Fetta di crostata della babbaiola con crema al limone e copertura a treccia spolverata di zucchero a velo

Crostata della babbaiola

Vegetariana
  • Preparazione: 1h 0m
  • Cottura: 0h 40m
  • Riposo: 1h 30m
  • Difficoltà: media
  • Costo: basso
  • Porzioni: 8 porzioni
  • Metodo cottura: Forno
  • Cucina: Italiana

Ingredienti

Per uno stampo con fondo estraibile da 24 cm

Per la frolla

  • Farina 00 375 g
  • Burro freddo180 g
  • Zucchero a velo 150 g
  • Tuorli 3
  • Limoni la scorza2
  • Sale 1 pizzico

Per la crema

  • Latte intero 350 g
  • Panna fresca liquida 150 g
  • Limone succo100 g
  • Zucchero semolato 150 g
  • Amido di mais 30 g
  • Amido di riso 30 g
  • Tuorli (80 g)4
  • Scorza di limoni 2

Per la crema di ricotta

  • Ricotta vaccina 200 g
  • Zucchero a velo 50 g
  • Scorza di limone 1

Procedimento

LA PASTA FROLLA AL LIMONE DELLA BABBAIOLA

  1. Taglia il burro freddo di frigorifero in pezzetti piccoli e mettilo nel boccale del robot con le lame, insieme alla farina setacciata. Aziona per pochi secondi, fino a quando burro e farina diventano una sabbia fine e granulosa. La frolla la faccio così, per sabbiatura, partendo dal burro appena uscito dal frigo: è al punto giusto quando il burro non si vede più nella farina. Il freddo qui non è un dettaglio, perché sono i pezzetti di burro rimasti solidi a dare la friabilità dopo la cottura.

  2. Aggiungi lo zucchero a velo, la scorza di due limoni, i tuorli e un pizzico di sale. Della scorza prendi solo la parte gialla: nel bianco sotto c’è l’amaro, e in un dolce così agrumato si sente subito.

  3. Richiudi il robot e aziona di nuovo, pochi secondi. Ti servono grosse briciole che stanno insieme quando le stringi fra le dita, niente di più. Se insisti l’impasto si scalda e diventa elastico, e una frolla elastica in forno si ritira lungo i bordi. Acqua non ne serve: se le briciole sembrano asciutte, sono i tuorli e il calore delle mani a legarle in pochi secondi.

  4. Rovescia le briciole sul piano di lavoro e compattale con una pressione rapida e leggera delle mani, giusto il tempo di avere un panetto liscio e omogeneo: non più di un minuto.

  5. Dividi l’impasto in due: un pezzo da circa 500 g e il resto, circa 250 g. Stendi il pezzo più grande fra due fogli di carta forno, con il matterello, fino a un disco di circa 30 cm di diametro, e trasferiscilo in frigorifero con la sua carta. A me mezz’ora di frigo basta, e d’estate la tengo al fresco senza fretta. In frigorifero va anche il pezzo più piccolo: diventerà la griglia di losanghe.

LA CREMA PASTICCERA AL LIMONE

  1. Gratta la scorza di due limoni non trattati, anche qui solo la parte gialla, e tienila da parte: andrà nel latte. Poi spremi i limoni che servono per avere 100 g di succo e filtralo: puoi cominciare da quelli a cui hai tolto la scorza.

  2. In un pentolino unisci il latte, la panna e la scorza grattugiata. Scalda piano, fino a sfiorare il bollore, spegni e lascia in infusione per dieci minuti: è il tempo che serve all’aroma per passare nel liquido. Intanto lavora i tuorli con lo zucchero fino a un composto chiaro e spumoso, poi incorpora i due amidi e mescola fino a una pastella liscia, senza grumi. Nel latte metti solo la scorza e non il succo: l’acido versato da solo nel latte caldo lo fa cagliare. Il succo entra dopo, stemperato nei tuorli con gli amidi, e arriva al latte già diluito.

  3. Aggiungi il succo di limone filtrato al composto di tuorli e amidi e mescola. Riaccendi il latte in infusione e, quando è ben caldo, versalo a filo sul composto frustando con energia. Riporta tutto nel pentolino.

