Pasta pasticciata al forno con prosciutto, spinaci e formaggio filante gratinato

Pasta pasticciata

  • Preparazione: 0h 25m
  • Cottura: 1h 0m
  • Riposo: 0h 10m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: basso
  • Porzioni: 6 persone

Ingredienti

per una teglia di 33×23 cm

  • Penne rigate 400 g
  • Taleggio senza crosta400 g
  • Erbette pulite 600 g
  • Prosciutto cotto affettato180 g
  • Parmigiano Reggiano grattugiato 20 g
  • Aglio 1 spicchio
  • Olio evo 5 cucchiai
  • Sale q.b.

Per la fonduta

  • latte fresco intero 400 g
  • Parmigiano Reggiano grattugiato 80 g
  • Noce moscata in polvere 1/4 cucchiaino
  • sale e pepe q.b.

Procedimento

Prepara le erbette

  1. Per preparare la tua pasta pasticciata comincia dalle erbette pulite: io le lavo tenendole immerse in una bacinella d’acqua, poi le scolo bene e le spezzo in due con le mani. In una padella capiente, o in un tegame largo, scalda 2 cucchiai di olio extravergine insieme allo spicchio d’aglio tagliato a metà.

  2. Lascia sfrigolare l’aglio e, quando è dorato, eliminalo. Aggiungi le erbette con un pizzico di sale, copri con il coperchio e lasciale appassire: sono pronte quando sono diventate morbide e hanno perso gran parte del loro volume. Trasferiscile in un colino, aspetta che si intiepidiscano quel tanto che basta per toccarle e strizzale con forza fra le mani, finché non gocciola più acqua. È il passaggio che salva il fondo della pirofila: l’acqua che resta nelle foglie in forno esce tutta. Poi tritale finemente con il coltello.

Occupati della fonduta

  1. Versa il latte fresco intero in un tegame e unisci il taleggio, privato della crosta e tagliato a pezzetti. Scalda a fuoco dolce e mescola spesso, così il formaggio si scioglie senza attaccarsi al fondo. Qui la fiamma resta bassa dall’inizio alla fine: per me il latte, con il taleggio dentro, non deve mai arrivare al bollore, perché bollendo il formaggio caglia. Vai avanti finché non vedi più pezzetti di taleggio.

  2. Unisci gli 80 g di Parmigiano Reggiano grattugiato e mescola finché si scioglie anche lui. Assaggia prima di aggiungere il sale, perché taleggio e Parmigiano ne portano già parecchio, poi completa con sale, pepe e la noce moscata. Togli il tegame dal fuoco e frulla la fonduta con il frullatore a immersione, tenendolo sempre ben dentro al liquido così non schizza, finché è liscia, setosa e vela il cucchiaio.

Componi e cuoci

  1. Porta a bollore abbondante acqua per le penne rigate. Sala l’acqua solo quando bolle: la mia dose è 10 g per litro. Io scolo le penne a metà del tempo di cottura indicato sulla confezione, quasi crude, perché finiscono di cuocere in forno dentro la fonduta: l’esterno è già flessibile, il cuore resta duro e chiaro. Versale subito in una ciotola capiente, senza passarle sotto l’acqua. Pesa 250 g di fonduta e tienili da parte per il fondo e la superficie della teglia, poi versa tutto il resto sulle penne e mescola finché sono tutte velate.

  2. Taglia a julienne le fette di prosciutto cotto e uniscile alle penne insieme alle erbette tritate. Mescola ancora, in modo che erbette e prosciutto si distribuiscano in tutta la pasta e non restino a ciuffi. Prendi una pirofila di circa 33×23 cm e versa sul fondo i 3 cucchiai di olio rimasti e qualche cucchiaio della fonduta tenuta da parte, stendendoli con il dorso del cucchiaio.

  3. Versa nella pirofila le penne condite e livellale con il cucchiaio, senza schiacciarle: devono restare morbide, non compattate. Copri tutta la superficie con la fonduta rimasta, arrivando fino alle penne vicino ai bordi, e cospargi con i 20 g di Parmigiano Reggiano grattugiato.

  4. Inforna in forno statico preriscaldato a 180° per circa 35 minuti. La pasta pasticciata è cotta quando in superficie si è formata una bella crosticina dorata e lungo i bordi la fonduta sobbolle piano. Sfornala e lasciala riposare 10 minuti: la fonduta si assesta, le porzioni si tagliano meglio e il cuore della teglia non è più rovente.

  5. Ora puoi servire la tua pasta pasticciata, tagliata a quadrotti con una paletta direttamente dalla pirofila.

Note & consigli

Per il prosciutto cotto qui scelgo quello al tartufo, che dà un profumo in più; con un cotto normale la teglia resta buona, solo meno profumata. Per il Parmigiano, quando lo trovo, vado su un 24 mesi.