Il ciambellone tipico delle nonne, nel mio caso del papà. Semplice, alto, profumato. Lo faccio con il burro montato e cinque uova, niente latte: è la base di tutte le altre. Ti chiedi perché il tuo non viene alto e soffice? Quasi sempre è la montata: burro e zucchero io li lavoro dieci minuti buoni in planetaria, a velocità medio-alta, finché cambiano volume. Se vuoi un profumo diverso c’è la ciambella al limone, più agrumata e umida, oppure la ciambella caffè e cioccolato; la versione bianca e nera è la ciambella marmorizzata, con il cacao nell’impasto. Non solo dolce: la stessa forma regge la ciambella salata con scamorza, da aperitivo. Qui sotto trovi lo stampo giusto, 24 cm, e il segnale che ti dice quando il burro è montato al punto.
Ingredienti per uno stampo a ciambella del diametro di 24 cm
Per l’impasto (stampo a ciambella da 24 cm)
- Farina 00 350 g
- Burro a temperatura ambiente200 g
- Uova medie a temperatura ambiente5
- Zucchero semolato 210 g
- Lievito in polvere per dolci 16 g
- Scorza di limone grattugiata, non trattato1
- Sale 2 g
Per decorare
- Zucchero a velo q.b.
Allergeni
Procedimento
LA MONTATA DEL CIAMBELLONE IN PLANETARIA
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Tira fuori burro e uova dal frigo con un’ora di anticipo: il burro deve cedere sotto il dito senza sciogliersi. Mettilo nella ciotola della planetaria con lo zucchero e monta con la frusta a velocità medio-alta per almeno 10 minuti. Non hai la planetaria? Vanno bene le fruste elettriche, lavorando per lo stesso tempo. Io mi fermo solo quando il burro ha cambiato volume, almeno il triplo: chiaro, gonfio, quasi una crema montata. Unisci le uova intere una alla volta, aspettando che ognuna sia sparita prima della successiva. Ai primi due o tre l’impasto sembra stracciarsi: è normale, non impazzisce, fidati e continua a lavorare finché torna liscio. In tutto sono 15 minuti: dieci per burro e zucchero, cinque per le uova.

L’IMPASTO E LO STAMPO DA 24 CM
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Aggiungi la scorza di limone grattugiata (solo la parte gialla, la bianca è amara) e il pizzico di sale. Ora lascia la planetaria e prosegui a mano con una spatola. Setaccia insieme farina e lievito e uniscili in due o tre riprese, mescolando dal basso verso l’alto senza insistere. Raschia bene anche il fondo della ciotola, al centro: la farina asciutta si nasconde lì e nella fetta diventa una macchia bianca. Otterrai un composto bello corposo, che cade dalla spatola a nastro largo: se resta attaccato in un blocco, vacci piano con i giri e non aggiungere farina.

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Imburra e infarina lo stampo a ciambella da 24 cm, con cura attorno al camino centrale, oppure usa lo staccante spray, che è un mix di oli vegetali e fa lo stesso lavoro. Versa il composto, livellalo con la spatola e batti lo stampo sul piano con un colpetto: le bolle grosse escono e la superficie viene regolare.
LA COTTURA DEL CIAMBELLONE
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Cuoci in forno statico già caldo a 170 gradi per 40 minuti, sul ripiano centrale. Non aprire lo sportello nella prima mezz’ora, altrimenti la corona si abbassa. È pronto quando la superficie è dorata e uno stecchino infilato nella parte più spessa dell’anello esce pulito. Il ciambellone va lasciato raffreddare nello stampo una decina di minuti, poi si capovolge su una gratella e finisce di raffreddare lì. Spolvera con lo zucchero a velo solo quando è freddo, poi servilo intero o già a fette.