  4. Fiamma media e mano sempre in movimento, dal centro verso i bordi, fino a quando la crema arriva a bollore e si addensa. Il bollore non è eccesso di zelo: l’amido gelatinizza solo lì, e una crema tolta prima resta lenta e perde corpo mentre si raffredda. Con il succo di limone dentro una base di latte e panna, poi, mescolare senza sosta è la differenza fra una crema liscia e una crema con i grumi.

  5. Versala subito in un contenitore largo e basso, copri con la pellicola a contatto con la superficie per non far formare la pellicina e lascia raffreddare a temperatura ambiente. Poi in frigorifero per almeno un’ora. Prima di usarla rimescolala con la frusta: torna perfettamente liscia.

LA CREMA DI RICOTTA

  1. Qui c’è un solo nemico, e si chiama acqua. La ricotta è piena di siero, e usarla com’è significa portare quell’acqua dentro il ripieno: fondo bagnato, fetta che non tiene. Mettila in un colino a maglie fitte appoggiato su una ciotola e lasciala sgocciolare in frigorifero. La ricotta la scolo in frigorifero la sera prima, senza fretta: al mattino è soda e compatta.

  2. Quando è bella asciutta passala al setaccio, schiacciandola con la spatola: spariscono i granelli e diventa vellutata. Raccoglila in una ciotola capiente, unisci lo zucchero a velo, che si amalgama meglio del semolato e non appesantisce, e la scorza grattugiata di un limone, sempre solo la parte gialla.

  3. Mescola lentamente, con la spatola, il tempo di amalgamare e basta. Se la lavori troppo la ricotta si smonta e rilascia di nuovo acqua, e la densità guadagnata con lo scolo se ne va.

COME SI ASSEMBLA E SI CUOCE LA CROSTATA DELLA BABBAIOLA

  1. Imburra lo stampo e appoggia un dischetto di carta forno solo sul fondo. Riprendi il disco di frolla dal frigorifero e rivesti lo stampo, facendolo aderire bene al fondo e ai bordi. Lavora con la frolla ancora fredda: quella tiepida si ammorbidisce, scende lungo il bordo in cottura e il guscio perde altezza. Se la cucina è calda, quando hai finito di foderare rimetti lo stampo dieci minuti in frigorifero: il guscio parte più stabile e tiene meglio il bordo.

  2. Quando è tutta sistemata passa un coltellino lungo il bordo dello stampo e taglia via la pasta che sporge: il guscio resta pulito e pronto da riempire. Tira fuori dal frigorifero la crema pasticcera e la crema di ricotta, entrambe fredde. Se sono tiepide ammorbidiscono il burro della frolla ancora prima del forno.

  3. Unisci le due creme con movimenti delicati, fino ad avere una crema sola, e versala nel guscio di frolla con la marisa, livellando la superficie. Riprendi la frolla che avevi messo da parte, ricava delle strisce spesse mezzo centimetro, arrotolale fra le dita e posale sulla crema incrociandole, per formare le classiche losanghe.

  4. Io ne faccio sedici, così i rombi vengono regolari. Inforna a 170 gradi in modalità statica per 40 minuti. Il forno lo tengo statico anche qui: cuoce più lento e più omogeneo, mentre il ventilato asciuga di più e scurisce la superficie prima che il ripieno sia pronto. È cotta quando il bordo della frolla e le losanghe sono dorati e il ripieno, muovendo appena lo stampo, tiene al centro con un leggero tremolio. Non ti preoccupare di quel tremolio: il ripieno finisce di rassodarsi mentre raffredda. A quel punto sfornala e lasciala raffreddare del tutto nello stampo, poi sformala, passala sul piatto da portata e spolverizza con lo zucchero a velo. Il taglio si fa solo da freddo: il ripieno deve finire di assestarsi, altrimenti la fetta si apre.

Note & consigli

Lo stampo di metallo con il fondo estraibile lo preferisco a vetro e ceramica: trasmette il calore alla base molto meglio e aiuta a sformare senza rompere la griglia di losanghe.

Frolla, crema e ricotta si possono preparare il giorno prima e tenere in frigorifero: raffredda tutto in fretta, in contenitori bassi. Lo zucchero a velo, invece, lo spolverizzo al momento di servire, altrimenti sulla superficie fredda si bagna.