La cicerchiata è uno di quei dolci che portano subito aria di festa: profuma di miele e agrumi, si prepara insieme e si mette al centro della tavola come si faceva una volta. In Abruzzo è un classico del Carnevale, ma la ritrovi anche in altre regioni del Centro Italia con nomi e piccole varianti diverse, sempre riconoscibile per quelle palline dorate che si abbracciano tra loro.
Se ami i dolci di questo periodo, nella raccolta dedicata al Carnevale trovi tante preparazioni della tradizione, così come nella selezione dei dolci di Carnevale. La cicerchiata condivide lo spirito conviviale con le chiacchiere, sottili e croccanti, e con le castagnole, piccole e morbide, mentre se cerchi qualcosa di più soffice ci sono le frittelle di Carnevale o le celebri graffe napoletane. E se preferisci un dolce da forno, il migliaccio è l’altra grande star di questo periodo.
Se ti stai chiedendo come ottenere una cicerchiata compatta, ben glassata e facile da assemblare, questa è la ricetta giusta.
Questa ricetta fa parte della raccolta dolci di carnevale.
Ingredienti per 8 persone
PER L’IMPASTO
- Farina 00 500 g
- Zucchero semolato 80 g
- Olio extravergine d’oliva 100 g
- Uova medie (300 g)6
- Lievito in polvere per dolci 7 g
- Liquore all’arancia 15 g
- Sale 1 pizzico
PER LA GLASSATURA
- Miele d’acacia 500 g
- Zucchero semolato 100 g
- scorza d’arancia 1
- Scorza di limone 1
- Acqua 30 g
PER FRIGGERE
- Olio d’arachidi 1.5 l
PER LA DECORAZIONE
- zuccherini colorati q.b.
Allergeni
Attrezzatura necessaria
Per preparare la cicerchiata non serve nulla di complicato: ti basta una ciotola capiente (o una planetaria se preferisci), un piano di lavoro per formare le palline e una pentola dai bordi alti per friggere in sicurezza. Una schiumarola è comoda per scolarle senza romperle, mentre un termometro da cucina ti aiuta a mantenere l’olio alla giusta temperatura, anche se non è indispensabile. Per l’assemblaggio finale sono utili carta assorbente, una padella larga per la glassatura e un semplice contenitore cilindrico (come una bottiglia o un bicchiere alto) per dare la classica forma a vulcano, senza attrezzi particolari.
Procedimento
PER L’IMPASTO
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In una ciotola capiente (o nella planetaria) unisci la farina setacciata con il lievito, lo zucchero, le uova, l’olio, il liquore e il sale. Lavora fino a ottenere un impasto liscio, compatto e non appiccicoso: se ti sembra troppo morbido, resisti alla tentazione di aggiungere farina, perché si rassoda con il riposo.
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Forma una palla, ungila leggermente, coprila con pellicola e lasciala riposare 30 minuti. Questo passaggio è importante: rende l’impasto più elastico e facile da modellare.
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Dividi l’impasto in quattro parti. Su un piano leggermente infarinato forma dei filoncini sottili, di circa 1 centimetro di diametro, poi tagliali a tocchetti e arrotondali tra i palmi fino a ottenere palline regolari, grandi più o meno come un cece. È normale che sembri un lavoro lungo: prenditi il tuo tempo.
COTTURA
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Scalda l’olio di arachidi portandolo a 175–180 °C. Friggi poche palline per volta: devono salire subito a galla e dorarsi in modo uniforme in circa 2–3 minuti. Quando sono dorate, scolale e lasciale asciugare su carta assorbente.
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In una padella larga versa zucchero e acqua e cuoci finché lo zucchero è sciolto e lo sciroppo inizia ad addensarsi. Aggiungi le scorze grattugiate e poi il miele. Mescola e lascia sobbollire finché il composto diventa lucido e filante: se è troppo liquido, non avvolgerà bene le palline.
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Versa le palline fritte nella padella e mescola con calma per 5–10 minuti, finché sono tutte ben glassate. Trasferiscile su un piano leggermente unto e lasciale intiepidire.
COMPOSIZIONE
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Posiziona al centro del piatto un contenitore cilindrico unto e disponi le palline tutt’intorno, partendo dalla base e salendo verso l’alto. Compatta con le mani leggermente bagnate: serve sia per non scottarti sia per evitare che si attacchino. Completa con gli zuccherini colorati.
Note & consigli
È normale che l’impasto tenda a seccarsi: tieni sempre coperta la parte che non stai lavorando. Quando assembli la cicerchiata, bagnati spesso le mani: ti semplifica il lavoro e rende la forma più stabile.
Domande frequenti
L’olio è troppo freddo o le palline sono state lavorate poco: devono essere ben sigillate.
Probabilmente è troppo liquido: lascialo addensare ancora qualche minuto sul fuoco.
Meglio di no: troppe palline abbassano la temperatura dell’olio.
Sì, anice o Strega danno un profumo più tradizionale.
Sì, il miele cristallizza leggermente dopo 24–48 ore.
Varianti della ricetta
Puoi arricchirla con granella di mandorle o nocciole (80 g) per una nota più rustica. Con miele millefiori il gusto diventa più intenso. Per la variante al forno, cuoci le palline a 180 °C per 18–20 minuti: saranno meno croccanti ma più leggere.
Conservazione
La cicerchiata si conserva 2–3 giorni a temperatura ambiente, sotto una campana per dolci. Evita il frigorifero: l’umidità rovina la glassatura. Il congelamento non è consigliato
Intolleranze & allergie
La cicerchiata contiene glutine, uova e arachidi. Per il glutine puoi usare un mix senza glutine per frittura, ma la struttura sarà leggermente più friabile. Le uova sono fondamentali: senza, l’impasto non tiene. L’olio di arachidi può essere sostituito con olio di girasole alto oleico.
Curiosità
Il nome deriva dalla cicerchia, legume molto diffuso in passato: le palline ricordano proprio la sua forma. In alcune zone viene chiamata anche struffoli, ma la cicerchiata abruzzese mantiene una personalità tutta sua.
Abbinamento Vino
Perfetta con un vino da dessert come un passito bianco o un moscato, che accompagna la dolcezza del miele senza coprirne i profumi.

