Carciofi alla Giudia fritti e aperti a fiore, serviti su vassoio con carciofi freschi sullo sfondo

Carciofi alla giudia

  • Preparazione: 0h 30m
  • Cottura: 0h 20m
  • Riposo: 0h 0m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: basso
  • Porzioni: 4 porzioni
  • Metodo cottura: Frittura
  • Cucina: Italiana

Ingredienti

  • Carciofi mammole 4
  • Succo di limone il succo di 1 limone1
  • Olio extravergine d’oliva circa 1,5-2 l, in base alla pentola
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Procedimento

Per la pulizia dei carciofi

  1. Per prima cosa occupati della pulizia delle mammole. Riempi una bacinella con abbondante acqua fredda e aggiungi il succo di limone: ci immergerai spesso le mani, che altrimenti anneriscono, e ogni carciofo appena pulito. È un’attesa breve, non una marinatura.

  2. Con un coltellino elimina le foglioline più piccole alla base del gambo, poi stacca le foglie esterne più dure, quelle tutte viola, fino ad arrivare alle chiare e tenere. Non avere paura di togliere. Poi appoggia la lama inclinata a metà del carciofo, impugnatura verso il basso, e fai ruotare la mammola: in un giro togli le punte dure di più strati insieme, fino al centro. Accorcia il gambo lasciandone attaccato un tratto, che servirà da presa nell’olio, e pela la parte verde e fibrosa sia su quel tratto sia sul pezzo staccato. I gambi tagliati tienili: vanno nell’acqua acidulata con i carciofi.

  3. Apri leggermente le foglie e, con la punta del coltello o uno scavino, elimina la barbetta interna, quella peluria che rimane al centro: è un passaggio che spesso si salta, ma qui conviene farlo perché in frittura diventerebbe dura. Se la mammola è giovane e la barbetta quasi non si vede, basta una passata leggera. Man mano che li pulisci, rimetti i carciofi nell’acqua acidulata. Per questo passaggio ti consiglio la mia guida su come pulire le mammole.

    Pulizia dei carciofi romani: sfogliatura a mano e immersione in acqua acidulata con limoni

Per la frittura

  1. Scola carciofi e gambi e asciugali molto bene su un canovaccio pulito, dentro e fuori. Poi sbatti delicatamente le teste una contro l’altra per far uscire l’acqua rimasta fra le foglie: qui conviene avere un po’ di pazienza. Nemmeno una goccia. Nell’olio caldo l’acqua diventa vapore di colpo e fa schizzare.

  2. Versa l’olio extravergine in una pentola dai bordi alti, meglio se stretta: deve essere sufficiente a coprire completamente la testa del carciofo quando verrà immersa. Porta l’olio a 140°C, controllando la temperatura con il termometro. Io ne friggo quattro alla volta, ma dipende dalla pentola: per farne di più ne serve una più grande, con più olio.

  3. Quando l’olio è in temperatura, immergi i carciofi tenendoli inizialmente per il gambo e abbassandoli con attenzione, così riduci gli schizzi. Da questo momento inizia a cronometrare: friggi per circa 10 minuti, girandoli ogni tanto per una cottura uniforme. Appena li cali l’olio scende, quindi alza un poco la fiamma finché il termometro torna a 140°C. Non devono dorare. Le foglie si ammorbidiscono e restano chiare, mentre il calore arriva al fondo.

  4. Per verificare la cottura infilza la base, vicino al gambo, con i rebbi di una forchetta: se entra senza resistenza, i carciofi sono teneri all’interno. Se fa ancora fatica, lasciali qualche minuto in più e riprova: la seconda frittura dura un minuto e non fa in tempo a cuocere il fondo, colorirebbe solo le punte.

    Carciofi alla giudia in frittura: una forchetta ne verifica la cottura nell'olio bollente
  5. Scolali con una schiumarola e sistemali a testa in giù su un vassoio foderato di carta assorbente. L’olio tienilo sul fuoco spento, ti serve di nuovo a breve. Lasciali intiepidire: questo breve riposo li fa sgocciolare e aiuta anche a stabilizzare la forma prima della seconda frittura.

  6. Quando sono tiepidi, apri delicatamente le foglie dall’interno verso l’esterno, senza schiacciare il fondo, e condisci con un pizzico di sale e una macinata di pepe. Se il carciofo resiste, aspetta ancora qualche minuto: troppo caldo, le foglie si spezzano invece di aprirsi.

    Mani che aprono un carciofo fritto e lo condiscono con un pizzico di sale
  7. Per la seconda frittura alza la temperatura dell’olio portandola a 170-175°C. Quando l’olio è ben caldo, immergi di nuovo i carciofi tenendoli per il gambo, con la testa in giù, e se serve aiutati con le pinze per accompagnare l’apertura delle foglie senza scottarti.

  8. Friggili per circa 1 minuto, finché le foglie diventano ben dorate e croccanti: il rumore della frittura si fa più vivace e il carciofo si apre a fiore, segno che sei sulla strada giusta. Non aspettare il marrone scuro, le punte diventerebbero amare. Se si stacca qualche fogliolina è normale, capita a tutti. Nello stesso olio friggi anche i pezzi di gambo mondati: sono buonissimi anche loro.

    Carciofi alla giudia sollevati dall'olio bollente con il ragno, con le foglie aperte a fiore e ben dorate
  9. Scola i carciofi, le foglioline staccate e i gambi su carta assorbente e servili immediatamente, quando sono ancora ben caldi e croccanti. Non ammucchiarli e non coprirli: il vapore del cuore ammorbidirebbe le foglie.

Note & consigli

Io li servo spesso come antipasto importante o come contorno speciale, accanto a un secondo semplice: così restano loro i protagonisti del pasto. Per friggerli uso l’olio extravergine, come vuole la tradizione, e sì, ne serve parecchio: il carciofo deve nuotarci dentro, altrimenti la temperatura scende e le foglie assorbono olio invece di diventare croccanti.