Note & consigli
Il burro va morbido, non sciolto: se lo scaldi al microonde perde la capacità di trattenere aria e il ciambellone viene basso. Le cinque uova medie pesano circa 250 g sgusciate, tienilo a mente se le tue sono grandi. Io lo taglio solo da freddo: tiepido si sbriciola sotto il coltello e le fette non stanno in piedi.
Domande frequenti
Nove volte su dieci è la montata. Burro e zucchero vanno lavorati almeno dieci minuti a velocità medio-alta, finché diventano chiari e gonfi: è quell’aria a farlo salire, il lievito la espande soltanto. Poi la farina: se la lavori a lungo dopo averla unita, sviluppi glutine e la mollica diventa fitta e bassa. Giri corti, spatola, e stop.
Due colpevoli: troppa lavorazione dopo la farina, oppure cottura corta. Nel primo caso l’impasto era tenace già nella ciotola e si staccava dalla spatola in un blocco unico. Nel secondo la fetta è umida e compatta vicino al camino. Mescola la farina a mano, poco, e non fidarti del solo colore della crosta: lo stecchino deve uscire pulito.
Cottura troppo lunga o forno troppo caldo: la crosta si è fatta prima che il centro fosse pronto. Controlla la temperatura vera con un termometro da forno e, negli ultimi cinque minuti dei 40, tieni d’occhio lo stecchino: appena esce pulito, fuori.
Era ancora crudo dentro quando l’hai tirato fuori, oppure hai aperto lo sportello troppo presto: la struttura non aveva fatto in tempo a fissarsi e la corona è ricaduta. Attenzione, il centro di un ciambellone è il camino dello stampo: il cedimento lo vedi sulla corona. Se al tocco è ancora molle, rimettilo dentro subito, cinque minuti alla volta.
Una crepa leggera è normale e pure bella. Se invece si apre come un vulcano, la prova del nove per me è proprio la superficie: deve venire piatta come la pianura Padana. Troppa farina fa un promontorio, troppo poca un avvallamento, troppo lievito le crepe. Pesa tutto, lievito compreso, e non aggiungere una bustina in più per farlo più alto.
Forno troppo alto o stampo troppo pieno: fuori colora, dentro no. Con uno stampo da 24 cm l’impasto arriva a due terzi dell’altezza, non oltre. Se la crosta è già scura, copri con un foglio di alluminio e prosegui la cottura.
Uno stampo a ciambella da 24 cm: con queste dosi viene alto e cuoce uniforme. Con un 22 sale di più e chiede qualche minuto in più, con un 26 viene più basso. Senza stampo, teglia tonda da 24 cm e al centro un barattolo di vetro da forno imburrato e infarinato, apertura verso l’alto: fa da camino.
Puoi, dosandolo con 20 g in meno rispetto al burro, quindi 180 g. Io userei olio di semi, per non incidere sul sapore. Cambia però il metodo: l’olio non si monta, quindi lavora prima le uova con lo zucchero finché sono chiare e spumose, poi versalo a filo. Viene più umido e resta morbido più giorni, ma perde il gusto di burro.
Io lo cuocio statico a 170 gradi, ripiano centrale, così la corona cresce con calma e non fa la crosta prima del tempo. Se hai solo il ventilato, scendi a 150-155 gradi e prova lo stecchino già a 30-35 minuti: l’aria che gira asciuga più in fretta e scurisce sopra.
Perché l’impasto era troppo fluido, non perché mancava l’infarinatura. Con questa ricetta al burro, che resta corposa, basta unirle alla fine con la spatola, a temperatura ambiente e senza esagerare.
Con una glassa: zucchero a velo mescolato con poche gocce di succo di limone, fino a una crema che cola lenta, versata sul dolce già freddo. Per la crosticina croccante, invece, cospargi lo zucchero semolato sull’impasto crudo prima di infornare.
Cinque uova medie, circa 250 g sgusciate: è la dose che tiene in piedi 350 g di farina e 200 g di burro. Con quattro uova grandi arrivi allo stesso peso. Meno uova, ciambellone più basso e più asciutto; più uova, gommoso.
Nell’impasto nessuna. Nell’uso di casa la ciambella può essere anche fritta o lievitata con il lievito di birra; il ciambellone è sempre una grande torta soffice, cotta nello stampo con il buco.
Varianti della ricetta
Ciambellone all’arancia. La scorza grattugiata di due arance al posto del limone, strofinata prima nello zucchero: profumo più rotondo e dolce, mollica identica. Con le arance rosse il colore della crosta vira appena.
Ciambellone alla vaniglia. I semi di una bacca nello zucchero prima di montarlo, insieme al limone o al suo posto: è la versione da inzuppo nel latte, con un profumo che si sente dal forno.
Conservazione
Sotto una campana di vetro, a temperatura ambiente, per 3-4 giorni: il primo giorno è il più soffice, poi asciuga piano. Niente frigorifero, lo indurisce. Congelalo intero o a fette, già freddo, in un sacchetto: a fette tiri fuori la porzione che ti serve e in mezz’ora a temperatura ambiente è pronta.
Intolleranze & allergie
Contiene glutine, uova e latte (nel burro). Senza latte: la versione all’olio di semi, con le dosi che trovi tra le domande. Senza glutine: un mix per dolci in pari peso, mollica più fragile e cinque minuti di cottura in più. Senza uova nessuna sostituzione regge la montata.
Curiosità
Ciambellone è l’accrescitivo di ciambella, e l’origine della parola ciambella il vocabolario Treccani la dà come incerta: il nome racconta la forma e la misura, non un luogo. Non esiste una ricetta codificata: burro o olio, latte o acqua cambiano da famiglia a famiglia. Quello che resta uguale è l’anello.
Abbinamento
A colazione con un caffè lungo o un cappuccino: il burro chiede una bevanda calda che lo sciolga in bocca. A merenda, per i bambini, il latte freddo; per gli adulti un tè nero senza zucchero, che pulisce dal dolce. Con una cioccolata calda con panna diventa il dolce della domenica.

