungi il vino bianco. Aziona la macchina e versa il liquido poco alla volta, senza aggiungerne altro finché la farina non l’ha assorbito. Lascia lavorare finché l’impasto comincia a compattarsi e a incordarsi, cioè ad avvolgersi al gancio staccandosi dalle pareti della ciotola: se resta attaccato al fondo, dagli ancora qualche minuto prima di preoccuparti.

  2. A questo punto incorpora lo strutto a fiocchetti, poco alla volta, e aspetta che ogni pezzetto sia stato assorbito del tutto prima di aggiungere il successivo. Deve essere morbido ma non sciolto. Messo tutto insieme resta a pezzi e lascia zone unte dove poi la sfoglia si strappa. Quando è pronto, l’impasto è liscio, un po’ lucido e non si attacca alle dita.

  3. Trasferisci l’impasto sul piano di lavoro e dividilo in 10 parti uguali, di circa 150 g ciascuna. Poi fai la pirlatura: con la mano a coppa sopra ogni porzione, falla ruotare sul piano finché diventa una pallina liscia e tesa.

  4. Disponi le palline in una teglia rivestita di carta forno, e lasciale riposare almeno 1 ora nel forno spento, al riparo dall’aria. Il riposo rilassa la pasta: dopo si stende sottile e sotto il mattarello si ritira molto meno.

per il ripieno

  1. Mentre le palline riposano, taglia la scarola a pezzi di circa 1 cm e mettila in una ciotola. Condiscila con un filo d’olio extravergine, un po’ di sale e una macinata di pepe, mescola bene con le mani e lasciala riposare per 2 ore. In quel tempo si insaporisce e butta fuori parte della sua acqua di vegetazione, che si raccoglie sul fondo. Io la salo così in anticipo proprio per questo: nel pitone deve arrivare una scarola che l’acqua l’ha già persa, non una che la perde mentre frigge.

  2. Nel frattempo taglia la tuma a cubetti di 1 cm e stendi i filetti di acciuga su un piatto coperto con carta assorbente da cucina, perché perdano un po’ del loro olio di conserva. L’olio che gocciola dall’acciuga finisce sui bordi della pasta, e un bordo unto non si sigilla.

composizione

  1. Trascorso il tempo di riposo, riprendi le palline una alla volta e stendile con il mattarello, ricavando da ciascuna un disco di 20 cm di diametro, sottile e dello stesso spessore dappertutto. Man mano che sono pronti tienili coperti con un canovaccio pulito, perché non si secchino troppo. Se un disco continua a ritirarsi, lascialo sotto il canovaccio una decina di minuti e riprendilo.

  2. Ottenuti tutti i dischi, sgocciola bene la scarola e lascia nella ciotola il liquido che ha perso. Al centro di ogni disco adagia circa 60 g di scarola, 35 g di tuma e 2 filetti di acciuga, lasciando libero un bordo di un paio di centimetri. I 60 g sono di scarola già sgocciolata: pesa meno di quella cruda della lista, perché nelle 2 ore ha perso parte della sua acqua. Chiudi a mezzaluna, fai uscire l’aria premendo piano con le dita intorno al ripieno e sigilla i bordi realizzando un cordoncino: pizzica il bordo e ripiegalo su se stesso lungo tutta la curva. Se il bordo si è seccato, passaci un dito bagnato d’acqua prima di chiudere; se si è sporcato di olio o di formaggio, puliscilo, perché lì la pasta non attacca.

COTTURA

  1. In una pentola dai bordi alti scalda l’olio di arachidi a 170 °C, controllando con un termometro da cucina. Immergi i pitoni 2 alla volta e lasciali friggere per 5-6 minuti, girandoli a metà cottura, finché sono dorati da entrambi i lati. Dopo poco la superficie si riempie di bolle, e il colore giusto è un bel dorato, non marrone. Se la parte che resta fuori dall’olio fatica a colorire, bagnala con un cucchiaio di olio caldo. Prima di calare la coppia successiva aspetta che il termometro torni a 170 °C: io non ne friggo più di due alla volta proprio perché ogni pitone raffredda l’olio.

  2. Scolali con una schiumarola e disponili su una placca rivestita con carta assorbente, per eliminare l’olio in eccesso. Servili subito, senza coprirli: sotto un canovaccio o in un contenitore chiuso il vapore del ripieno ammorbidisce la sfoglia.

Note & consigli

La semola accanto alla farina 00 la metto perché con le due farine insieme la sfoglia viene più rustica e croccante, anche se un po’ meno elastica sotto il mattarello.

Se hai acciughe sotto sale invece di quelle sott’olio, dissalale e asciugale con cura prima di metterle nel ripieno: lì dentro non deve entrare altra acqua.