Gulash ungherese con carne, patate e peperoni in un sugo ricco e speziato

Gulash ungherese (gulyás)

  • Preparazione: 0h 30m
  • Cottura: 2h 45m
  • Riposo: 0h 0m
  • Difficoltà: media
  • Costo: medio
  • Porzioni: 6 persone
  • Metodo cottura: Fuoco lento

Ingredienti Gulash

  • Girello di spalla di bovino 800 g
  • Pomodori ramati 200 g
  • Patate 500 g
  • Paprika dolce50 g
  • Cumino in polvere 5 g
  • Strutto 80 g
  • Aglio 2 spicchi
  • Peperoni rossi150 g
  • Cipolle bianche 400 g
  • Carote 130 g
  • Brodo vegetale o di carne800 g
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Procedimento

IL FONDO DEL GULASH UNGHERESE: CIPOLLE, CARNE E PAPRIKA

  1. Taglia le cipolle a julienne: dividi il bulbo a metà, poi in quarti, e affetta ogni quarto nel senso perpendicolare al primo taglio, così ottieni tante listarelle ricurve. Qui ci sono le cipolle bianche; per me vanno bene anche le dorate. Mettile a stufare con lo strutto in una casseruola capiente, meglio se dal fondo spesso, e lasciale appassire per 15-20 minuti a fuoco basso, mescolando ogni tanto. Devono diventare morbide e trasparenti, appena dorate ai bordi: se scuriscono, abbassa subito, perché una cipolla bruciata rende amaro tutto il fondo. Poi unisci l’aglio schiacciato e il cumino e lascia insaporire per un paio di minuti, finché senti il profumo.

  2. A questo punto riduci la carne, il girello di spalla, a cubetti di 3 cm. Togli solo il grasso esterno più duro e le pellicine spesse: il tessuto connettivo all’interno lascialo, perché nella cottura lunga si scioglie e dà corpo al sugo. Unisci la carne alle cipolle in pentola e alza la fiamma per farla rosolare qualche minuto, mescolando di continuo perché non si attacchi e le cipolle non brucino. Non cercare la crosta su ogni cubetto: con tante cipolle la pentola resta umida e la carne prende appena colore, ed è giusto così.

  3. Abbassa la fiamma al minimo prima di unire la paprika: sul fondo caldo brucia in pochi secondi e diventa amara. Aggiungila, mescola bene e aggiusta di sale adesso: nello spezzatino il sale io lo metto durante la cottura, alla fine lo controllo soltanto. Tieni il brodo caldo in un pentolino accanto. Copri e lascia cuocere per un’ora a fuoco bassissimo, aggiungendo un goccio di brodo di tanto in tanto, quando il fondo tende ad asciugarsi. In questa prima fase il brodo deve essere pochissimo: la carne cuoce nel vapore della pentola coperta, non immersa nel liquido. In superficie devi vedere solo qualche bollicina lenta.

IL GULASH CON PATATE E VERDURE

  1. Nel frattempo pulisci i peperoni: togli il torsolo, i semi e i filamenti bianchi, poi tagliali a cubetti di 3 cm, come la carne. Fai lo stesso con le patate e con i pomodori. Per le patate va bene una varietà a pasta gialla e soda, che nella cottura lunga resta a pezzi: io spesso prendo quelle della Sila. Infine monda le carote e riducile a rondelle spesse circa 1 cm.

  2. Trascorsa la prima ora, controlla la carne: una forchetta deve entrare con un po’ di resistenza, ma i cubetti non devono ancora sfaldarsi. Aggiungi in pentola pomodori, peperoni e carote e tieni da parte le patate: cuociono molto prima della carne, e messe adesso si disferebbero. Versa il brodo fino a coprire carne e verdure e lascia andare a fuoco molto basso per mezz’ora, con il coperchio appoggiato ma un piccolo spiraglio aperto.

  3. Infine unisci le patate, versa il brodo rimasto e prosegui la cottura per l’ultima mezz’ora, sempre a fuoco bassissimo e con il coperchio leggermente scostato. Da qui mescola piano, dal fondo, per non rompere le patate. Il gulash è pronto quando le patate si infilzano senza sforzo, la carne si spezza con il cucchiaio e il sugo è denso e rosso, non brodoso. A fine cottura controlla il sale e completa con una spolverata di pepe.

Note & consigli

Al posto dello strutto puoi usare olio extravergine d’oliva: ne serve un po’ di più, circa 100 g.

La paprika deve essere dolce e non affumicata, che cambierebbe tutto il profilo del piatto, e soprattutto fresca: aperta da mesi perde colore e profumo, e il gulash viene pallido, con un gusto polveroso. Tienila ben chiusa, al buio e lontano dai fornelli.