Costoletta alla milanese con osso, panatura dorata e sale in scaglie, servita con insalata mista e fette di limone

Costoletta alla milanese

  • Preparazione: 0h 20m
  • Cottura: 0h 10m
  • Riposo: 0h 0m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: basso
  • Porzioni: 2 persone
  • Metodo cottura: Fornello
  • Cucina: Italiana

Ingredienti

  • costolette di vitello con l’osso circa 250 g l’una2
  • Burro chiarificato 200 g
  • pan grattato 250 g
  • Uova medie 4
  • Sale di Maldon in fiocchi q.b.

Procedimento

LA PREPARAZIONE DELLA COSTOLETTA ALLA MILANESE

  1. Per preparare la costoletta alla milanese parti dalla carne, una costoletta di vitello alta, con l’osso ben evidente. Elimina solo il grasso in eccesso, senza mai staccare la carne dall’osso. Se sul bordo c’è una pellicina tesa, incidila in un paio di punti con la punta del coltello, così in padella la costoletta resta piatta e non si arriccia.

  2. Con un coltello ben affilato raschia l’osso e togli i residui di carne e il sangue rappreso, finché resta pulito e chiaro. In tavola si vede.

  3. Batti la carne con il pestacarne, leggermente e con colpi piatti, solo quanto basta per uniformarne l’altezza su tutta la superficie. Vacci piano. Lo spessore della carne non deve scendere sotto quello dell’osso, altrimenti in cottura la punta brucia mentre la carne attaccata all’osso resta cruda. Alla fine tampona la costoletta con carta da cucina da entrambi i lati, perché sulla carne asciutta la panatura si attacca meglio.

LA DOPPIA PANATURA

  1. Sguscia le uova in una ciotola capiente e sbattile con i rebbi di una forchetta, senza montarle, solo finché tuorlo e albume diventano un liquido unico. Versa il pan grattato in un piatto largo. Il sale per ora non entra, né nell’uovo né sulla carne.

  2. Passa la costoletta nel pangrattato e premila bene da entrambi i lati, perché aderisca. Poi immergila completamente nell’uovo sbattuto, sollevala e lasciala scolare per bene, finché smette di gocciolare. Ripassala nel pangrattato e, aiutandoti con le mani, batti sulla carne per far attaccare l’impanatura.

  3. Ripeti il giro, di nuovo nell’uovo e di nuovo nel pan grattato, così da ottenere una doppia impanatura. La crosta viene più spessa e tiene meglio in cottura, anche vicino all’osso. Guarda che non restino zone scoperte: se ne vedi una, ritocca solo lì con un pizzico di pangrattato.

  4. Prendi un coltello e, con il dorso della lama, batti la superficie della costoletta disegnando dei rombi. Sono pressioni leggere, non tagli, e aiutano l’impanatura a restare attaccata durante la cottura.

LA COTTURA DELLA COSTOLETTA NEL BURRO CHIARIFICATO

  1. In una padella molto ampia fai sciogliere il burro chiarificato a fuoco medio. Deve coprire il fondo con uno strato abbondante, non con una semplice patina. Quando comincia a sfrigolare e una briciola di pangrattato buttata dentro frigge subito senza scurire, adagia le costolette, ben distanziate fra loro. Se la padella non le tiene comode, cuocile una alla volta, perché ammassate abbassano la temperatura del burro e la crosta beve grasso invece di dorarsi.

  2. Lasciale rosolare senza muoverle finché la parte inferiore è dorata in modo uniforme, di un bel color nocciola chiaro. Se il burro fuma o il pangrattato scurisce troppo in fretta, abbassa subito la fiamma, perché la crosta arriverebbe pronta prima della carne.

  3. Gira la costoletta con delicatezza, aiutandoti con una pinza o con due palette per non bucare la panatura, e completa la cottura dall’altro lato. Intanto, con un cucchiaio, raccogli il burro caldo e versalo spesso sulla parte vicina all’osso, che è quella che cuoce più lentamente, così la costoletta cuoce in modo uniforme e prende profumo.

  4. Quando è pronta, trasferiscila su carta assorbente per eliminare il burro in eccesso. Solo adesso arriva il sale: la carne in fettina io la salo sempre a cottura finita, e sulla costoletta mi piace usare i fiocchi di sale Maldon. La porto in tavola subito, senza farla riposare e senza coprirla, perché il vapore ammorbidirebbe la crosta.

  5. Io la accompagno con patate al forno o con una fresca insalata verde, che alleggerisce la ricchezza del burro.

Note & consigli

Quando le ordini, ricorda al macellaio di non togliere l’osso: la vera costoletta alla milanese ce l’ha sempre. Esiste anche la versione detta orecchia d’elefante, battuta sottile e larga quasi come il piatto, che frigge in fretta e scrocchia di più, ma perde la morbidezza della carne. Io resto sulla costoletta alta, che dentro rimane succosa.